Camion per la Vita, medicina prenatale e …. il prossimo tour di Gianna Jessen in Italia!

di Toni Brandi
Qualche giorno fa è finito il tour del nostro “camion per la vita”: ha sensibilizzato migliaia di persone sulle conseguenze dell’aborto (in particolare sulle donne), portando in giro per Roma durante dieci giorni il seguente manifesto:
Ecco una foto del camion davanti a S. Pietro:

La settimana scorsa inoltre ha avuto luogo la nostra conferenza stampa con il prof. Giuseppe Noia della Fondazione il Cuore in una goccia onlus, nella quale abbiamo presentato una alternativa portatrice di speranza per molte madri tentate dall’aborto: la medicina prenatale e perinatale.
In quell’occasione ProVita (grazie a voi sostenitori!) ha potuto offrire il suo contributo concreto ad iniziative di diagnosi, di terapia e di cura in favore di bambini nel grembo materno.
Se guardiamo invece a questo mese di febbraio, abbiamo davanti a noi eventi molto importanti…
Il 16 febbraio comincia un altro tour di ProVita con Gianna Jessen, testimone prolife di fama internazionale, sopravvissuta all’aborto.

  • Verona, 16 / 17 febbraio: la prima tappa di Gianna sarà proprio al Palazzo della Gran Guardia, in Piazza Bra, a Verona, e darà la sua testimonianza tra gli interventi degli altri relatori della prima giornata del Festival della Vita (che ti abbiamo annunciato nei giorni scorsi: clicca qui per il programma). Dopodiché il tour continuerà nei seguenti luoghi…
  • Genova, 18 febbraio: Sala Quadrivium, Piazza Santa Marta 2, ore 18:00;
  • Prato, 21 febbraio: Auditorium Camera di Commercio, via Pelagatti 17, ore 21:00;
  • Padova, 22 febbraio: Piccolo Teatro Don Bosco, via Asolo 2, ore 21:00;
  • San Zenone degli Ezzelini (TV), 25 febbraio: Centro Polivalente “La Roggia”, via Caozocco 10, ore 20:00.

E’ la quinta volta che Gianna Jessen viene con ProVita in Italia a dare la sua testimonianza per la vita. In ogni occasione le sale sono stracolme di persone desiderose di ascoltarla e di parlarle.
Ci auguriamo, in occasione del triste 40° anniversario della legge 194 sull’aborto, di rendere – insieme a te –  il 2018 un anno di riscossa nella lotta per la Vita! Continua a leggere

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La Vera Vita è la Vita Cristiana, questa vita non è la vera vita

Questo sito è cattolico, sedevacantista e identitario. Qualora vengano pubblicati scritti di persone che non aderiscono alla nostra posizione dottrinale, significa che ciò che scrivono nel tale specifico pezzo è interessante o condivisibile dal punto di vista cattolico, teologico-dottrinale o morale o di mera notizia. Non siamo manichei né settari. Non entriamo nelle dispute di altri, se non espressamente interpellati o chiamati in causa direttamente o indirettamente. Vale per ogni articolo, conferenza o atto pubblico del Circolo Christus Rex – Traditio. Questa precisazione è di carattere assolutamente generale. Nessuno la senta rivolta a se stesso.

Scritto e segnalato da don Curzio Nitoglia
Tutti amano la vita, ma che cosa è la vera vita? Vivere non significa vegetare come le piante o trascinare un’esistenza simile a quella degli animali, che mangiano, bevono, si muovono, crescono, si riproducono, hanno una certa sensibilità esterna (vista, gusto, tatto, odorato e olfatto) ed interna (memoria, immaginazione…) e poi muoiono dissolvendosi nel nulla.
L’uomo ha anche un’anima spirituale, dotata di intelligenza per conoscere la verità e di volontà per amare il bene, ma oltre alla vita umana naturale vi è anche una vita soprannaturale, dono gratuito di Dio, che perfeziona la vita naturale e la fa partecipare mediante la grazia santificante, in maniera finita e limitata, alla vita stessa di Dio, per cui “questa vita non è la vera vita”, essa è una preparazione alla vera vita che è quella eterna la quale ci attende nell’aldilà… … … Continua a leggere  Continua a leggere

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Le false libertà del '68

di Marcello Veneziani
Le false libertà del '68
Fonte: In Terris
l 1968 non è una data come tante. È come una lapide fissata sul percorso della storia. Che sancisce un prima e un dopo. Ma una lapide significa anche altro. È una pietra tombale su un mondo, su una serie di valori e di costumi, di linguaggi e di sistemi, messi in discussione e in parte estirpati dal vortice rivoluzionario innescato da un irrefrenabile impulso di contestazione verso tutto ciò che rappresentava autorità, disciplina, identità.
In Terris ha intervistato sul tema lo scrittore e filosofo Marcello Veneziani, che dieci anni fa diede alle stampe un libro dall’eloquente titolo “Rovesciare il ‘68” (ed. Mondadori).
Su quale forma di libertà si poggiava ideologicamente il ’68?
“La libertà assume nel ’68 il significato globale di liberazione. Liberazione del soggetto, della sessualità repressa, dei popoli oppressi, degli istinti e degli impulsi incatenati. Liberazione dallo Stato e dalla Norma, dalla Famiglia e dai suoi obblighi e rituali, liberazione dai vincoli di ogni tipo, elogio dell’infedeltà e del camaleontismo come mutazione permanente. È la passione per l’illimitato, la libertà come vietato vietare, come desiderio di creazione e di autocreazione permanente, senza alcun confine. Ma dietro la promessa della liberazione da tutto, dietro la marcusiana denuncia della tolleranza repressiva (proprio quel Marcuse che aveva scritto un saggio sulla liberazione), si celava nel ’68 anche il suo rovescio arrogante, l’intolleranza permissiva; ovvero permissivismo estremo ma guai a chi non accetta il nuovo comandamento della liberazione e della contestazione. Quel fondo di intolleranza dette vita poi all’estremismo politico, alla violenza del radicalismo, alla giustificazione di regimi come quello di Mao e di Pol Pot, che nel nome della rivoluzione culturale e della liberazione da ogni passato, compirono stermini che nemmeno Hitler e Stalin insieme hanno compiuto”. Continua a leggere

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Polonia: premier difende 'legge Shoah'

 © EPAA museo famiglia polacca uccisa da nazisti perchè nascose ebrei

(ANSA) – VARSAVIA, 2 FEB – Continua la battaglia del governo polacco in difesa della cosiddetta legge della Shoah approvata da Varsavia con la quale si può condannare coloro che attribuiscono alla nazione o allo stato polacco la corresponsabilità per i crimini nazisti.
CONTINUA SU  http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/02/02/polonia-premier-difende-legge-shoah_974cc9d5-7957-4553-959c-3884ee31c555.html Continua a leggere

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Il nigeriano e il buonista

di Giampaolo Rossi
ventimiglia-dopo-la-manifestazione-pro-migranti-un-corteo-per-le-vie-della-citta-247355.660x368PRIMO E SECONDO
Il primo è un nigeriano.
Il secondo è un buonista.
Il primo è un criminale. 
Il secondo è un idiota.
Il primo fa lo spacciatore, a volte il ladro e forse anche l’assassino e il macellaio sui corpi di povere ragazze.
Il secondo fa il politico di sinistra, l’intellettuale impegnato, il volontario delle Ong con i soldi di Soros, il fighetto radical-chic con il culo degli altri.

Il primo è un nigeriano, il secondo è un buonista. Il primo è un criminale, il secondo è un idiota

Il primo è un immigrato irregolare con precedenti penali che gira libero per le nostre città a spacciare e a delinquere come se niente fosse.
Il secondo è un italiano regolare a cui dell’Italia non frega nulla ma grazie alle sue idee sballate, alla sua ipocrisia pelosa, ci sta riempiendo di rifiuti umani che vengono a distruggere la nostra già difficile convivenza civile. Continua a leggere

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Italia invasa da delinquenti

Venerdì 2 febbraio 2018 – Festa della Candelora (Presentazione del Signore Gesù al Tempio) 
di Nino Spirlì
1Omicidio_PamelaMastropietro_ViaSpalato_FF-4Innocent Oseghale, nigeriano
Innocent Oseghale, nigeriano. Permesso di soggiorno scaduto. Immondo spacciatore e feroce assassino.
Uno per tutti!
… Per tutti i delinquenti che abbiamo importato negli ultimi cinque anni da ogni latrina del globo. Impastate a pochi poveracci (usati come specchietto per le allodole), sono sbarcate da pittoreschi barconi, che fanno tanto “fuga dalla povertà”, e da comode navi, modello “ventre di mamma ong”, decine, centinaia di migliaia di farabutti e assassini africani, mediorientali e asiatici. Brutti ceffi, spesso terroristi, che NON scappano da guerre e pestilenze, ma da mandati di arresto stampati nei Paesi dove sono nati e dove hanno commesso chissà quale sorta di lurido delitto, chissà quale reato, chissà quale atrocità. Di questi stronzi non sappiamo nulla. Né il vero nome, né il vero luogo di nascita, né la fedina penale. Sappiamo solo che vengono bene in foto di gruppo, piangenti e imploranti mentre sono stipati su improbabili natanti salpati dalle coste libiche e diretti nel Paese di Bengodi, l’Italia puttana del terzo millennio. Questo residuo di Bel Paese, ormai ridotto ad un letamaio, nel quale ognuno fa legge a sé.
Tutti, tranne gli Italiani, ai quali non è consentito altro che sopravvivere in silenzio. Ai quali, anzi, è VIETATO anche sopravvivere. Qui, gli Italiani devono morire e basta. E se non lo fanno spontaneamente, ci pensano i Kabobo, gli Oseghale, le centinaia di clandestini delinquenti clandestini, privi della pur minima possibilità di essere veramente individuati,  identificati, rispediti nelle (loro) patrie galere. Sicuramente più galere delle nostre. Continua a leggere

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Migrante accolto con la moglie: "Riconoscete la seconda sposa"

In Germania accolto un siriano con moglie e quattro figli. Ora l’immigrato vuole il ricongiungimento con la seconda sposa
di Sergio Rame
“Nel rispetto dell’accoglienza, si deve far venire la seconda o la terza moglie di un profugo?”
È questa la domanda che hanno iniziato a chiedersi in Germania dopo che a Pinnenberg, città di 40mila abitanti a pochi chilometri da Amburgo, un immigrato arrivato dalla Siria nel 2015 con la moglie e i quattro figli ha chiesto il ricongiungimento con la seconda moglie che, tra le altre cose, è la madre di due dei quattro bimbi. Il caso, che è stato pubblicato da ItaliaOggi, ha aperto un dibattito acceso sulla poligamia che in Europa non solo non è riconosciuta ma è addirittura vietata.
Non è la prima volta che la Germania si divide sul controverso tema della poligamia. In passato, come ricorda ItaliaOggi, ci sono stati diversi casi di stranieri che hanno ottenuto il ricongiungimento con la seconda e addirittura la terza moglie. Contro questo buonismo, però, si è schierata Alternative für Deutschland (AfD) che, dopo le politiche fallimentari di Angela Merkel in tema di immigrazione, continua ad aumentare i consensi nel Paese. Gli ultimi sondaggi danno il partito guidato da Jörg Meuthen tra il 14 e il 18%, a un passo dell’Spd. Dietro il caso di Pinnenberg c’è molto di più che una semplice contesa giudiziaria. Dietro al ricongiungimento bigamo si cela infatti l’ampio dibattito sull’accoglienza che risente delle porte aperte dalla Merkel a un milione di immigrati siriani e degli attacchi terroristici che hanno insaguinato il Paese nei mesi successivi. Continua a leggere

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Lezioni di fedeltà per i fidanzati gay. La diocesi occupata dai conciliari: ritiro spirituale in convento

http://www.lastampa.it/rw/Pub/p3/2015/07/22/Societa/Foto/RitagliWeb/5db374390ca71a06f65db2edec91fdbf-kpXE-U11012210659996gXH-1024x576%40LaStampa.it.jpg

Torino, l’iniziativa del delegato dell’arcivescovo (CONCILIARE, N.D.R.): “Meritate un amore esclusivo”

CONTINUA SU:
http://www.lastampa.it/2018/02/03/italia/cronache/lezioni-di-fedelt-per-i-fidanzati-gay-la-diocesi-ritiro-spirituale-in-convento-azEXT943ny4kEGIrfNKcvI/pagina.html Continua a leggere

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L'amministrazione comunale di Verona dice no al gender e partecipa al Festival per la Vita

Festival per la VitaIl 17 Gennaio 2018 il Comune di Verona ha patrocinato ed è intervenuto alla nostra conferenza sulla Famiglia tradizionale, nella sala comunale Lucchi. L’altro ieri il Sindaco Federico Sboarina ha fatto rimuovere i cartelloni “pro-gender” di una manifestazione all’Arsenale. L’Assessore al Patrimonio ha dichiarato a L’Arena di ieri che “nei nostri spazi ci vanno solo coloro che sono in linea con noi”. E il 16-17 Febbraio in Gran Guardia ci sarà il Festival per la Vita, cui parteciperemo anche noi di Christus Rex-Traditio:
Segnalazione ed invito da parte di Toni Brandi
I prossimi 16 e 17 febbraio vedranno la nascita del 1° Festival internazionale per la Vita presso il prestigioso Auditorium della Gran Guardia, P.zza Bra, di Verona. Un evento imperdibile nel panorama prolife italiano.
Il Festival per la Vita si articolerà in una prima sessione culturale (16 febbraio) con accademici, medici e testimoni, ed una seconda sessione istituzionale (17 febbraio) con le personalità del mondo politico, amministrativo e istituzionale in prima linea a difesa della Vita..
Nei limiti delle tue possibilità, saremmo lieti di vederti al Festival….
Iscriviti al Festival cliccando qui!
Ecco il programma delle due giornate… Continua a leggere

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I Conciliari: «Tra luterani e cattolici è stato raggiunto un consenso sulla dottrina della giustificazione»

A lato i vespri ecumenici di Bergoglio/Badoglio della Fede Cattolica
Segnalazione di F.F.
di Francesca de Villasmundo
Nella Chiesa conciliare, il 25 gennaio, festa della conversione di San Paolo Apostolo, è diventato un pretesto per celebrare, o meglio incensare, l’ecumenismo sincretista, facendo coincidere la cosa con la chiusura della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
Ogni anno, a questa data, i papi conciliari vanno a cantare i «Vespri» di questa bella festa dell’Apostolo nella Basilica romana di San Paolo Fuori le Mura, in compagnia di rappresentanti delle chiese protestanti e ortodosse. Nell’occasione, essi annunciano sempre lo stesso messaggio dell’«unione nella diversità», fondamento dell’ecumenismo modernista che è solo un’apostasia in regola con le dottrine eretiche.
Papa Francesco non ha derogato, ovviamente, a questa «tradizione» ecumenica. Anzi ha compiuto un nuovo passo lungo il cammino che è stato percorso a partire dal Vaticano II, cammino connotato dall’abbandono della dottrina cristiana per mettersi in sintonia col mondo e con i «fratelli» separati!
Ai Vespri erano presenti dei rappresentanti del Patriarcato di Costantinopoli e dell’arcivescovo di Canterbury, con in più quest’anno una delegazione evangelica luterana finlandese, che era stata ricevuta la mattina da Francesco in Vaticano. A questi, Francesco aveva rivolto parole molte ricche di significato per l’avvenire…  Continua a leggere

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Dove Gesù dice bianco, Ratzinger dice nero. Cinque motivi per cui non poteva essere vero Papa

Segnalazione di www.unavox.it 
di Enrico Maria Radaelli



Presentazione nostra
Tempo fa, non appena pubblicato, segnalammo l’ultimo libro scritto dal Prof. Enrico Maria Radaelli: Al cuore di Ratzinger. Al cuore del mondo, corredando la segnalazione con una nota introduttiva che invitiamo il lettore ad andare a rivedere.
Il libro solleva una questione di non poco conto: l’effettiva ortodossia dottrinale del Prof. Joseph Ratzinger, perito teologo al concilio Vaticano II, professore di teologia dogmatica all’Università di Tubinga e all’Università Ratisbona; arcivescovo di Monaco e Frisinga; cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; presidente della Commissione preparatoria del nuovo Catechismo della Chiesa cattolica; Papa.
Un prelato di non poco conto, quindi, che ha segnato con forza gli ultimi 50 anni della storia della Chiesa: con ultimo il gesto inedito o inaudito di rinunciare al Papato pur volendo rimanere Papa, Papa emerito.
Con l’arrivo di Papa Bergoglio e con la sua altrettanto inedita e disinvolta gestione del Papato, continuano a farsi sentire gli estimatori di Papa Ratzinger che, a fronte delle sospette eresie del Papa regnante, rimpiangono il supposto più ortodosso Papa rinunciatario. Ebbene, lo studio condotto dal Prof. Radaelli solleva proprio il problema circa tale supposta ortodossia di Joseph Ratzinger e ne viene fuori un quadro tutt’altro che lusinghiero sulla fede cattolica nutrita e insegnata in tutta la sua vita dall’osannato teologo tedesco.
Non è la prima volta che vengono sollevati dei dubbi fondati sulla reale ortodossia cattolica di Joseph Ratzinger e su questo sito si trovano, cercandoli, diversi articoli sull’argomento, ma questo studio del Prof. Radaelli presenta un quadro articolato e documentato che è il caso di conoscere e di approfondire, se non altro per meglio comprendere la deriva dottrinale che affligge la Chiesa cattolica da 50 anni e che si profila per l’avvenire con elementi di aggravamento che sgomentano i fedeli e li lasciano interdetti: le pagine di Radaelli potranno aiutarli a fare luce sulla questione.
A questo fine, potrà essere valida introduzione la nota che pubblichiamo adesso, redatta dallo stesso Prof. Radaelli e sintetizzante i punti centrali della difformità tra il millenario insegnamento della Chiesa cattolica e il moderno pensiero dell’ancora vivente cardinale Ratzinger.
Ha ragione Radaelli, il fraterno richiamo da lui proposto potrà essere utile, non solo ai fedeli, ma allo stesso interessato “papa emerito”, che farebbe ancora in tempo a ritrattare almeno in cuor suo gli errori insegnati e predicati, per potersi così presentare emendato al cospetto dell’Arcangelo che, quando verrà il momento, soppeserà la sua anima e ne valuterà la “pesantezza”.

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Bergoglio apre le porte alla “teologia queer”?


N.B.: In questo articolo si presenta la neochiesa conciliare come fosse la Chiesa cattolica e si usano i titoli ecclesiastici cattolici per i conciliari. Gli argomenti trattati faranno capire ampiamente al lettore che questa NON può essere la Chiesa Cattolica fondata da N.S. Gesù Cristo (N.d.R.)
Segnalazione Corrispondenza Romana

di Lupo Gori

Papa Francesco apre le porte della Chiesa cattolica alla “teologia queer”? La domanda sorge spontanea dopo aver appreso che a guidare gli imminenti e oramai tradizionali esercizi spirituali di Ariccia rivolti allo stesso Papa Bergoglio e ai membri della Curia romana è stato chiamato il sacerdote-poeta portoghese José Tolentino de Mendonça, conosciuto per essere un fan di Suor Maria Teresa Forcades i Vila,  una teologa nota per le sue posizioni “queer” che proprio in questi giorni si trova in Italia per presentare il suo libro “Siamo tutti diversi! Per una teologia Queer” (Castelvecchi Editore).

Come riferisce l’Osservatore Romano, i prossimi esercizi spirituali di Quaresimain programma dal 18 al 23 febbraio ad Ariccia presso la Casa del Divin Maestro, saranno infatti tenuti dal sacerdote-poeta, vicerettore dell’università cattolica di Lisbona e consultore del Pontificio consiglio della cultura, che ha scelto come tema della sua meditazione l’«Elogio della sete». Continua a leggere

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Disponibile il numero 98 di Sursum Corda


E’ possibile rinnovare la tessera annuale come Socio o come Sostenitore. Il link per effettuare il rinnovo della tessera è il seguente: clicca qui. Per richiedere una nuova iscrizione è necessario, invece, usare il link: clicca qui. La campagna di rinnovo e di nuove iscrizioni terminerà a fine febbraio 2018. Chi ha sottoscritto o rinnovato l’iscrizione per lo scorso anno negli ultimi quattro mesi del 2017, se lo ritiene opportuno, dovrà comunque rinnovarla entro fine febbraio 2018, tuttavia potrà versare euro 30,00 e non l’intera quota annuale di euro 50,00. Ricordiamo che il Socio riceverà settimanalmente anche il nostro periodico «Sursum Corda» tramite il servizio Stampe di Poste Italiane. All’atto del rinnovo o della nuova iscrizione è possibile versare contestualmente la quota tramite PaypalPostepayCarta di credito o Bollettino postale precompilato. Sursum Corda è una Onlus che si finanzia esclusivamente con le quote associative, con le donazioni e con delle sporadiche raccolte fondi. Sursum Corda non utilizza denaro pubblico per svolgere la propria attività associativa e non ha alcuno scopo di lucro.
Dio benedica tutti i benefattori!
Sul sito è disponibile il numero 98 (del giorno 4 febbraio 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Soci e Sostenitori.
PROSEGUI LA LETTURA CON GLI ARTICOLI DI QUESTO NUMERO DI SURSUM CORDA:
 
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GESU’, LA MADONNA E I CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

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Roberto Pecchioli
Dunque, si può utilizzare l’immagine di Gesù e della Madonna per fare pubblicità. Lo ha stabilito la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (ma va là!) competente, par di capire, anche sui diritti divini. Ci stupiamo dello stupore di qualcuno. Colpisce di più che il governo della Lituania, piccola nazione baltica di antica tradizione cattolica, avesse irrogato una modesta multa (solo 580 euro) alla ditta di abbigliamento che ha reclamizzato la propria collezione con l’immagine di un Gesù dai tratti nordici e di una Maria tutt’altro che bella e dallo sguardo gelido, entrambi abbondantemente tatuati in linea con una delle più pervasive mode del momento.
No, la multa no, hanno sentenziato i severi custodi dell’ortodossia europoide in temi di diritti umani. La libertà di espressione, infatti, secondo i giudici di Strasburgo, “costituisce uno dei fondamenti essenziali di una società democratica e una delle condizioni di base per il suo progresso e per l’autorealizzazione individuale di ciascuna persona”. In due righe, nero su bianco, ci sono tutta la supponenza e tutti i luoghi comuni della nuova contro-religione: la venerazione per i diritti; il liturgico richiamo alla democrazia, che c’entra come i cavoli a merenda; il mito del progresso, ovvero della superiorità di oggi rispetto a ieri, e, per converso, l’attesa messianica di un domani ancora più radioso; la ricerca non più faustiana di un ‘ autorealizzazione a base di carta di credito o a rate mensili, maschera del più vieto soggettivismo. Continua a leggere

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“L’Europa si apre agli islamisti, ma non sa quello che l’aspetta”

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(Da Tunisi) Il paradosso di un’Europa che nega il cristianesimo ma tollera i musulmani più radicali. Questa è l’impressione che si ha quando si parla di immigrazione e islam in Tunisia. E questa impressione, stranamente, è condivisa anche in molti Paesi musulmani dove c’è chi è disposto a parlare francamente di questi temi, anche se coperto da anonimato per motivi di sicurezza.
Come succede in Tunisia, l’unico Paese che è sopravvissuto alla primavera araba di sette anni fa, dove vive una minoranza di persone che ha lasciato l’islam ed è diventata atea o cristiana; e dove ci sono anche musulmani moderati che trattano il tema dell’islamismo in Europa senza peli sulla lingua.
Ahmed era un estremista islamico. Voleva partire dalla Tunisia per combattere con Jabhat al-Nusra, il gruppo estremista che fa parte delle forze ribelli siriane, in Siria. I suoi amici erano morti sul campo di battaglia e lui sentiva il dovere di “rivendicare la causa di Allah”. Poi ha sentito il messaggio del vangelo e, poco dopo, Ahmed ha deciso di convertirsi al cristianesimo. “Mi sono convertito dalla religione della guerra alla religione dell’amore”, ci spiega. “Ero pieno di rabbia e, quando ho trovato il cristianesimo, ho capito che potevo vivere in pace”. Quando Ahmed inizia a parlare di terrorismo islamico in Europa, racconta: “L’islam in Europa è come un virus”. Spiega, senza battere un ciglio, che se fosse europeo voterebbe i “populisti” e, quando viene a sapere che c’è chi accusa questi movimenti di essere razzisti, scoppia a ridere. Ahmed, in passato, credeva in una versione estremista dell’islam: “Credimi, conosco il vero islam: il Corano era il mio credo e conosco tutti i versetti”. Secondo lui il vero islam è quello dei gruppi estremisti, ed i musulmani moderati non sono veri musulmani: “Non esiste l’islam moderato, c’è il vero islam e il finto islam. Quello vero è dei gruppi come Daesh (Isis)”. Continua a leggere

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