Franco Battaglia
Il riscaldamento globale (RG) è la realizzazione del sogno degli ambientalisti (che da ora in poi chiamerò sempre e solo Gretini): esercitare il controllo totale sulla società e sui comportamenti individuali. Il Gretinismo ha servito per decenni come migliore scusa per il controllo delle azioni dei singoli individui, ricattandoli con avvertimenti del tipo: fa’ questo per la salvezza dei tuoi figli o, se non ne hai, per la salvezza delle foche. Ma col RG è tutta un’altra forza: fallo per la salvezza dell’intero pianeta, ché il tuo comportamento a Stoccolma, sostiene la piccola Greta, ha conseguenze a Gitega, nel Burundi. Lo spettro del RG ha il beneficio aggiuntivo di consentire di superare l’irritante ostacolo delle sovranità nazionali, dispregiativamente liquidate come sovranismi.

Il problema del RG è così gigantesco che, in realtà, nessuna soluzione è sufficiente a risolverlo, e qualunque cosa si faccia non sarà mai abbastanza. Rammentate il protocollo di Kyoto che entrò in vigore nel 2003, ci fece dissanguare economicamente, ma al risultato che si prefiggeva non ci si avvicinò d’uno iota? Era «solo un primo passo». Ma perché la CO2? Perché controllare la CO2 significa controllare gli usi dell’energia, e ciò significa controllare tutti noi, la nostra economia, i nostri stili di vita: ove ha fallito il comunismo, ci stanno provando col Gretinismo. Il che non è esente da una tragica ironia: i peggiori disastri ecologici sono stati quelli perpetrati nei paesi del blocco sovietico e lo sono ancora oggi nella comunista Cina

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fonte – https://www.nicolaporro.it/i-gretini-o-sono-bugiardi-o-sono-assassini/

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Giovedì Santo

Pubblichiamo, per aiutare la vostra pregheira e riflessione, in questo giorno che ricorda l’istituzione dell’Eucarestia e del Sacerdozio,  alcuni estratti dall’opera del Cardinale di Milano Ildefonso Shuster ( A. I. SCHUSTER, Liber Sacramentorum. Note storiche e liturgiche sul Messale Romano – III. Il Testamento Nuovo).

GIOVEDÌ  SANTO

Stazione in Laterano

La basilica del Salvatore presso la quale sin dal V secolo i Sommi Pontefici stabilirono l’ordinaria loro residenza, reclama quest’oggi l’onore dei riti solenni coi quali la Chiesa inizia appunto in questo giorno la solennità pasquale. Altra volta le messe erano tre, una la mattina per la riconciliazione dei pubblici penitenti, l’altra per la consacrazione dei sacri Olii destinati all’unzione degli infermi ed al Battesimo, la terza infine in sull’imbrunire per la commemorazione della Cena del Signore e la Comunione pasquale. Si comprende quindi perché la stazione invece di celebrarsi a San Pietro, che allora stava fuori del recinto urbano, si tenesse più comodamente in Laterano.
Oggi il rito è meno complesso, ed essendo andata in disuso la disciplina della pubblica penitenza, gli Olii santi si consacrano nella stessa messa della Comunione pasquale. Continua a leggere

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La Chiesa brucia nell'odio

 

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Sembrava un missile dell’antichità la guglia di Notre-Dame che si è staccata nell’incendio, ricadendo sulla stessa rampa di lancio da cui partiva. Sembrava il razzo di una tecnologia perduta, chiamata fede, che puntava al cielo per tornare al Padre e che invece ora cadeva al suolo, come un tizzone ardente verso l’inferno. Razzi era il titolo dei lampeggianti aforismi di Baudelaire dedicati alle rovine della modernità, al cortocircuito del progresso, all’incendio della tradizione.

Le Chiese, le cattedrali, sono luoghi simbolici, liturgici, rituali. E così vanno considerati. Se una Chiesa brucia, se la più rinomata cattedrale d’Europa brucia, qualcosa vorrà dire nel regno allusivo dei simboli. E il silenzio del Papa rientra nella simbologia dell’evento. Appena ho visto l’incendio, ho pensato al suicidio di Dominique Vennier in Notre-Dame, la primavera di sei anni fa, per testimoniare il suicidio della nostra civiltà. Certi atti profanatori scatenano energie negative, evocano demoni, direbbe un religioso al tempo in cui fu eretta Notre-Dame.
Sessanta chiese bruciate nell’arco di pochi anni in Francia, magari durante i restauri, sono un bilancio preoccupante che possiamo sbrigare come un caso, un dato statistico su 45mila edifici sacri, come gli incidenti sul lavoro. Ma risale poi nel nostro immaginario, tra mito e superstizione, il nesso tra il suicidio della cristianità e la distruzione delle chiese, tra l’abbandono della fede e l’incuria che porta all’incendio, tra l’odio verso la cristianità e il fuoco che l’avvolge, tra la denuncia papale che le chiese sono vuote di fedeli e sacerdoti e dunque va ridefinita la loro destinazione d’uso e lo scempio sotto i nostri occhi… Continua a leggere

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Guerra civile in Libia? La maggioranza degli italiani è favorevole alla chiusura dei porti

Il ministro della Difesa Trenta pensa che arriveranno molti “profughi” dalla Libia, ma gli italiani hanno le idee chiare. Il 56,7% degli italiani pensa che sia giusto chiudere i porti italiani per impedire l’arrivo dei clandestini, contro il 43,3% che è contrario. A sostenere l’embargo sono il 90,1% degli elettori della Lega; il 68,5% degli elettori di Fi e il 61,9% di quelli del M5S; mentre sono contrari l’86,4% degli elettori del centrosinistra. E’ il quadro che emerge da un sondaggio Quorum – Youtrend per Sky tg24. Secondo il 76,1% degli intervistati inoltre la crescita sensibile del peso dei partiti sovranisti all’interno del Parlamento Europeo non aiuterà l’Italia a difendere i propri interessi in Europa, contro il 23,9% di chi, invece, lo considererebbe un aiuto. A tal proposito il 14,8% degli italiani si ritiene sovranista contro l’85,2% che invece non si ritiene sovranista. In particolare a ritenersi sovranista è il 51,2% degli elettori della Lega, il 6,3% di quelli del M5S e nessun elettore del centrosinistra.
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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/04/guerra-civile-in-libia-la-maggioranza-degli-italiani-e-favorevole-alla-chiusura-dei-porti/

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Affaristi, politici e furbi: ecco chi c'è dietro il «fenomeno Greta» lodato da Bergoglio

Un think thank di sinistra, un business man senza scrupoli. E un piano: far soldi con l’eco. C’è qualcosa di inquietante nel «fenomeno Greta», ora giunto da noi in occasione della Settimana Santa
La ragazzina è ormai l’icona non soltanto dell’ambientalismo radicale, ma di tutta quella parte dell’opinione pubblica che ama semplificare ogni cosa sulla base di schemi moralistici.
Nel suo più celebre discorso, alla Cop-24 di Katowice, la Thunberg ha adottato toni giacobini per contrapporre la purezza dei suoi ideali giovanili agli interessi di quegli adulti potenti che terrebbero nel lusso una piccola porzione dell’umanità, proprio mentre sacrificano i diritti dei più deboli.

Com’è possibile che questa ragazza sia stata chiamata a parlare di fronte a esperti venuti da ogni parte del mondo? A Katowice la Thunberg è intervenuta come rappresentante di un’organizzazione che si chiama Climate Justice Now. Insomma, la rete dei movimenti ecologisti ha deciso di non mandare un cinquantenne consapevole della complessità dei problemi e ha giocato con grande freddezza la carta mediatica di un volto ancora infantile schierato a difesa del mondo intero. Continua a leggere

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Messaggio Urbi et Orbi di Pio XII, Pasqua 1957

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 34/19 del 18 aprile 2019, Giovedì Santo
 
Messaggio Urbi et Orbi di Pio XII, Pasqua 1957
 
Ancora una volta una moltitudine immensa « di ogni lingua e popolo e nazione » (Apoc. 5, 9) riempie questa maestosa piazza, la quale, diletti figli e figlie, par che tutti vi stringa e vi unisca. E con voi, presenti in ispirito, sono i milioni di altri fedeli, che devotamente ascoltano la Nostra voce.
Brilla ai vostri occhi una luce nuova, risuona nei vostri cuori un inno di gioia e di gloria : lo cantano mille e mille voci, lo accompagnano le armonie degli organi, lo diffondono nell’aria, sui monti e nelle valli, gli squilli delle campane. È Pasqua. È il giorno che ha fatto il Signore per la nostra esultanza, per la nostra letizia : « Haec dies, quam fecit Dominus: exsultemus et laetemr in ea» (in Off. Domin. Resurrect.).
Sa il Signore come vorremmo penetrare in ogni casa, passare attraverso tutte le corsie degli ospedali, sostare benedicenti accanto ad ogni culla, chinarCi con tenerezza su ogni sofferenza; vorremmo poter liberare tutti da ogni timore, per donare a tutti la pace, per riempire tutti di gaudio. Purtroppo non è possibile fare quanto brameremmo; e allora Ci restringeremo a rivolgervi la Nostra parola, a confidarvi — come abbiamo fatto le altre volte — qualche pensiero natoCi in cuore durante la Nostra meditazione.
Si sono appena spenti gli echi del « Praeconium paschale », e Noi abbiamo ancora nell’animo un particolare motivo fra i tanti che si inseguono, si intrecciano e si fondono in ardita armonia. Dopo l’invito all’esultanza, rivolto all’angelica turba dei cieli, alla terra, alla madre Chiesa e ai popoli tutti, l’attenzione del canto liturgico si ferma sulla notte che precedette la risurrezione del Signore. Notte vera, notte di passione, di angoscia, di tenebre; eppure notte beata: « vere beata nox »; perchè sola meritò di conoscere il tempo e l’ora nella quale Cristo risorse da morte, ma soprattutto, perchè di essa fu scritto: la notte s’illuminerà come il giorno: « et nox sicut dies illuminabitur ». Continua a leggere
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Con Notre-Dame brucia l'Europa

di Umberto Bianchi
Brucia, brucia e brucia ancora…mai, a memoria d’uomo, incendio si era visto così forte e resistente alle umane tecnologie…Eppure si sussurra che, in quel di Francia, come anche (almeno così dovrebbe essere…sic!) in San Pietro o al Duomo meneghino, siano in funzione dei quasi-infallibili sistemi di sicurezza; veri e propri micro-apparati con tanto di sensori collegati a centrali di pronto intervento…Ma di pronto qui sembra non esservi proprio nulla, salvo che un incendio bell’e scoppiato da ore ed ore ed inspiegabilmente indomabile. Media che profetizzano a voce bassa la distruzione di uno dei più bei gioielli architettonici del mondo, mentre qualcuno ci dice che questo già fu distrutto da un precedente incendio un secolo e passa fa ed abilmente ricostruito, come se questo fosse una consolazione tardiva a quello che, ora più che mai, sta assurgendo a simbolo del falò di un Occidente e di un’Europa profondamente malati. Malati della più insidiosa e schifosa forma di sifilide che una civiltà possa conoscere: quella del buonismo. Malati di una religiosità che tale non è più, oramai ridotta a puro e semplice fenomeno massmediatico, infarcito di belle parole, buone intenzioni e null’altro più, che non sia molle adeguamento ai ritmi vitali di un imperante materialismo economicista. Continua a leggere

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La Via Crucis di Bergoglio per gli immigrati e contro i porti chiusi, la nostra per la Passione di Cristo in remissione dei peccati

La Via Crucis di “Papa” Francesco: per gli immigrati e contro i porti chiusi
Roma, 17 apr – Una Via Crucis che dovrà ispirare i fedeli a impegnarsi per “non far sentire la solitudine a quanti agonizzano oggi nei troppi calvari sparsi per il mondo, tra cui i campi di raccolta simili a lager nei paesi di transito, le navi a cui viene rifiutato un porto sicuro, le lunghe trattative burocratiche per la destinazione finale, i centri di permanenza, gli hot spot, i campi per i lavoratori stagionali”. E’ quanto scrive suor Eugenia Bonetti nelle meditazioni al Colosseo, presiedute da Papa Francesco e pubblicate dalla Libreria editrice vaticana. Chiaro il riferimento dunque ai cosiddetti “porti chiusi” e alla necessità di accogliere gli immigrati. La solita retorica di Bergoglio insomma, che ha incaricato questa suora di dar voce alla sua politica sempre più orientata all’apertura dei confini senza se e senza ma.

La terra promessa

Il testo, di 61 pagine, ha un chiaro tono accusatorio nei confronti del governo italiano: “Chi ricorda in quest’era di notizie bruciate alla svelta quelle ventisei giovani nigeriane inghiottite dalle onde, i cui funerali sono stati celebrati a Salerno? E’ stato duro e lungo il loro calvario. Prima la traversata del deserto del Sahara, ammassate su bus di fortuna. Poi la sosta forzata negli spaventosi centri di raccolta in Libia. Infine il salto nel mare, dove hanno trovato la morte alle porte della ‘terra promessa’”. Ecco, quest’ultima frase è particolarmente significativa per comprendere bene il messaggio lanciato dal Papa. Chi è che esorta gli africani a raggiungere la “terra promessa”? Chi promette questa terra? Il riferimento biblico è ancor più emblematico, se consideriamo che serve per far credere a chi emigra di essere destinato a un’altra terra, che secondo la Chiesa sarebbe addirittura la loro, perché “promessa”. Continua a leggere

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"Erdogan arma gli estremisti". Il sultano entra nel caos della Libia

Lo scontro in Libia sembra farsi più duro giorno dopo giorno. I bombardamenti delle scorse ore ne sono una lampante dimostrazione: le vittime civili causate dai missili piovuti su Tripoli, per le cui responsabilità si assiste adesso anche un reciproco scambio di accuse tra le parti in causa, testimoniano l’intensità raggiunta da una battaglia prossima oramai ad entrare nella sua seconda settimana. E ad aggiungere maggiori polemiche è anche il dito puntato diretto contro la Turchia da parte di Haftar, con Ankara accusata di introdurre dall’esterno armi per i miliziani più estremisti.

Le accuse di Ahmed Al Mismari

Così come riportato dal sito AddressLibya, nel corso di una conferenza stampa tenuta martedì sera a Bengasi il portavoce dell’Lna, Ahmed Al Mismari, chiama in causa in modo esplicito e piuttosto pesante la Turchia. Secondo i responsabili dell’esercito di Haftar, in particolare, il governo del presidente Erdogan in questi giorni sta finanziando e donando armi alle milizie rimaste fedeli al governo di Al Sarraj. Al Mismari specifica che Ankara starebbe appoggiando in particolare proprio quelle milizie ritenute, all’interno della galassia delle forze in questo momento impegnate nella difesa di Tripoli, le più estremiste. Le armi, secondo sempre il portavoce dell’Lna, arrivano in Libia tramite il porto di Zuwara, località vicina il confine tunisino lungo la costa in mano ai gruppi fedeli all’esecutivo di Tripoli. Nonostante tra questa cittadina e la capitale buona parte del territorio risulti in mano all’esercito di Haftar, le armi riuscirebbe ugualmente a giungere nelle mani delle forze di Al Sarraj.  Continua a leggere

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"Morirete, è la legge di Allah". Presi i due islamisti che volevano colpire l'Italia

 

Un italiano convertito all’islam e un marocchino stavano progettando il jihad: “La legge di Allah si applica con la spada”
“La legge di Allah… non si applica se non con la spada. E bisogna essere crudeli con i traditori, con i ribelli. E morti tutti”. Ossama Ghafir parla via chat l’amico Giuseppe Frittitta che, dopo la conversione all’islam, ha iniziato a farsi chiamare Yusuf.
 Sono pronti a colpire in nome del jihad. Sono convinti che sia necessario l’uso della violenza per applicare la legge di Allah. Questa mattina la polizia di Stato li ha fermati entrambi prima che potessero fare del male a qualcuno (guarda il video). Non potendo più andare a combattere in Siria sotto la bandiera dello Stato islamico, i due, che si sono radicalizzati in Italia, erano infatti veri e propri lupi solitari pronti al suicidio. Continua a leggere
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La Settimana Santa

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

La Settimana Santa
 
Catechismo Maggiore di san Pio X – Della settimana santa
Pratica del Tempo di Passione e della Settimana Santa
Funzioni del Triduo Sacro
fonte – http://www.centrostudifederici.org/la-settimana-santa-3/
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Danimarca, guerra multietnica: 23 arresti. Media in silenzio

Siamo in Danimarca. E’ possibile che un gesto provocatorio scateni una guerra multietnica? A quanto pare sì. Un libro caduto a terra. un Corano, sacro per qualcuno, logicamente meno importante per altri. Gesto provocatorio quello di Rasmus Paludan, avvocato e attivista di un partito di destra, Stram Kurs, che lotta dalla sua fondazione contro l’immigrazione di massa. Gesto magari criticabile, sicuramente un po’ sopra le righe.
Ma di violenza non c’è traccia. Quella la scatenano i “danesi di importazione”, mettendo a ferro e fuoco la città, incendiando 70 automobili, distruggendo vetrine. Naturali gli scontri con la polizia, che ha dovuto reagire in vari modi, utilizzando i lacrimogeni e arrestando 23 persone.
 
Guarda caso il luogo di questo meraviglioso teatro di pace tra popoli è un quartiere multiculturale: Nørrebro, nella capitale Copenaghen, in cui un abitante su 6 non possiede il passaporto danese. Niente di paragonabile a Malmoe o ad altre comunità della Svezia o del Belgio, ma diciamo che si stanno facendo significativi passi avanti.
In ogni caso, Paludan voleva ripetere il gesto, ma è stato frenato dalla polizia che lo ha intimato ad evitare ulteriori provocazioni. Ovviamente, silenzio totale sui media italiani, che tacciono sulla vicenda. Sarà il caso di Notre Dame a concentrare tutte le attenzioni? Può darsi, ma siamo convinti che qualche naufragio al di fuori delle acque di competenza italiane sarebbe stato lanciato sul web con una certa decisione.Danimarca, guerra multietnica: 23 arresti. Media in silenzio
FONTE – https://oltrelalinea.news/2019/04/16/danimarca-guerra-multietnica-23-arresti-media-in-silenzio/

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I ricchi vogliono solo fuggire – da quello che hanno creato

Riprendo  qui una informazione  che devo al lettore “IVO”  e merita approfondimento
“Douglas Rushkoff, definito dal MIT “uno dei dieci più influenti intellettuali”, è stato “affittato” (alla modica cifra che lui descrive come “la metà del mio salario annuale da professore”) per celebrare una lezione riguardo “il futuro della tecnologia”.
Mentre si stava preparando ad andare sul podio dove già si immaginava di dover parlare ad una platea di banchieri d’affari (con quello che l’hanno pagato se ne aspettava una sala piena) che presumeva volessero un aggiornamento riguardo tecnologie, per i loro investimenti, alla fine si è ritrovato in una saletta verde con un pugno di persone (ricchissimi ed influenti banchieri mondiali) la cui unica preoccupazione sembrava essere “quando scoppierà (non se scoppierà, ma quando) la rivoluzione popolare che li obbligherà a nascondersi e fortificarsi, cosa potranno fare per uscirne immuni?”.
LEGGI TUTTO
fonte – https://www.maurizioblondet.it/i-ricchi-vogliono-solo-fuggire-da-quello-che-hanno-creato/

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Le chiese europee: Vandalizzate, defecate e incendiate "ogni giorno"


In Germania, quattro chiese sono state vandalizzate e/o incendiate solo a marzo. “In questo paese”, è in corso una guerra strisciante contro tutto ciò che simboleggia il Cristianesimo: attacchi ai danni delle croci poste in cima alle montagne, delle statue sacre per strada, delle chiese (…) e di recente anche dei cimiteri”. – PI-News, un sito di informazione tedesco.
In quasi tutti gli episodi di attacchi ai danni delle chiese, le autorità e i media nascondono l’identità dei vandali. In quei rari casi in cui l’identità musulmana (o “migrante”) degli iconoclasti è trapelata, questi profanatori vengono poi presentati come delle persone che soffrono di problemi di salute mentale.”Quasi nessuno scrive e parla dei crescenti attacchi contro i simboli cristiani. In Francia e in Germania c’è un eloquente silenzio riguardo allo scandalo delle profanazioni e sull’origine dei perpetratori. (…) Non una parola, nemmeno il minimo indizio che potrebbe in qualche modo indurre a sospettare dei migranti. (…) Continua a leggere

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IL SEGRETO DE LA SALETTE (5/95)

L’ATTUALITÀ DEL MESSAGGIO DELLA VERGINE MARIA

Attualità del messaggio della Santa Vergine
IL SEGRETO DE LA SALETTE
(5/95)
Il 19 settembre 1846, a Melania Calvat e a Massimo Giraud apparve la Madre di Dio
L’attualità del messaggio loro trasmesso lascia ancora stupiti. 


Da qualche tempo si sente parlare di statuette della Madonna lacrimanti sangue: l’opinione pubblica, cattolica e non, ne è rimasta turbata o stupefatta.
Indipendentemente da quelle che possono essere le convinzioni personali su queste manifestazioni, esse inducono a riflettere sul significato che sempre nella storia della cristianità siffatte realtà hanno rivestito.
Lasciando alle legittime autorità ecclesiastiche il giudizio definitivo sui recenti avvenimenti, osserviamo che, già nel secolo scorso, la Santa Vergine, in apparizioni riconosciute autentiche dalla Chiesa, ha affidato a veggenti messaggi e profezie poi puntualmente verificatesi.
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Notre Dame, OPEN prova a smentire la gioia social degli islamisti: ma è un flop

Chi legge il web conoscerà senz’altro quel fenomeno di David Puente. Il “debunkatore” ufficiale di Open, quello che sbufala anche situazioni insbufalabili, una firma che si posa come una pietra – o per meglio dire come un ape sovrappeso – su tutte le questioni più inutili della rete. Ebbene, a questo giro Puente se la prende con chi, come noi, ha riportato la notizia delle reazioni a dir poco agghiaccianti dei presenti di origine islamica all’incendio della cattedrale di Notre Dame. Ha la buona pace di non chiamarla “bufala”, perché i numeri sono talmente incontestabili da far rabbrividire i polsi (si parla di migliaia di reazioni divertite, espresse sia in commento che con faccina, ai video della cattedrale in fiamme), ma cerca comunque di dargli una giustificazione diversa da quella che tutti abbiamo immaginato, come vediamo nell’immagine sotto. Continua a leggere

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