La voce del figlio sveglia la mamma dopo quasi 28 anni di coma

I medici restano increduli di fronte a un evento definito ‘straordinario’.
Erano insieme nel 1991, al momento dell’incidente e lo erano ancora al momento del risveglio. E’ una storia davvero commovente quella che arriva dal quotidiano britannico Metro. Protagonisti della vicenda sono Munira, mamma oggi cinquantanovenne e Omar, il figlio di 31 anni.
Secondo quanto raccontato dal giornale straniero, la donna è tornata ad essere cosciente dopo quasi ventotto  anni di coma vegetativo. Munira si era ridotta in quelle gravissime condizioni, a seguito di un terribile incidente avvenuto quando Omar aveva appena quattro anni. La donna era andata a prendere il figlio da scuola e mentre i due si trovavano sull’auto di famiglia, un autobus fuori controllo li ha letteralmente travolti.
L’istinto materno ha spinto Munira ad abbracciare e proteggere Omar, che non ha riportato danni gravi dopo l’impatto. Le condizioni della donna sono parse subito gravi, così da lasciarla in coma vegetativo per quasi trent’anni. Munira, secondo i medici, ha mantenuto comunque le capacità uditive. Poi, dopo tanto tempo, un vero e proprio evento straordinario e miracoloso: sentendo la voce del figlio, la mamma si è svegliata dal coma vegetativo. Una svolta assolutamente inattesa, che però manifesta quanto forte fosse il legame tra i due.
FONTE – https://vocecontrocorrente.it/la-voce-del-figlio-sveglia-la-mamma-dopo-quasi-28-anni-di-coma/

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L’Italia diventa ‘gender free’, la teoria del ‘terzo sesso’ arriva anche da noi

Via libera ai cartellini per il ‘terzo sesso’ in tutti i luoghi pubblici.
Una città totalmente “gender free”, ma questa volta, purtroppo, si parla proprio dell’Italia. Succede infatti a Reggio Emilia, dove il Comune ha recentemente disposto l’adozione di un protocollo totalmente orientato verso la comunità Lgbt. Non solo norme per contrastare le discriminazioni per motivi sessuali, ma una vera e propria rivoluzione che sta coinvolgendo tutti i luoghi pubblici.
Asl, Università, Istituto penale, uffici del Comune e della Provincia, fino ai cantieri: da oggi sarà possibile identificare persone del cosiddetto “terzo sesso” e verrà contemplato l’alias scelto per questa “transizione”. Così, a completare il tutto, saranno i bagni pubblici, che non prevederanno più soltanto l’opzione maschio/femmina ma anche un’alternativa ibrida tra i due.
Festeggiano i membri della comunità “Arcigay” di Reggio Emilia, grati al sindaco per queste assurde iniziative. Ma le richieste del mondo Lgbt non si fermano qui, come se quello fatto finora non bastasse. Diverse sono le pressioni che arrivano alle istituzioni regionali per approvare una legge sulla maternità surrogata.
FONTE – https://vocecontrocorrente.it/litalia-diventa-gender-free-la-teoria-del-terzo-sesso-arriva-da-noi/

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Il genocidio armeno

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 35/19 del 24 aprile 2019, San Fedele da Sigmaringa
 
Il genocidio armeno
 
Ricordiamo l’anniversaio del genocidio armeno del 1915 con il testo di una celebre canzone di Charles Aznavour e con i link ai nostri comunicati degli ultimi anni.
Ils sont tombés 
Ils sont tombés, sans trop savoir pourquoi
Hommes, femmes, et enfants qui ne voulaient que vivre
Avec des gestes lourds comme des hommes ivres
Mutilés, massacrés, les yeux ouverts d’effroi.
Ils sont tombés en invoquant leur Dieu
Au seuil de leur église ou au pas de leur porte
En troupeau de désert, titubant, en cohorte
Terrassés par la soif, la faim, le fer, le feu.
Nul n’éleva la voix dans un monde euphorique
Tandis que croupissait un peuple dans son sang
L’Europe découvrait le jazz et sa musique
Les plaintes des trompettes couvraient les cris d’enfants.

 

Ils sont tombés pudiquement, sans bruit,
Par milliers, par millions, sans que le monde bouge,
Devenant un instant, minuscules fleurs rouges
Recouverts par un vent de sable et puis d’oubli.
Ils sont tombés, les yeux pleins de soleil,
Comme un oiseau qu’en vol une balle fracasse
Pour mourir n’importe où et sans laisser de traces,
Ignorés, oubliés dans leur dernier sommeil.
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Izabella, l'anti-Greta che si batte contro immigrazione e teoria gender

Si parla tanto di Greta Thunberg, ma in Svezia c’è un’altra ragazza che, invece di battersi per l’ambiente, si impegna contro immigrazione e ideologia gender. L’anti-Greta si chiama Izabella Nilsson Jarvandi e ha 15 anni. Sul suo profilo Twitter si definisce «una giovane attivista politica contro il globalismo, che cerca la verità e la giustizia per la mia amata Svezia». Jarvandi, lunghi capelli neri e occhi scuri, ha tenuto comizi pubblici davanti ai palazzi del potere svedesi ed è attivissima sui social. Denuncia quello che definisce «il genocidio del popolo svedese», dovuto alle politiche liberali del suo paese verso l’immigrazione.
LEGGI TUTTO
fonte – https://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/svezia_izabella_nilsson_jarvandi_attivista_anti_greta-4447352.html

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Gli uomini che scelsero l'Onore

I primi nuclei di quello che poi diventò l’Esercito Repubblicano, non si costituirono dopo la proclamazione della Repubblica Sociale tanto meno per imposizione dei tedeschi, ma sorsero spontaneamente nelle ore immediatamente successive alla diffusione della notizia che l’armistizio era stato firmato.
Quanti furono i soldati che in quei momenti di assurda cecità dei comandanti, decisero liberamente, in completa autonomia di rifiutare la capitolazione senza combattere e di assumere la coraggiosa e tragica decisione di non accettare il cambiamento di fronte?
Si ribellarono di certo tutti i battaglioni della Milizia, tranne uno. Rifiutarono il disonore i marinai della Decima Flottiglia Mas, i paracadutisti della Nembo di stanza in Sardegna e nell’Italia Meridionale, i sommergibilisti di base a Bordeaux, di cui parleremo in seguito e numerosi altri reparti, anche dell’esercito dislocati dentro e fuori dai confini italiani. Non furono però soltanto interi reparti guidati da ufficiali a fare questa difficile scelta, ma spesso singoli giovani che, in completa autonomia, a migliaia, si presentarono alla spicciolata ai comandi germanici chiedendo di essere accolti come volontari per non passare armi e bagagli con il nemico.
Quando Mussolini proclamò la Repubblica Sociale Italiana, trovò già pronti alla più totale obbedienza almeno 180.000 uomini (186.000 secondo Battistelli e Molinari nel saggio “le Forze armate della RSI) che furono la base per il nuovo esercito prima ancora che il Maresciallo Graziani, nominato Ministro della Difesa, desse vita alla riorganizzazione delle Forze Armate con i soldati addestrati in Germania (12000 fra ufficiali, sottufficiali e soldati scelti fra le decine di migliaia che avevano chiesto di aderire alla RSI)e con la chiamata alle armi delle classi 1924 e 1925.
Una piccola parentesi, contrariamente a quanto si ripete per sottolineare l’imposizione che venne fatta ai giovani di presentarsi alle armi, va detto che la risposta fu invece entusiasmante contro ogni aspettativa. I dati ufficiali non sono mai stati resi noti nel dopoguerra, per ovvi motivi, Pisanò racconta da ricerche approfondite fatte che la renitenza non superò il 5 per cento.
Ecco la testimonianza tratta dal libro del generale, noto studioso di questioni militari, Emilio Canevari “Graziani mi ha detto”: L’affluenza delle reclute era enorme, senza precedenti non vi erano quasi renitenti di leva, mentre non esistendo quasi più i carabinieri, non si poteva di certo dire che l’affluenza ai distretti fosse stata determinata dalla paura di sanzioni.(…)al primo posto fu l’Emilia col 98 (dico novantotto) per cento dei presentati. Non è forse questo l’indice migliore del favore col quale era stata accolta dal popolo la costituzione del nuovo governo?”
Entro la fine del 1944 se ne erano presentati per l’arruolamento altri 350.000.
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fonte – https://www.ereticamente.net/2015/03/gli-uomini-che-scelsero-lonore.html

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Bruxelles 'islamizzata', più di metà degli studenti sceglie la religione musulmana

Il dato riferito a scuole primarie e secondarie: “La città è stata toccata in modo più forte del resto del Paese sia dalla secolarizzazione che dall’immigrazione”“
Bruxelles, la capitale del Belgio e dell’Europa, è una città sempre più islamica. Nelle sue scuole primarie e secondarie adesso oltre il 50% degli studenti sceglie invece dell’ora di religione cattolica quella musulmana. Lo rivelano i dati pubblicati dall’Osservatorio delle Religioni e della Laicità per l’anno scolastico 2018-2019 secondo cui la percentuale di allievi delle scuole primarie per i quali i genitori hanno scelto l’ora di religione cattolica nel 2018 è stata di appena il 15,6% nella regione di Bruxelles, in netto calo rispetto al 18,4% del 2015 e a un livello molto più basso del 34,8% registrato nella Comunità francofona, di cui fa parte la Vallonia, la parte sud del Paese. La prevalenza dell’ora di religione islamica è confermata nel circuito di insegnamento fiammingo di Bruxelles – gestito dalla comunità fiamminga – con il 60,3% degli allievi contro il 17,3% per quella cattolica, il 3,9% per quella protestante, lo 0,7% per quella ortodossa e il 17,5% per l’ora di “morale”.

Secolarizzazione e immigrazione

“La regione brussellese è stata toccata in modo più forte del resto del paese sia dalla secolarizzazione, che ha allontanato la popolazione dalla tradizione cattolica della Chiesa, sia dall’immigrazione, che ha fortemente diversificato le religioni presenti nella capitale”, ha spiegato Caroline Sagesser ricercatrice dell’Osservatorio delle Religioni e della Laicità in un articolo sul sito dell’associazione. Secondo Sagesser, “l’aggettivo minoritario non è più adeguato” per il corso di religione islamica dato che viene scelto da “una maggioranza degli allievi” delle scuole francofone di Bruxelles. Continua a leggere

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Izabella, arriva l'anti-Greta che difende le famiglie e combatte il gender

Anche lei viene dalla Svezia, ha quindici anni ed è diventata il simbolo del sovranismo cristiano.
E’ stata già definita da molti “l’anti Greta Thunberg” perché con l’ormai nota attivista per l’ambiente condivide il paese d’origine e il fatto di essere giovanissima . Stiamo parlando di Izabella Nilsson Jarvandi, quindici anni, nota per le sue battaglie contro il globalismo.
La ragazzina è diventata nota nel suo paese durante lo scorso anno, quando è stata più volte protagonista delle proteste contro il governo nazionale. Izabella ha accusato i ministri liberali di stare determinando “il genocidio del popolo svedese con una politica troppo aperta ai migranti”. Per questo, molti vedono in lei una sorta di baby paladina sovranista e cristiana.
Ma la giovane è pronta a dare battaglia anche su altri temi caldi. Dalla difesa della famiglia, alla lotta contro l’ideologia gender, definita più volte dalla stessa ragazzina “pura follia”.
Nelle ultime settimane non sono mancate nemmeno delle frecciatine alla “collega” attivista Greta Thunberg, che sembra invece essere maggiormente apprezzata negli ambienti liberal e di sinistra. Izabella l’ha infatti accusata di aver dimenticato le sue origini e di stare portando avanti battaglie per l’ambiente, senza tenere conto degli interessi dei connazionali svedesi
fonte – https://vocecontrocorrente.it/izabella-arriva-lanti-greta-che-difende-le-famiglie-e-combatte-il-gender/

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Non si può dire, ma in Europa e nel mondo è guerra al cristianesimo

La notizia dell’accoltellamento di un uomo alla stazione Termini di Roma da parte di un marocchino perché portava un crocifisso al collo, si inserisce in un più ampio quadro di attacchi compiuti a livello globale contro i cristiani e i cattolici a cui abbiamo assistito in tutta la drammaticità con gli attentati in Sri Lanka a Pasqua che hanno causato la morte di circa 300 fedeli. Sebbene si sia cercato di derubricare quanto avvenuto a Roma come uno scontro tra clochard, in realtà l’episodio è sintomatico di un clima sempre più preoccupante per chi professa il cristianesimo non solo nei paesi in cui i cristiani rappresentano una minoranza ma anche in Occidente.
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fonte – https://www.nicolaporro.it/non-ce-lo-raccontano-ma-e-guerra-al-cristianesimo/

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Le Vittorie di Gesù Salvatore nella Sua risurrezione e la grande vittoria del cristiano

Breve omelia. «Surrexit, non est hic» (san Marco, XVI). Dopo i giorni del lutto ecco il giorno del gaudio e dell’allegrezza. Oggi, nella Chiesa risuonano parole di giubilo, echeggiano cantici di trionfo, i quali indicano l’eccesso della sua gioia dopo le lacrime e dopo il dolore. «Haec dies quam fecit Dominus» (Salm., 117). Gli uomini chiamano col nome «di loro giornata» quelle giornate in cui ebbero delle vittorie, o compirono belle azioni e gesta gloriose. Con maggiore ragione questo gran giorno, possiamo proclamarlo il giorno del divin Salvatore. Se nei passati giorni abbiamo visto l’Uomo-Dio vinto dagli sforzi dei Suoi nemici, oggi lo ammireremo, ce lo rappresenteremo come un vittorioso che trionfa: 1.° Della morte, sotto la quale aveva dovuto soccombere, e che ci dà sicurezza certa di risorgere un dì al pari di Lui. 2.° Dell’infedeltà, in cui i Suoi Apostoli e tutti gli uomini sarebbero eternamente rimasti senza la Sua risurrezione. 3.° Del demonio, allora incontrastato padrone del mondo. 4.° Del peccato, che fu la causa della morte di Gesù, benché fosse innocente, come fu la causa della morte di tutti gli uomini. Niente è più valido per arrestare i nostri disordini, o fedeli, che il pensiero della risurrezione di Gesù e della nostra. Sono queste le quattro vittorie più segnalate che riporta in questo gran giorno Nostro Signore Gesù Cristo. Sono questi i motivi che giustificano anche ora la grande allegrezza della Chiesa. Ora nella risurrezione di Gesù noi vediamo insieme un miracolo ed un esempio: un miracolo per la nostra fede, un esempio per la nostra vita. E l’esempio che ci dà Gesù vittorioso della morte, dell’infedeltà, del peccato è di imitarLo anche noi nel riportare la nostra più grande vittoria. Quale è questa grande vittoria? Lo Spirito Santo c’insegnerà «che l’uomo paziente è da preferire al forte; e che chi domina il proprio cuore, vale assai più di chi espugna le città» (Prov., XVI, 32). Chi è veramente potente? Chi riporta belle ed utili vittorie? Colui che resiste al demonio, che vince il mondo, che doma le passioni, che soggioga se stesso. Questa è la risposta che ci dà oggi Gesù Cristo col Suo esempio, e che risuona dalla Sua infallibile parola. (…) I santi Padri s’accordano: «Camminiamo sulle orme di Gesù Cristo, dice sant’Agostino, e se noi sappiamo vincere le nostre passioni ed i nostri vizi, se le costringiamo a stare a noi soggette, ce ne facciamo scala per salire in alto» (Sermone de Ascens.). E san Bernardo: «Una specie di martirio molto meritorio è mortificare e vincere, con lo spirito, le opere della carne; il martirio del ferro e del fuoco pare più terribile, ma quello è più doloroso per la sua durata» (Serm. 4.° de Ascens.). Animo, dunque, o atleti di Gesù Cristo; combattiamo da valorosi il buon combattimento; lotta al male, al peccato, morte dell’anima; lotta al demonio; lotta al mondo. Per la fede, per la immortalità, per la Vita eterna!
[Dal Prontuario del Predicatore, Houdry – Porra, Vol. IV, parte I, pag. 552 e seg., Imprimatur 1934].
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Sri Lanka, una siciliana tra le vittime dell’attentato di Pasqua

L’orrore dell’attacco terroristico alla chiesa cingalese arriva al cuore della Sicilia.
Lutto per la comunità cristiana di Catania, in Sicilia. Le notizie che arrivano dallo Sri Lanka hanno confermato che tra le trecento vittime dell’attentato di Pasqua c’era anche una mamma siciliana. Si chiamava Haysinth Rupasingha e ha perso la vita domenica scorsa, nelle esplosioni avvenute nella Chiesa di San Sebastiano a Katuwapitiya nella provincia di Negombo.
La donna, 55 anni, si era trasferita nel capoluogo etneo negli anni novanta, dove si era stabilita definitivamente, prendendo anche la residenza. Aveva deciso di approfittare del ponte pasquale per fare un viaggio nel sud est asiatico, dove si trovava con amici e parenti. Da lì, a breve, si sarebbe dovuta spostare verso l’Australia, per incontrare la figlia.
Alla conferma della notizia, in molti – tra i catanesi – hanno espresso messaggi di cordoglio per una che sembra essere stata conosciuta e apprezzata nella comunità cristiana della città.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/sri-lanka-una-siciliana-tra-le-vittime-dellattentato-di-pasqua/

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È una persecuzione mondiale 345 cristiani uccisi ogni mese

I dati sono allarmanti. I leader che ricordano le vittime di Colombo non hanno il coraggio di definirle cristiane
Sono i nostri Fratelli nella fede. Incarnano i nostri valori e le radici della nostra civiltà. Ma sono anche la comunità religiosa più perseguitata nel mondo.

 Eppure ce ne freghiamo. E prima di noi se ne fregano i rappresentanti di quella sinistra cultura del politicamente corretto che ha divorato l’Europa e sta contagiando un Vaticano sempre più incline a guardare ai Cristiani come ai propri figli minori. Eppure statistiche e medie mensili sono tremende

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/politica/persecuzione-mondiale-345-cristiani-uccisi-ogni-mese-1683156.html?mobile_detect=false

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Gard : le cimetière d’un village profané en plein week-end de pâques

Continua l’opera di denuncia pubblica del nostro Circolo CHRISTUS REX delle profanazioni dei luoghi sacri e delle persecuzioni dei cristiani nel mondo. Chi avesse segnalazioni certe, inoltri le notizie o i link a christusrex@libero.it

Une soixantaine de croix du cimetière de ce petit village ont été cassées ou renversées dans la nuit de dimanche à lundi.

Bien triste week-end de Pâques pour les 670 habitants du petit village de Saint-Julien-de-Cassagnas, situé au nord d’Alès (Gard). Ce lundi matin, les habitants ont découvert que leur cimetière avait été profané dans la nuit de dimanche à lundi rapporte Le Midi Libre.

Selon le quotidien régional, une soixantaine de croix ont été cassées ou renversées. D’autres croix ont été déplacées sur les pierres tombales ou disposées d’une étrange façon.

Le ou les individus auteurs de ces actes de vandalisme sont activement recherchés par les gendarmes de la brigade de recherche d’Alès. Pour tenter de recueillir le maximum d’indices, les techniciens en identification criminelle étaient présents ce lundi matin sur les lieux de la profanation.

fonte – http://m.leparisien.fr/faits-divers/gard-le-cimetiere-d-un-village-profane-en-plein-week-end-de-paques-22-04-2019-8058066.php

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Ohio: aborto sarà reato già dopo il primo battito di cuore fetale

Se negli Stati a guida democratica (New York, Vermont), la buriana abortista sembra avanzare senza ostacoli, tutt’altro vento sta soffiando nei territori a guida repubblicana. L’esempio recente più emblematico è quello dell’Ohio, dove il governatore Mike DeWine ha annunciato la sua firma ad una storica restrizione: dopo il primo battito cardiaco fetale accertato, l’aborto non sarà più possibile. Il provvedimento è stato votato mercoledì scorso dalla Camera dei Deputati statale con 56 voti favorevoli e 39 contrari, dopo che, lo stesso giorno, il Senato si era espresso con 18 voti favorevoli e 13 contrari.

 In questo modo l’Ohio si allinea ad altri cinque Stati americani che hanno approvato analoghe restrizioni, sebbene in due casi siano state rigettate dalle Corti statali. Attraverso la tecnologia degli ultrasuoni transvaginali, nel feto il battito cardiaco può essere rilevato già intorno alla quinta o sesta settimana di gestazione: un momento in cui, molte donne ancora non si accorgono della loro gravidanza. Il progetto di legge pro life dell’Ohio, inoltre, non prevede eccezioni né per lo stupro né per l’incesto. Anche per queste ragioni, i democratici e gli abortisti hanno annunciato ricorso. A loro avviso, l’impianto della nuova legge statale contrasta apertamente con i principi della sentenza Roe vs Wade.
«Ho il timore che molti dei nostri ragazzi possano andare via, rischiamo di perdere molti giovani che non vogliono vivere in un’atmosfera oppressiva», ha dichiarato enfaticamente la deputata democratica Michele Lepore-Hagan. Di tutt’altro avviso, la parlamentare repubblicana Candice Keller, che ha definito la proposta di legge come «la più compassionevole che abbiamo mai approvato».
La deputata repubblicana ha poi aggiunto: «Se davvero vogliamo dare potere alle donne dell’Ohio e di questo Paese, dovremmo iniziare a dire la verità sull’industria dell’aborto e sugli enormi profitti che se ne traggono sulla pelle delle donne». Va anche detto, a onor del vero, che durante la precedente legislatura, sempre in Ohio, una normativa simile era già passata due volte ma, in entrambe le occasioni, l’allora governatore John Kasich, anch’egli repubblicano, in controtendenza con la sua maggioranza parlamentare, aveva posto il veto, onde prevenire un eventuale giudizio di incostituzionalità.
Luca Marcolivio

fonte – https://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/ohio-aborto-sara-reato-gia-dopo-il-primo-battito-di-cuore-fetale/

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Il sultano del Brunei risponde alla Ue e difende la lapidazione dei gay

Bruxelles, 23 apr – Aveva fatto molto scalpore la notizia dell’introduzione della pena di morte per omosessuali e adulteri nel sultanato del Brunei. La nuova legge è entrata in vigore lo scorso 3 aprile e non aveva mancato di scatenare le reazioni di associazioni umanitarie e Lgbt, nonché l’indignazione di molti Stati occidentali. L’Unione europea aveva per esempio esortato Haji Hassanal Bolkiah, sultano del Brunei, ad abolire immediatamente la pena capitale per lapidazione prevista dal nuovo codice penale, basato sui dettami della sharia.

La risposta del sultano

Ora però il sultano ha risposto al Parlamento europeo. E non è esattamente la risposta che si aspettava Bruxelles. In una lettera lunga quattro pagine – come riporta il Guardian – il sovrano del Brunei ha infatti spiegato che la normativa è stata introdotta per «salvaguardare la sacralità della discendenza familiare e del matrimonio». Il sultano ha però voluto tranquillizzare gli eurodeputati, evidenziando che le condanne saranno comunque poche, poiché sono necessari «almeno due uomini di alta statura morale e fede come testimoni». Pertanto sarà esclusa «ogni forma di prova circostanziale». Il sultano ha difeso la sua posizione invocando «tolleranza, rispetto e comprensione» da parte della Ue nei confronti del Brunei, che sta semplicemente tentando di preservare i suoi valori tradizionali.

Come funziona?

Secondo il nuovo codice penale, per gay e adulteri è prevista la condanna a morte, da infliggere tramite lapidazione e frustate. La massima pena per le lesbiche, al contrario, consiste in 40 bastonate oppure in 10 anni di prigione. Il codice ha inasprito altresì le condanne per i casi di furto: per i condannati senza precedenti è prevista l’amputazione della mano destra, mentre per i recidivi scatta l’amputazione anche di un piede.
Vittoria Fiore
fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/sultano-brunei-ue-lapidazione-gay-114611/

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Canali maschili e femminili alla Rai: il Guardian attacca e li definisce 'sessisti'

Come se non ci fossero cose più importanti a cui pensare, il Guardian attacca la Rai per la sua idea di fare canali dedicati a uomini e donne.
Una polemica basata su un’abitudine mondiale, quella di suddividere i canali per temi e generi. Questo è ciò su cui sta marciando il Guardian, dando voce a diversi radical chic che urlano allo scandalo.
Per il Guardian il fatto che anche la Rai intenda creare un canale dedicato agli uomini e uno dedicato alle donne è sessista e irrispettoso. Irrispettoso per chi? Per coloro che non sono inquadrati nel genere, per le femministe e via dicendo.
Poco importa se i canali tematici sono diffusi in tutto il mondo. Poco importa se emittenti pubbliche e private hanno personalizzato interi palinsesti.
,In questo articolo del quotidiano britannico il Guardian dice la riorganizzazione dei canali della tv pubblica italiana avrebbe destato estremo scalpore. Addirittura “furia” in Italia.
Sempre nello stesso articolo, il Guardian dice che una fonte alla Rai ha detto che il piano era di riposizionare i programmi per indirizzare meglio il pubblico maschile e femminile, ma la potenziale mossa è stata vanificata dai parlamentari dell’opposizione e dai gruppi di donne.
E proprio di questo si tratta: la furia di cui parla il Guardian sarebbe relativa all’intervento di Salvatore Margiotta, un senatore del partito democratico di centro-sinistra che siede nel comitato di supervisione parlamentare dell’emittente.
Il Guardian ha preso come esempio il parere della sinistra più radical chic, con dichiarazioni del calibro di mentre cerchiamo di superare la discriminazione di genere, nel 2019, avere un canale pubblico dedicato a un pubblico femminile e un altro a un pubblico maschile è pazzesco. Sembra essere in linea con la sottocultura di questo governo.
Forse occorrerebbe ricordare che canali maschili e femminili sono presenti in ogni parte del mondo. Persino i maggiori colossi dell’intrattenimento hanno delle sezioni “Lui” e “Lei”, con programmi grossomodo preferiti dagli uomini e/o dalle donne.
Per altro, lo scopo delle proposte Rai era quello di arricchire le offerte di film. Si tratta pertanto di una polemica che lascia il tempo che trova. A dispetto di quanto il Guardian voglia darle spazio.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/canali-maschili-e-femminili-alla-rai-il-guardian-attacca-e-li-definisce-sessisti/

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