Asilo elimina la festa della mamma e del papà, "discrimina i gay" – Lazio – ANSA.it

…E COSÌ DISCRIMINANO LE FAMIGLIE…

Scelta nata dalla richiesta di una coppia omosessuale. Altri genitori protestano
Via la festa della mamma e la festa del papà: sono state abolite le due ricorrenze in favore della festa della famiglia considerata più inclusiva e non discriminatoria nei confronti delle nuove famiglie con genitori dello stesso sesso. Questa la scelta all’asilo Chicco di Grano nel quartiere Ardeatino a Roma.

fonte – http://www.ansa.it/lazio/notizie/2018/04/28/via-festa-mamma-e-papa-discrimina-gay_0fd90afa-1dfa-48ed-8bd7-8fd135b00fc2.html

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Cattolici: Globalismo o Tradizione?

Di Lucia Rezzonico

La Lega ha invitato il nostro Responsabile Nazionale Matteo Castagna a presentare il suo libro, che continua ad avere successo (tanto da aver già quasi esaurito la prima ristampa) e a far discutere in ambito religioso, politico e mediatico.
Stavolta, è un consigliere comunale di San Zeno di Montagna (VR) ad organizzare con ospiti, oltre a Castagna, l’On. Vito Comencini e il consigliere comunale di Verona Anna Grassi, come da locandina.
LUNEDI 25 FEBBRAIO ORE 20.30 tutti in montagna per una serata all’insegna della cultura tradizionalista.
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Abusi, sette dirigenti di Amnesty International si dimettono

Un durissimo colpo alla ong Amnesty International dopo che sette manager hanno rassegnato le dimissioni in seguito ad un rapporto di KonTerra Group: “Serve un cambiamento strutturale”
Un clima che non dovrebbe esistere all’interno di una ong come Amnesty International, che in queste ore ha visto dimettersi sette importanti dirigenti del gruppo per abusi e intimidazioni.

Il clima che si respirava dentro la ong è stato tracciato da un rapporto stilato dalla KonTerra Group, in cui si evincono grossi problemi interni e “un clima di lavoro tossico“. Bullismo, sessismo ed episodi di iperlavoro sarebbero all’ordine del giorno. La notizia è trapelata tra le pagine dei Guardian, che raccoglie anche la lettera inviata dai dirigenti al Segretario Kumi Naidoo: “Siamo davvero dispiaciuti che la maggioranza dei colleghi si senta sottovalutata e non supportata, e siamo disposti a tutto pur di cambiare questa situazione. Nell’interesse di Amnesty International abbiamo tutti detto a Kumi che ognuno di noi è pronto a farsi da parte“. I sette dirigenti sostengono che sicuramente sono stati fatti alcuni errori di cui si assumono le responsabilità, mentre Naidoo dal canto suo ha già rivelato che molto probabilmente non accetterà tutte le dimissioni. Continua a leggere
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Rosneft ha chiesto un'altra smentita di un articolo che riguarda la Lega

Nell’articolo, pubblicato sul quotidiano La Stampa il 22 febbraio, e nell’articolo “Quei 3 milioni russi per Matteo Salvini: ecco l’inchiesta che fa tremare la Lega“, della rivista L’Espresso (incluso nel gruppo GEDI insieme alla Stampa) si afferma, che Rosneft, presumibilmente, potrebbe essere coinvolta nel finanziamento della campagna elettorale della Lega Nord per il Parlamento europeo.

“Tutte le informazioni in questi articoli, riguardanti Rosneft, non corrispondono alla realtà, sono bugie che hanno l’obiettivo di danneggiare la reputazione aziendale”, si legge nel comunicato.

Rosneft si è rivolta alla redazione de La Stampa e del giornale L’Espresso con la richiesta immediata di confutare queste disinformazioni e in casi di danno intende far valere i propri diritti in tribunale, si legge nel comunicato. Continua a leggere

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La grande bugia dell’austerità: la lezione portoghese

Lisbona, 23 feb – Dopo la grande crisi del 2008 che ha portato le economie del mondo occidentale sull’orlo del collasso, ci è stato detto che l’unica possibile risposta, inevitabile e necessaria, era quella di intraprendere la strada dei tagli alla spesa pubblica e dei sacrifici, in una sola parola austerità.

In ogni nazione si sono visti tagli ai servizi pubblici, riduzioni degli stipendi, congelamento degli aumenti sulle pensioni e privatizzazione selvaggia di aziende o beni di proprietà statale.

I danni dell’austerità

Non si è salvato da questo destino il Portogallo, uno dei paesi più colpiti dalla profondissima crisi economica, che nel 2011 è stato costretto a ricorrere al programma di Bailout del Fondo Monetario Internazionale, ovvero trovandosi impossibilitato a finanziare il proprio debito pubblico il Portogallo ha ottenuto dalla Troika (ovvero la Commissione Europea ed la Banca Centrale Europea oltre al già citato Fmi) un prestito di 78 miliardi di euro, in cambio di una riduzione drastica della spesa pubblica ed un taglio importante su salari e pensioni.
Nel giro di soli due anni, il governo guidato da Pedro Passos Coelho a capo di una coalizione fortemente europeista formata da socialdemocratici e popolari, ha tagliato i fondi per educazione, sanità e servizi sociali di quasi il 20%. Ovviamente la mancanza di investimenti e di fiducia, unita al deterioramento delle condizioni di vita ha ulteriormente peggiorato la situazione. La disoccupazione ha toccato picchi del 17,5%, il tasso di povertà è cresciuto a dismisura e il numero di imprese insolventi e costrette alla chiusura è aumentato al ritmo del 40% all’anno. Continua a leggere

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Massoni, "ingiusto escluderci dalla Chiesa".

Massoneria e massoni famosi, la lettera del Gran Maestro Stefano Bisi all’arcivescovo di Palermo

Massoni, "ingiusto escluderci dalla Chiesa".Il Gran Maestro attacca la Chiesa

Pubblichiamo la lettera del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi a Corrado Lorefice arcivescovo metropolita di Palermo.

A sua Eccellenza Corrado Lorefice Arcivescovo Metropolita di Palermo
Gentile Eminenza, 
Ci dispiace dover ancora una volta constatare che un vescovo di Santa Romana Chiesa accomuni ipse facto la Massoneria alla stessa stregua di associazioni mafiose o di persone condannate e che, con apposito decreto, neghi a persone oneste e di buoni costumi di far parte di confraternite per il solo ed esclusivo motivo di essere liberi muratori.
Questo suo atto vescovile, per quanto legittimo possa apparire ai suoi occhi nella forma giuridica e nel merito, ci amareggia ed è molto discutibile dal punto di vista morale per la palese discriminazione che innegabilmente investe e colpisce al cuore tanti cittadini e persone specchiate che hanno scelto di compiere anche un cammino religioso all’interno delle Confraternite. Continua a leggere
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Nasce il partito per gli immigrati: "Sarà una lotta senza quartiere"

 

Il movimento “Cara Italia” lotta contro il razzismo e per i diritti degli immigrati. Il loro sogno? “Un’Italia multiculturale”
L’ultima novità si chiama “Cara Italia”, un movimento nato per “dare voce a chi non ce l’ha, ai tanti delusi della mancata riforma della Bossi-Fini, dello Ius soli e delle politiche razziste dell’attuale maggioranza”.

A firmarne il “programma” è Stephen Ogongo, giornalista e originario del Kenya. Arrivato nel Belpaese ormai 25 anni fa, nel suo curriculum vanta l’insegnamento alla Università Gregoriana. All’età di 44 anni ha due figlie ed è caporedattore di 10 testate del gruppo “Stranieri in Italia”. Lo scorso ottobre su Facebook ha dato vita a una pagina per sponsorizzare il movimento “Cara Italia. Le seimila adesioni raccolte, secondo quanto scrive Repubblica, potrebbero presto portare alla nascita di un vero e proprio partito. Il movimento, spiega Ogongo a Rep, “ha come protagonisti gli immigrati e gli italiani che lavorano insieme contro il razzismo e tutte le altre forme discriminazioni. Una casa comune per cercare di mettere insieme associazioni, organizzazioni, gruppi che si occupano dei diritti dei nuovi italiani“. Continua a leggere

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"Fanc..o la patria". Anarchici sfregiano monumento ai caduti a Messina

 
Messina, 22 feb – Ennesimo sfregio alla memoria di coloro che versarono il sangue in guerra. E’ successo a Messina, dove il monumento ai caduti della Batteria Masotto è stato imbrattato con una scritta che vergognosa è dire poco: “Fanculo la Patria”.
Come riportato dalla Gazzetta del Sud, sarebbero stati gli anarchici gli autori dello sfregio infame sul gruppo scultoreo risalente alla fine dell’Ottocento. Il gruppo avrebbe agito la notte, come di consueto, in vista dell’imminente commemorazione della Battaglia di Adua, in programma come tutti gli anni il primo di marzo. La reazione del sindaco di Messina Cateno De Luca non si è fata attendere: “Offendere la memoria degli eroi che hanno perso la vita per consentirvi di nascere e bestemmiare denota che siete degli ingrati e senza un briciolo di umanità”. Il primo cittadino ha precisato che vi sarà un immediato intervento della società comunale Messina Servizi per cancellare il graffito.

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All'armi son fascisti: nelle Procure riparte l'ossessione per il saluto romano

Torna ad aggirarsi nelle procure l’ossessione del saluto romano, con buona pace anche delle sentenze di Cassazione che più volte hanno ribadito che in determinati contesti non è affatto reato. In particolare, si segnalano due inchieste a Milano, una delle quali arrivata già a una condanna, un’informativa inviata alla procura di Padova e un’indagine della procura federale di Savona per un braccio “sospetto” nella foto di una squadra di prima categoria.
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fonte – http://www.secoloditalia.it/2019/02/allarmi-son-fascisti-nelle-procure-riparte-lossessione-per-il-saluto-romano/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

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Schiaffo del Senato a Macron. E Benalla fa tremare l'Eliseo

Alexandre Benalla, l’ex responsabile della sicurezza del presidente Emmanuel Macron, torna a fare tremare i muri dell’Eliseo. Questa volta a colpire duro la presidenza francese è il Senato. La commissione d’inchiesta che indaga sull’affaire Benalla ha infatti consegnato un rapporto di venti pagine in cui di parla apertamente di “importanti disfunzioni” nel sistema di sicurezza dell’Eliseo.
Secondo la stampa francese, l’ex guardia del corpo di Macron e responsabili della sicurezza era in realtà “l’anello debole della sicurezza del capo dello Stato”. Ma non solo, la commissione del Senato ha puntato il dito direttamente contro l’Eliseo, che a suo dire ha dato un’importanza “eccessiva” a Benalla, mentre nessuno dell’organizzazione della sicurezza ha saputo contenere le azioni dell’uomo. Per la commissione d’inchiesta, Benalla ha rappresentato una vera e propria “fonte di fragilità per il dispositivo di sicurezza”. Anzi, per i senatori francesi l’uomo ha esercitato “una funzione essenziale all’organizzazione e alla gestione della sicurezza del presidente della Repubblica” con il “rischio di disturbare il funzionamento normale” delle attività della sicurezza dell’Eliseo. Continua a leggere

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