Siria. Oltre 220.000 rifugiati tornano alle loro case con il supporto dell'esercito russo
A partire da mercoledì scorso, due posti di blocco mobili stanno ora funzionando vicino al campo di Rukban in Siria, dove 40.000 persone sono bloccate dai miliziani appoggiati dagli USA.
Più di 220.000 rifugiati siriani sono tornati nei loro luoghi di residenza precedente con il sostegno dell’esercito russo, ha comunicato il capo del Centro russo per la riconciliazione dei partiti in guerra in Siria, Sergey Solomatin.
“Il ritorno dei rifugiati nei loro precedenti luoghi di residenza continua. Con l’aiuto del Centro russo per la riconciliazione delle parti in guerra in Siria, sono stati aperti dieci posti di controllo, tra cui un posto di blocco aereo e uno marittimo, al 20 febbraio 2019, 222.884 persone sono tornate a casa”, ha riferito Solomatin.
Ha aggiunto che da mercoledì scorso, due posti di blocco mobili stanno ora funzionando vicino al campo di Rukban in Siria, all’interno della zona di 55 chilometri attorno alla base militare statunitense di Al-Tanf.
Insieme ai militari russi, i membri della Mezzaluna rossa araba siriana sono di stanza ai checkpoint, pronti a fornire assistenza medica ai rifugiati che lasciano il campo di Rukban.
In precedenza, un portavoce del ministero della Difesa russo ha affermato che i profughi del campo di Rukban si trovano “in condizioni disumane” e hanno esortato a permettere l’uscita almeno alle donne e ai bambini dal campo. Continua a leggere

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Per la Corte dei Conti, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, a Palazzo Vecchio rimarrebbero “gravi irregolarità” che generano “oltre all’inosservanza dei principi contabili di attendibilità, veridicità e integrità del bilancio, anche violazioni in merito alla gestione dei flussi di cassa e alla loro verificabilità”. I giudici contabili, si legge ancora sul quotidiano diretto da Marco Travaglio, “contestano all’ente toscano l’impiego di fondi di riserva per le spese correnti non ricostituiti alla fine del mandato e di avere rinviato 152 milioni di crediti diventati oggi inesigibili”.
Lo scorso 31 luglio la Corte dei Conti avrebbe recapitato all’attuale sindaco di Firenze, Dario Nardella, un’ordinanza con cui invita l’ente ad “adottare entro sessanta giorni i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio”.