Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 34/19 del 18 aprile 2019, Giovedì Santo
Messaggio Urbi et Orbi di Pio XII, Pasqua 1957
Ancora una volta una moltitudine immensa « di ogni lingua e popolo e nazione » (Apoc. 5, 9) riempie questa maestosa piazza, la quale, diletti figli e figlie, par che tutti vi stringa e vi unisca. E con voi, presenti in ispirito, sono i milioni di altri fedeli, che devotamente ascoltano la Nostra voce.
Brilla ai vostri occhi una luce nuova, risuona nei vostri cuori un inno di gioia e di gloria : lo cantano mille e mille voci, lo accompagnano le armonie degli organi, lo diffondono nell’aria, sui monti e nelle valli, gli squilli delle campane. È Pasqua. È il giorno che ha fatto il Signore per la nostra esultanza, per la nostra letizia : « Haec dies, quam fecit Dominus: exsultemus et laetemr in ea» (in Off. Domin. Resurrect.).
Sa il Signore come vorremmo penetrare in ogni casa, passare attraverso tutte le corsie degli ospedali, sostare benedicenti accanto ad ogni culla, chinarCi con tenerezza su ogni sofferenza; vorremmo poter liberare tutti da ogni timore, per donare a tutti la pace, per riempire tutti di gaudio. Purtroppo non è possibile fare quanto brameremmo; e allora Ci restringeremo a rivolgervi la Nostra parola, a confidarvi — come abbiamo fatto le altre volte — qualche pensiero natoCi in cuore durante la Nostra meditazione.
Si sono appena spenti gli echi del « Praeconium paschale », e Noi abbiamo ancora nell’animo un particolare motivo fra i tanti che si inseguono, si intrecciano e si fondono in ardita armonia. Dopo l’invito all’esultanza, rivolto all’angelica turba dei cieli, alla terra, alla madre Chiesa e ai popoli tutti, l’attenzione del canto liturgico si ferma sulla notte che precedette la risurrezione del Signore. Notte vera, notte di passione, di angoscia, di tenebre; eppure notte beata: « vere beata nox »; perchè sola meritò di conoscere il tempo e l’ora nella quale Cristo risorse da morte, ma soprattutto, perchè di essa fu scritto: la notte s’illuminerà come il giorno: « et nox sicut dies illuminabitur ».
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