LA TRAGEDIA ALL’INIZIO DELLA SETTIMANA SANTA
«Con Notre-Dame brucia una parte di noi»: tanto ha affermato, secondo le agenzie di stampa, il Presidente francese Emmanuel Macron durante il devastante incendio che ha distrutto la cattedrale di Parigi, simbolo dello stile architettonico gotico.
Ciò che ha affermato Macron è senza dubbio vero e quindi, almeno in linea teorica, condivisibile, se solo non provenisse da un’esponente di spicco di quella classe politica e ideologica europea che quanto mai massimamente ha contribuito negli ultimi decenni ad incendiare non tanto e non solo i pilastri portanti della civiltà occidentale, ma il suo stesso spirito.
La tragedia storico-artistica che si è consuma tra i focolai di Notre-Dame, infatti, può servire da utile suggestione per riflettere sulla tragedia umana e culturale che sta logorando dall’interno, come le fiamme tra le travi di legno del transetto e della navata della celebre chiesa parigina, l’intera civiltà occidentale.
Sarebbe quanto mai opportuno chiedersi, quindi, perché piangere sulle pietre annerite che resteranno a Notre-Dame dopo qualche ora d’intenso e indomabile fuoco, se da tempo, con una violenza ben superiore a quella della più grande immaginabile pira, e senza alcun turbamento interiore o esteriore, l’int Continua a leggere
Il legale e il bottale
di Marco Mlioni
Apprendo che il Rino Mastrotto group si sarebbe lamentato del contenuto di un mio servizio pubblicato su Vicenzatoday.it il 10 aprile. La lamentela, giunta per bocca dell’avvocato dell’azienda, tale Enrico De Negri, bolla per destituite di fondamento le indiscrezioni raccolte dal sottoscritto rispetto agli scenari futuri che si stagliano all’orizzonte del gruppo conciario trissinese. Le indiscrezioni riguardavano il ventilato cambio di proprietà e le possibili ripercussioni sul piano occupazionale. Quante volte infatti quando arrivano gli stranieri in Italia dopo poco o dopo tanto, soprattutto quando cambia la proprietà, ci sono ripercussioni sul fronte occupazionale?
La proprietà smentisce che abbia intenzione di ridimensionare il personale. Ma ben si guarda dal garantire che eventuali cambi degli assetti azionari garantiranno sempiternamente i livelli occupazionali: semplicemente perché non può farlo. E tra l’altro le indiscrezioni che parlano di un possibile cambio della guardia in seno alla proprietà sono giunte anche dai media specializzati. Che dice il signor De Negri di quanto riportato dal portale de Il Sole 24 ore? E che cosa ne dice il signor De Negri della bibbia dei sovranisti italiani (scenarieconomici.it) che in un articolo dello scorso anno firmato dall’analista indipendente Fabio Lugano, uno dei principali consulenti della associazione degli azionisti azzerati Noi che credevamo nella BpVi e in Veneto banca, proprio a proposito del futuro di Rino Mastrotto group scrive: «Ora probabilmente un private equity straniero prederà il controllo della Rino Mastrotto, con il rischio che se va bene il tutto venga razionalizzato con Pasubio, se va male venga invece delocalizzato altrove». Continua a leggere
Notre Dame, gli islamisti esultano sul web
L’incendio di uno dei simboli della cristianità europea, Notre Dame, fa “godere” gli islamisti. Che sul web esultano impunemente e senza il minimo ritegno. Come conferma Il Messaggero, la notizia viene data da Site, dopo che aveva iniziato a rimbalzare da un social all’altro. È un copione che si ripete: quando l’Occidente soffre, come nel caso degli attentati terroristi di matrice islamista, arriva l’esultanza della parte più fondamentalista dell’Islam radicale.

Sono numerosi, secondo il Site, i profili collegati ad account di islamisti dai quali vengono condivise foto dei media che mostrano le fiamme e il fumo che si alza dalla cattedrale di Parigi, immagini accompagnate da commenti in cui si esprime gioia per la tragedia che ha colpito la capitale francese. Continua a leggere
Paris: l’incendie à l’église saint-sulpice n’était pas accidentel – Le Parisien
CRISTIANESIMO SOTTO ATTACCO

Le feu qui a pris dans l’édifice dimanche est parti d’un tas de vêtements stockés sur place.
L’origine du sinistre est, selon les premières conclusions du laboratoire central de la préfecture de police, « humaine » et « délibérée ». « Un individu avait embrasé et jeté quelques jours plus tôt un chiffon côté rue Palatine », rapporte le maire (LR) du VIe Jean-Pierre Lecoq.
Règlement de comptes ou attaque ?
S’agit-il d’un règlement de comptes entre sans-abris (les vêtements appartenaient à un SDF absent au moment du sinistre) ou d’une attaque délibérée contre l’édifice catholique, comme commençaient à l’insinuer les internautes dès dimanche sur les réseaux sociaux ?
Plusieurs églises ont été profanées ces dernières semaines. L’enquête reste aux mains du commissariat du VIe arrondissement et n’a pas été confiée à la police judiciaire.
Le diocèse de Paris, depuis dimanche, reste prudent et se refuse encore à tout commentaire. « L’église Saint-Sulpice a aujourd’hui été incendiée. Nous n’en connaissons pas à ce stade les motifs, et attendons les résultats de l’enquête en cours. Nous faisons pleinement confiance à la Préfecture de Police. Je remercie personnellement policiers et pompiers pour leur professionnalisme », a indiqué l’archevêque de Paris sur le compte Twitter du diocèse.
Des spectateurs ont donné l’alerte
Le bilan aurait pu être plus grave puisqu’un concert d’orgue avait lieu au moment même des faits. « Ce sont des spectateurs qui ont entendu les flammes qui crépitaient qui ont donné l’alerte », rapporte Karen Taïeb, adjointe à la maire de Paris chargée du patrimoine.
Il n’y a eu aucune victime mais des dégâts matériels, même si l’incendie n’a pas pris au sein même de l’édifice classé monument historique. « A l’intérieur, aucun dégât n’est visible. Mais la porte du XVIIIe siècle côté rue Palatine, un vitrail et un bas-relief ont été très endommagés par les flammes. Heureusement, la lourde porte en chêne a bien joué son rôle de coupe-feu », soupire Karen Taieb. La cage d’escalier a elle aussi disparu dans les flammes.
« C’est la ville de Paris qui payera tous les frais de réparation et de restauration », indique Karen Taïeb.
FONTE – http://m.leparisien.fr/paris-75/paris-l-incendie-a-l-eglise-saint-sulpice-n-etait-pas-accidentel-18-03-2019-8034678.php
La iglesia de Maside (Orense), atacada con pintadas en contra de los católicos y a favor de la república
IN GALIZIA IMBRATTANO LE CHIESE
«Borregos» o «La religión es el opio del pueblo» son algunos de los mensajes que dejaron los vándalos en la noche del sábado al domingo. «Por la república», podía leerse también en los muros de piedra. Pintadas que descubrió la siguiente mañana el cura, que fue quien presentó la pertinente denuncia, según han confirmado a ABC fuentes de la Guardia Civil de Orense.
Dichas fuentes han precisado que la investigación sigue su curso para dar con los autores de las pintadas, sin que por el momento se hayan registrado novedades al respecto.
Este ataque se suma a los registrados en las últimas semanas contra otros edificios religiosos. Los principales titulares los acapararon las pintadas que sufrió la Catedral de Santiago de Compostela, con mensajes como «Guillotina Borbones».
«Dolor de los feligreses»
Desde el Obispado de Orense se ha lamentado el «daño material contra la Iglesia» provocado por las pintadas, que afectan a las cuatro fachadas del templo, pero especialmente «eldolor causado a los feligreses». El Obispado está a la espera de conversaciones con el departamento de Patrimonio de la Xunta para acometer la limpieza de los muros, según explicaron fuentes de la institución a Ep.
Por su aparte, el alcalde de Maside, José Manuel Iglesias Araújo ha apuntado la posibilidad de que el autor o autores procedan de fuera del municipio, pues «no encontramos a nadie que tenga ese perfil» en la localidad, «donde nos conocemos todos», ha declarado a Efe. «La iglesia está en el centro del pueblo y a los vecinos no les gusta ver esas pintadas», ha lamentado ante un acto de vandalismo que «no sabemos a qué viene».
FONTE – https://www.abc.es/espana/galicia/abci-iglesia-maside-orense-atacada-pintadas-contra-iglesia-y-favor-republica-201904151113_noticia.html
Emmanuel Macron, la prova della vergogna francese in Libia: da Parigi lo zampino militare per creare il caos
C’è lo zampino politico, diplomatico e ora anche militare della Francia nel caos scoppiato in Libia. Come spiega un dettagliato retroscena della Stampa, il governo di Emmanuel Macron aiuta il generale “ribelle” Haftar nel suo tentativo di conquistare Tripoli e rovesciare il governo ufficiale di Al Sarraj “con propri specialisti dispiegati sul suolo libico”. A riferirlo è stato un mercenario egiziano catturato durante i combattimenti.
L’uomo ha detto di essersi imbarcato su un volo in partenza da Benina, aeroporto di Bengasi e diretto a Jufra. “Lo stesso dove erano a bordo 14 libici, 30 egiziani e sei consiglieri militari francesi“. Di fatto, una conferma di quanto trapelato negli ultimi giorni da fonti ufficiose vicine ai servizi segreti italiani e che hanno fatto sbottare anche il ministro degli Interni Matteo Salvini, che in dichiarazioni ufficiali ha parlato apertamente di “giochi di guerra” francesi in Libia, con conseguenze che saranno a carico non solo dei cittadini libici, ma anche di quelli italiani con la bomba-migranti già innescata
FONTE – https://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/13451916/emmanuel-macron-libia-consiglieri-militari-francia-haftar-guerra-sarraj.html
Miracolo a Notre-Dame: Croce e Altare centrale sono salvi
La Croce e l’altare del Santo Sacrificio si ergono splendidi, sopra le rovine. Come sempre sarà.
Ora bisognerà capire “come resisterà la struttura” rimasta in piedi.
L’incendio che ieri sera ha devastato la cattedrale simbolo di Parigi: la guglia centrale è crollata e gran parte del tetto è stato distrutto. Poi, le fiamme hanno raggiunto anche la parte posteriore della torre nord, prima che i vigili del fuoco riuscissero a portare la situazione sotto controllo.
Già questa mattina, dopo le immagini della cattedrale circondata dal fuoco, sui social sono stati rilanciati gli scatti dell’interno di Notre Dame. In un’immagine si vede il soffitto devastato, con un enorme buco che squarcia la volta centrale.
Ma l’inferno di fuoco che si è sviluppato ieri sera e ha inghiottito parte della cattedrale, danneggiandone anche l’interno, ha risparmiato qualcosa. Nelle immagini, tra il fumo e la polvere spicca una luce: in fondo alla navata centrale brilla la croce che, insieme all’altare centrale, si è salvata dall’incendio. La foto assume un significato particolare per i cristiani cattolici, soprattutto in concomitanza della Settimana Santa, che era iniziata proprio ieri. E su Twitter spopola l’immagine della croce, accompagnata dal motto “Stat Crux dum volvitur orbis” (La croce resta salda mentre tutto cambia).
Anche tutte le opere d’arte presenti all’interno della cattedrale parigina si sono salvate e sono state trasferite all’Hotel de Ville, il comune cittadino. Nei prossimi giorni verranno portate nel museo del Louvre. I vigili del fuoco hanno confermato che sono al sicuro le opere del Tesoro: la sacra corona di spine, un pezzo della croce e un chiodo usato per mettere in croce Cristo.
FONTE – http://www.ilgiornale.it/news/mondo/notre-dame-prime-foto-dellinterno-chiesa-salvi-croce-e-1680223.html?mobile_detect=false
Notre Dame in fiamme: altre chiese sono state incendiate nei giorni precedenti
Incidente o attentato? A seguito dell’incendio che ha divorato la cattedrale di Notre Dame sono in molti a interrogarsi sulla natura del disastro che ha interessato il luogo simbolo della cristianità francese. Ci sono però dei precedenti, come riporta Le Parisien, altre chiese sono state incendiate nell’ultimo periodo. Di seguito riportiamo un fatto di cronaca accaduto domenica 18 marzo 2019 appositamente tradotto dal giornale francese.
L’incendio nella chiesa di Saint-Sulpice non è stato casuale
Per la polizia, secondo le prime fonti: le fiamme che hanno danneggiato l’ingresso alla chiesa di Saint-Sulpice a Parigi domenica pomeriggio non sono casuali. “Il fuoco viene da una pila di vestiti e gli abiti non si accendono da soli”, racconta una fonte della polizia.
L’origine dell’incidente è, secondo le prime conclusioni del laboratorio centrale del quartier generale della polizia, “doloso” e “volontario”. “Un individuo aveva acceso e gettato uno straccio pochi giorni prima su rue Palatine“, ha detto il sindaco del VI Jean-Pierre Lecoq.
Insediamento o attacco?
Si tratta di una liquidazione dei conti tra senzatetto (gli abiti appartenevano a un senzatetto al momento del disastro) o un deliberato attacco all’edificio cattolico? Questo dubbio attanaglia gli utenti sui social network.
Diverse chiese sono state profanate nelle ultime settimane. L’indagine rimane nelle mani della stazione di polizia del 6 ° arrondissement e, per ora, non è stata affidata alla polizia giudiziaria.
La diocesi di Parigi, da domenica, rimane cauta e continua a non commentare.
“La chiesa di Saint-Sulpice è stata incendiata. Non sappiamo in questa fase le ragioni e aspettiamo i risultati delle indagini in corso. Abbiamo piena fiducia nella Prefettura di Polizia. Ringrazio personalmente i poliziotti e i vigili del fuoco per la loro professionalità”, ha detto l’arcivescovo di Parigi sul conto Twitter della diocesi.
Gli spettatori hanno dato l’allarme
Il risultato avrebbe potuto essere più serio visto che un concerto d’organo si svolgeva proprio nel momento degli eventi. “Sono stati gli spettatori a sentire le fiamme e a dare l’allarme”, dice Karen Taieb, vice sindaco di Parigi a capo del patrimonio.
Non ci sono vittime ma danni materiali. “All’interno, nessun danno è visibile. Ma la porta del XVIII secolo su Palatine Street, una vetrata e un bassorilievo sono state gravemente danneggiati dalle fiamme. Fortunatamente, la pesante porta di quercia ha svolto il suo ruolo di firewall“, sospira Karen Taieb. Anche la tromba delle scale è scomparsa tra le fiamme.
“La città di Parigi pagherà tutti i costi di riparazione e restauro“, afferma Karen Taieb.
fonte – https://oltrelalinea.news/2019/04/15/1incendio-di-notre-dame-altre-chiese-sono-state-incendiate-nei-giorni-precedenti/
Il governo chiude i rubinetti a Radio Radicale
VENERDI SANTO: VIA CRUCIS A VERONA
di Redazione
Charlie Ebdo non risparmia Macron
Un nuovo contributo alla vicenda del beato Lorenzino

America sempre più 'pro life', arrivano nuove restrizioni sull'aborto
Molti gli Stati pronti a seguire le indicazioni del presidente Donald Trump, da sempre impegnato a favorire la natalità.
Gli Stati Uniti si riscoprono “pro life”. La novità di questo 2019 sembra essere quella di una comunità americana sempre più contraria all’aborto e pronta a sostenere politiche che sfavoriscono le interruzioni volontarie di gravidanza. L’appello fatto in tal senso dal presidente della repubblica Donald Trump, durante il discorso di inizio anno sullo Stato dell’Unione, sembra aver avuto successo.
Lo scorso giovedì in Ohio (stato a guida repubblicana) è entrata in vigore una legge che prevede nuove restrizioni sull’aborto. La gravidanza non potrà più essere interrotta dopo il primo battito cardiaco del feto, che di solito coincide con le prime sei settimane di gestazione. I medici che violeranno questa legge incorreranno nel rischio di un anno di carcere e multe dai 2500 ai 20mila dollari.
Ma quello dell’Ohio non è un caso del tutto isolato. Nuove disposizioni simili a favore della natalità sarebbero in cantiere in altri stati guidati da governatori repubblicani, come il Tennessee, il Texas, la Georgia, il Mississippi e il Kentucky.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/america-sempre-piu-pro-life-arrivano-nuove-restrizioni-sullaborto/
"Sia lodato il clima!"
L'odio anglosassone per l'antica Roma
L’ideale del politicamente corretto che spesso sfocia nell’odio, politico e non, per chi si allontana dal pensiero unico omologante ha inserito nel proprio mirino la gloria dell’impero romano.
La colpa originaria degli italiani resta l’esteromania che spesso sfocia in una vera e propria esterofollia. Sulla divulgazione scientifica e storica in particolare se si eccettua il grande lavoro di Alberto Angela (premiato dagli ottimi ascolti) i canali televisivi si affidano sempre più spesso a produzioni straniere dalle scarse attinenze storiche. Due gli esempi lampanti: la serie tv “Britannia” andata in onda su Rai 4 e il ciclo di documentari “Gli 8 giorni che fecero Roma” trasmesso da Focus.
Partendo dalla prima, conclusasi da poco sulle emittenti in chiaro della Rai, è facile riscontrare una banalità e confusione completa nell’impostazione della stessa. I 9 episodi che la compongono non chiariscono se si tratti di una serie storica, fantascientifica o solamente più romanzata. Quel che è certo è che la serie statunitense e britannica, co-prodotta dai colossi Amazon e Sky, descrive l’impero romano e le sue legioni sotto l’amministrazione di Claudio come intimorite dai druidi e dalle popolazioni che abitavano l’isola a nord dell’allora Gallia nonostante la superiorità militare.
Tralasciando la solita intromissione di attori di colore (un po’ troppi per essere tutti legionari romani con tanto di nomi latini) appare impossibile anche il benché minimo paragone con un’altra serie tv che dipinse al meglio un’epoca appena precedente a questa: Roma co-prodotta da Hbo, BBC e Rai Fiction e girata negli studi di Cinecittà tra il 2005 e il 2007.
Il ciclo di documentari è stato, invece, presentato come uno dei punti di forza del nuovo canale Mediaset gratuito dedicato alla divulgazione culturale il cui curatore dei contenuti è il noto Roberto Giacobbo, già conduttore di Voyager sulle reti Rai e ora di “Freedom- Oltre il confine” su Rete 4. Appena mandate in onda le prime puntate de “Gli 8 giorni che fecero Roma” hanno ricevuto così tante critiche di faziosità da costringere immediatamente alla sospensione del programma. Continua a leggere
L'antifascismo snob contro i bis-bis-nipoti
di Massimo Fini
Fonte: Massimo Fini
Nella sua rubrica L’Amaca, pubblicata da Repubblica, Michele Serra trova estremamente disdicevole, e quasi delittuoso, che Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia, abbia candidato alle Europee Caio Giulio Cesare Mussolini, bis-bis nipote del Duce. Il solo cognome lo manda in deliquio e anche sul nome arriccia il nasetto perché ricorda quella romanità cui il capo del fascismo si ispirava (se potesse, il Serra, metterebbe ai ceppi, riesumandolo, anche Cesare, quello vero di “alea iacta est!”). Più che steso tranquillamente su un’amaca Serra sembra seduto sui carboni ardenti e scrive: “Mussolini fu un dittatore, un razzista, un’icona del ridicolo e la rovina del suo popolo”. Che il fascismo sia stato una dittatura non è nemmeno il caso di ricordarlo, anche se meno spietata di quelle a lui contemporanee, ma portando pur sempre sulla coscienza il delitto Matteotti, l’assassinio, in Francia, dei fratelli Rosselli e lo spegnimento, intellettuale e fisico, in carcere di Antonio Gramsci, il fondatore del Partito comunista italiano. Mussolini poi, a differenza di Francisco Franco, ebbe la gravissima responsabilità di entrare in guerra con un alleato con cui non ci saremmo dovuti alleare e di perderla con tutte le conseguenze che ciò ha comportato. Altrimenti sarebbe morto tranquillamente nel suo letto, come Franco, invece di essere giustamente fucilato e poi appeso per i piedi a Piazzale Loreto, insieme a Claretta Petacci, ai gerarchi, quelli responsabili, quelli meno responsabili e altri di nulla responsabili, in una delle pagine più vergognose della nostra Storia che fece orrore agli stessi vincitori americani che allora erano parecchio diversi da quello che sono oggi. Ma la potenza retorica dei discorsi di Mussolini, che affascinò decine di milioni di nostri progenitori, può apparire ridicola oggi che sono passati tre quarti di secolo dal suo apogeo, allora non lo era affatto (per vedere il ridicolo nella retorica di Michele Serra non dovremo aspettar tanto, ci basta leggerlo oggi). Né si può ridurre il Fascismo al ‘Male Assoluto’, come fa Michele Serra peraltro in degnissima compagnia.
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