Mamma la destra!

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani
“Chi cerca il terremoto prossimo venturo deve andare in fondo, a destra. È l’area politica più attraversata dallo spirito dei tempi, uno spirito ribelle che soffia nelle sue vele spingendola quasi ovunque verso il successo elettorale, dopo la conquista dell’egemonia culturale, con i pensieri concorrenti in ritirata”. Mamma mia, chi è questo prosatore di destra in preda all’entusiasmo e al delirio di onnipotenza? È Ezio Mauro, già direttore de la Repubblica in un editoriale dell’altro giorno sul medesimo quotidiano. Abbiamo omesso solo una parola di quel brano – “feroce” – che dà una connotazione negativa al testo, ma per il resto sembra scritto da un euforico annunciatore della destra dilagante. Invece, per dirla con Ungaretti, è solo allegria di naufragi. Ma ha ragione il sismografo Mauro, c’è davvero nell’aria questo terremoto, questo vento possente e globale, questa egemonia culturale destrorsa?

Che ci sia un’inversione di tendenza nel mondo, di segno populista, identitario, a volte conservatore e sovranista, per usare il gergo corrente, lo scriviamo da tempo. E che in questo alveo si spiega il successo della Lega di Salvini è altrettanto evidente. Ma ha senso parlare ancora di destra se le forze che rappresentano quest’ondata quasi mai si definiscono tali e se il vecchio linguaggio novecentesco riesce a malapena a sopravvivere in modo residuale? Continua a leggere

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Disponibile il numero 155 di Sursum Corda

Sul sito è disponibile il numero 155 (del giorno 7 aprile 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

– Comunicato numero 155. Gesù va a pranzo da un Fariseo;
– Orazione a San Vincenzo Ferreri, Confessore;
– Vita e detti dei Padri del deserto: Giovanni il Persiano (parte 1);
– Papa Pio XII: Roma centro e madre della civiltà cristiana;
– Papa Pio XII: Non moechaberis! – Il «matrimonio in film»;
– Papa Pio XII: Alcuni insegnamenti sul settimo dei Comandamenti.
FONTE – https://www.sursumcorda.cloud/settimanale/indici-sursum-corda/2132-indice-del-numero-155-di-sursum-corda-7-aprile-2019.html
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Prevenire l'aborto: in Kentucky i medici mostrano l'ecografia prima di eseguirlo

Per mostrare l’orrore dell’aborto e consapevolizzare le donne in Kentucky si mostra l’ecografia fetale prima di procedere.

La Corte D’Appello Federale del Kentucky ha approvato ufficialmente la legge che impone ai medici di mostrare e descrivere un’ecografia fetale ai pazienti prima di eseguire un aborto.
Un tribunale di grado inferiore aveva emesso un’ingiunzione che bloccava la legge, sostenendo che mostrare l’ecografia avrebbe potuto causare danni alle pazienti. Di tutta risposta, è stato detto di pensare a chi subirebbe il torto più grande: il bambino.
La Corte d’appello ha così stabilito che la legge non viola i diritti del Primo Emendamento dei Medici e che è fondamentale per prevenire l’incremento di aborti legalizzati, veri e propri omicidi sempre più diffusi.
L’ecografia fornisce alla paziente informazioni veritiere, non fuorvianti e pertinenti, volte a informare la paziente sulla sua decisione di mettere fine a una vita non ancora nata con l’aborto.
La legge per altro non interferisce con la relazione medico-paziente e nulla impedisce al medico di informare il paziente che le rivelazioni sono imposte dallo Stato del Kentucky e non da una scelta personale.
Secondo la Kaiser Family Foundation, è stato dimostrato che davanti all’ecografia fetale molte donne arrestano il processo. Una possibilità in extremis, che rende il Kentucky un baluardo per la salvaguardia della vita.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/prevenire-laborto-in-kentucky-i-medici-mostrano-lecografia-prima-di-eseguirlo/

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Christophe Castaner (ministro francese): "Alcune ONG complici di scafisti"

Alla conferenza finale dei ministri degli interni del G7 di Parigi a parlare è Christophe Castaner del governo francese. Argomento immigrazione clandestina e, nello specifico, ONG. Organizzazioni che per Castaner hanno avuto in certi casi “una vera e propria complicità” con gli scafisti.
Certamente non sono mancate dichiarazioni “di cartello”. Il ministro ha infatti anche affermato che “le ONG svolgono un ruolo chiave nel fornire assistenza ai migranti”, ma le affermazioni proferite durante il discorso in certi punti sono dirette e senza troppi giri di parole: “alcune erano in contatto telefonico con i contrabbandieri“.
Insomma, anni dopo i primi “salvataggi”, dopo aver tracciato le posizioni delle navi delle organizzazioni, dopo che i politici hanno sostenuto per anni l’involontario aiuto ai trafficanti di esseri umani, i toni sembrano molto cambiati. Noi di Oltre la Linea, comunque, avevamo una posizione simile già diverso tempo fa.
L’involontarietà – quanto meno per alcune ONG – viene però oggi messa fortemente in discussione anche in sedi politiche, mostrando un’immagine quanto meno in evoluzione. E chissà che il futuro non possa certificare alcune organizzazioni come apertamente criminali, superando un muro ideologico oggi ancora piuttosto fitto e pieno di contraddizioni.
(la Redazione)

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/04/05/christophe-castaner-ministro-francese-alcune-ong-complici-di-scafisti/

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Dem inesauribili: dopo il RussiaFake, ecco il LegaFake

Non è bastata la sonora sberla del cosiddetto RussiaGate (da qualche tempo RussiaFake), gigantesco scandalo inventato sia dal Deep State americano che dai suoi innumerevoli riverberi Dem statunitensi e italiani. Ovviamente Repubblica è la regina delle banane, e Open la sua figlioccia venuta male. Secondo il giornale fondato da Enrico Mentana, il terribile “documento segreto” scovato dagli 007 nostrani citerebbe in uno dei cinque punti fondamentali: “In Italia puntare su Lega e 5 Stelle. Vanno screditati eventi e persone che si oppongono alla Federazione Russa”.
E nell’anteprima si legge: “Il documento include una lista di partiti europei con i quali costruire una “rete informale”. Per la Francia c’è quello di Marine Le Pen. Continua a leggere

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I popoli europei sono sterminati dalla denatalità

Quando a scuola si studiavano le epoche antiche, si restava stupiti nel constatare quanti popoli furono spazzati via dalla storia: assimilazioni forzate, guerre, invasioni, stermini di massa, tracolli demografici, fini clamorose di civiltà antiche e un tempo potenti.

Nell’Europa contemporanea nessuno oserebbe immaginare che un destino simile possa toccare a nessun popolo, ma la realtà tristemente fa rivivere gli orrori del passato sotto nuovi vessilli: con la denatalità, ad esempio.

Come oggi la Bulgaria sta morendo e svuotandosi

La Bulgaria, Paese membro dell’Unione Europea dal 1 gennaio 2007, se le cose procederanno così è destinata a morire.La sua popolazione raggiunse nel 1989, alla vigila della fine del socialismo reale, l’imponente cifra per la sua storia di oltre 9 milioni di cittadini; nel 2015 era già crollata a 7millioni e 168.000 ma fra 30 anni, secondo le previsioni delle Nazioni Unite riportate anche da The Economist, ci saranno solo 5 milioni di bulgari, portando la nazione indietro demograficamente a più di 90 anni fa, catapultandola ai dati censiti poco dopo la Prima Guerra Mondiale. Continua a leggere

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Se alla sinistra rimangono solo i bambini da sfruttare

Lo abbiamo imparato con la siriana Bana al-Abed, poi con Greta Thunberg e, infine, con l’impareggiabile quindicenne Simone. Alla sinistra cosmopolita e politicamente corretta, completamente rintanata nella Torre d’Avorio delle élite, sopraffatta elettoralmente dai «sovranisti» di varia natura e oramai incapace di leggere una realtà che non sa più decifrare, rimangono soltanto i bimbi.
Uno strumento di propaganda eccezionale per quanto cinico e disonesto, potenzialmente inattaccabile, i bimbi vengono mandati al macello dei media mondiali da una «sinistra» liberal senza idee: dopo il crollo dell’Unione Sovietica, come ha spiegato Francis Fukuyama in un articolo pubblicato su Foreign Affairs,«la sinistra si concentra meno sulla creazione di un’ampia uguaglianza economica e più sulla promozione degli interessi di un’ampia varietà di gruppi emarginati, come le minoranze etniche, gli immigrati e i rifugiati, le donne e le persone LGBT […] Durante l’era della globalizzazione, osserva il politologo, «la maggior parte dei partiti di sinistra ha cambiato la propria strategia. Piuttosto che costruire solidarietà attorno a grandi collettività come la classe lavoratrice o gli sfruttati, ha iniziato a concentrarsi su gruppi sempre più piccoli […] Le diminuite ambizioni della sinistra per una riforma socioeconomica su vasta scala convergono con il suo spostamento verso una politica dell’identità multiculturale negli ultimi decenni del XX secolo. La sinistra continua a essere definita dalla sua passione per l’uguaglianza, ma il suo programma si è spostato dalla precedente enfasi per la classe lavoratrice alle richieste di un circolo sempre più ampio di minoranze emarginate».
E così su clima, guerre imperialiste e immigrazione, la sinistra liberale ricorre ai bimbi per cercare di ottenere ciò che oramai non ha più: un consenso oramai decimato in quasi tutte le grandi democrazie europee, sfruttando l’immagine di bimbi lanciati nel tritacarne dei media da spin doctor senza scrupoli. Se questa è la vostra superiorità morale e antropologica, cari sinistrati, tenetevela.
(di Roberto Vivaldelli)

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/04/05/se-alla-sinistra-rimangono-solo-i-bambini-da-sfruttare/

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Le 4 balle che ci raccontano sulla crisi dell’economia italiana

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi su Libero, 03/04/2019


Ci sono una serie di balle che continuano a circolare su un giornalone di cui non vogliamo fare il nome, perché non è certo nostra intenzione fargli pubblicità. Con tanto di grafici vorremmo smontare tutte queste balle una vota per tutte.
1 balla. Il primo, e forse il più micidiale di questi luoghi comuni riguarda la nostra moneta unica. Il M5Stelle e la Lega hanno vinto le elezioni con una piattaforma “no euro”. La realtà delle cose e il buon senso degli italiani, primo fra tutti il presidente della Repubblica, si sono poi fatti carico di smorzare i loro entusiasmi isolazionisti. Ma questo governo continua a comportarsi come se l’euro fosse una gabbia dalla quale non si può liberare.
Trascuriamo le cosiderazioni politiche. Sono irrilevanti. Ognuno è libero di scrivere le cazzate che vuole. Passiamo però ai fatti. Continua a leggere

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Aborto, unioni civili e divorzio: quel che resta del Congresso di Verona

Riflessioni e commenti su quanto emerso dalla tre giorni dedicata alla famiglia naturale. Dove è arrivato a spingersi lo stato italiano fino ad oggi.
Ho letto con attenzione le considerazioni del mio amico Massimo Viglione sul Congresso Mondiale delle Famiglie che si è svolto a Verona. Si tratta di una seria riflessione che non può essere archiviata con sufficienza e che, anzi, merita una giusta attenzione.
I rilievi che pone in un’ottica costruttiva sono, infatti, tutt’altro che infondati.
Al netto dell’importanza del Congresso, dell’ottimo lavoro scientifico svolto nei workshop, e soprattutto della mobilitazione di piazza del popolo delle famiglie – anche in reazione ai beceri e scomposti attacchi –, due parole vanno dette in merito a quanto osservato da Viglione.
1) La legge 194/78 resta una legge assolutamente ingiusta in quanto legittima un «crimen nefandum», un delitto abominevole, giusto per citare un documento conciliare come la Gaudium et Spes (n.51). Anche da un punto di vista razionale, la soppressione di un essere umano indifeso e innocente non può mai trovare giustificazione normativa in una società degna di questo nome. Né si può invocare l’asserito diritto della donna a disporre del proprio corpo, giacché attraverso l’aborto la madre dispone del corpo di un altro essere umano, suo figlio.
Alla luce di quanto detto, è chiaro che se dipendesse da Viglione e da me una simile legge sarebbe abrogata domani mattina.
Il punto è che in Italia non vige (qualcuno potrebbe dire ahimè) un duumvirato con poteri assoluti, per cui l’immediata abrogazione tout court della legge non appare oggettivamente realizzabile.
Oggi, purtroppo, non esistono le condizioni culturali e politiche (in termini di voti parlamentari) per una simile auspicabile ipotesi. Occorre sempre essere realisti per evitare la trappola dell’utopia. Continua a leggere

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LA7, 4/4/19 Verona: Dio, patria e famiglia

Da Piazza Pulita un lungo servizio di Alessio Lasta su Verona. Inizia con uno stralcio di intervista effettuata a casa del nostro Matteo Castagna (chiaro, preciso e conciso come sempre) e poi prosegue col Congresso Mondiale delle Famiglie e con gli amici del Black Brain (nostro sponsor) e del The Firm, entrambi negozi di abbigliamento. Grande spazio a Fortezza Europa, gruppo più numeroso della destra scaligera e definito “astro nascente”. Alcuni di noi ne fanno parte come simpatizzanti o militanti. Nel complesso il servizio è fazioso, ma non dovrebbe stupire più di tanto…

Verona: Dio, patria e famiglia

fonte – http://www.la7.it/piazzapulita/video/verona-dio-patria-e-famiglia-04-04-2019-268034
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Teologia morale sull’aborto e risposte alle principali obiezioni

L’aborto è diretto, quando l’espulsione del feto è voluta come mezzo per qualsiasi scopo (come, ad es., per salvare la vita della madre che sta in pericolo a causa della gravidanza) o quando è inteso come fine. Perciò c’è sempre aborto diretto, quando si espelle il feto o si interrompe la gravidanza. (…) L’aborto diretto è un peccato grave e un atto intrinsecamente cattivo. Prove: a) È un caso speciale di omicidio: dunque proibito dal quinto precetto; b) La tradizione e la dottrina della Chiesa lo condannano; c) Il feto è un uomo, creatura intellettuale, distinto dalla madre. È dunque soggetto di diritti naturali e perciò ha il diritto alla vita. Chi espelle il feto dall’utero, lo priva della condizione necessaria per la vita, come chi chiude la gola a un uomo, mettendolo in condizione di non poter respirare. È una violazione del diritto alla vita. Ne segue quindi che ogni aborto diretto non può mai essere giustificato.
Si obietta: a) L’estrema necessità rende lecite molte cose. Rispondiamo:  Molte, ma non tutte. Se, ad es., una cosa è proibita da una legge, circostanze straordinarie possono far cessare il diritto come l’estrema necessità fa cessare il diritto di proprietà privata, in quanto esso impedisce a un altro di salvarsi dalla necessità. Ma ci sono dei diritti inalienabili. Tale è il diritto alla vita (dell’innocente) che non può mai perdersi. Le vite umane non sono cose utili a tutti, come i beni materiali, ma ognuna ha la vita come parte costituente della propria persona;
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Fonte: https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti/2131-teologia-morale-sull-aborto-e-risposte-alle-principali-obiezioni.html

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Salvini smentisce la Chiesa conciliare: "Meno sbarchi, meno morti"

Lo scontro fra il presidente della Cei, monsignor Bassetti e il vicepremier

Salvini smentisce pure la Chiesa: "Meno sbarchi meno morti"

“I migranti vanno soccorsi e salvati, non rimandati o bloccati in Paesi terzi non sicuri”. Le parole di monsignor Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, sono decise e affilate: una critica, per nulla velata, alle politiche migratorie del Governo. Bassetti si domanda chi, alla fine, si assumerà la responsabilità di chi perde la vita nel Mediterraneo e della mancata integrazione. Certo, sono diminuiti gli sbarchi, ma aumentano i morti in mare, “in modo esponenziale

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Fonte: https://www.iltempo.it/politica/2019/04/04/news/salvini-migranti-oggi-chiesa-cei-monsignore-bassetti-sbarchi-morti-italia-governo-1129678/

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Maria Montessori, una vita fra massoni, modernisti e femministe

Maria Montessori, fra le prime donne a laurearsi in Medicina in Italia e da annoverarsi fra le pioniere del femminismo, è stata un’antesignana dell’ideologia gender. Interessante leggere ciò che pensava di lei la cattolica e attiva Principessa Maria Cristina Giustiniani Bandini (1866-1959), la quale, proprio perché cattolica, è stata messa sotto chiave dall’intellighenzia laica:
«Le vestali del femminismo frequentano gli ambienti modernisti, a cominciare dalla presidente del Consiglio Nazionale delle Donne, la contessa Gabriella Spalletti e dalla vice presidente, Dora Melegari […] Ma tra tutte queste signore, la più pericolosa è Maria Montessori […] La trovo una donna presuntuosa ed esibizionista, dalle idee assolutamente eversive. […] ha sostenuto che il miglior modo per aiutare la famiglia in Italia è l’educazione sessuale dell’infanzia, e per spiegarlo ha usato un linguaggio crudo e inaccettabile»[1].
La Montessori voleva rivoluzionare l’umanità:
«Ognuno, nella vita, ha una funzione che non sa d’avere e che è in rapporto col bene degli altri. Lo scopo dell’individuo non è di vivere meglio, ma di sviluppare certe circostanze che sono utili per altri. La grande legge che regola la vita nel cosmo è quella della collaborazione tra tutti gli esseri. Approfondire lo studio di questa legge significa lavorare per il trionfo della unione fra i vari popoli, e quindi, per il trionfo della civiltà umana»[2].
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Razzismo: insisteranno. Per criminalizzare gli italiani. E sarà durissima

Razzismo: insisteranno. Per criminalizzare gli italiani. E sarà durissima

Lo hanno fatto con le ridicole statistiche sull’ “emergenza razzismo” in Italia, basate su episodi che spesso non hanno neanche nulla a che fare con lo scontro etnico e la cui stessa quantità rimane incerta da fonti diverse. Lo hanno fatto con gli altrettanto ridicoli episodi deliberatamente inventati, come quello di Daisy Osakue, il cui uovo ricevuto sull’occhio non aveva nulla a che fare con la sua origine.
Adesso i media di massa si concentrano ancora di più, cercando il pelo nell’uovo, atti che possono essere divisi tra naturali esasperazioni contro gli effetti patologici dell’immigrazione clandestina e spesso criminale, altre azioni che col razzimo continuano a non avere nulla a che fare e, ovviamente, e certamente anche atti di odio razziale che sono imprescindibili in qualsiasi società al mondo (e non sono certamente monopolio dei bianchi autoctoni, come il caso di Ousseynou Sy dimostra pienamente), specialmente se multietnica.
Per farla molto breve e semplice: se un sistema d’informazione si mette in testa di dimostrare il razzismo degli italiani, non c’è niente che possa fermarlo. Nemmeno la palese inconsistenza delle accuse, perché è sufficiente concentrarsi sugli episodi che si verificano, farne una regola generale diffondendo la singola notizia ovunque. Con lo stesso metodo si potrebbe “dimostrare” agilmente anche che una Nazione sia votata genericamente al furto o all’omicidio. Qualsiasi Nazione, pure quella dove le “statistiche” dicono il contrario. Continua a leggere
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Il mandato di arresto europeo: prospettiva gulag

Momento topico dell’evoluzione del diritto penale europeo, era stato il Consiglio europeo di Tampere del 1999.
Nella proposta di decisione quadro che ne era nata e nei suoi sviluppi (DQ 2002/584/GAI), paludati dai consueti proclami eurocratici di libertà e di magnifiche sorti e progressive, avevano preso corpo principi che devastavano l’ordinamento costituzionale e penale italiano.
Per veicolare il tossico senza seri sussulti di coscienza, nel Belpaese si contava forse sulla tradizionale superficialità ideologica con cui i nostri governanti sono soliti accogliere le proposte europeiste. E probabilmente anche su un radicato, secolare spirito di sudditanza di larghi strati della società italiana nei riguardi degli altri europei.
Invece – fatto memorabile – si era sviluppato un confronto serrato sul tema, con cui si era segnalata  all’attenzione del pubblico e degli specialisti meno attenti l’esistenza di una proposta europeista che prevedeva l’inimmaginabile.
Inimmaginabile come dovrebbe esserlo, ad es., la possibilità di essere puniti chissà dove – l’Europa è grande – per un fatto commesso in Italia, in spregio al principio costituzionale e di diritto naturale del giudice – la ripetizione è d’obbligo – naturale.
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fonte – https://www.maurizioblondet.it/il-mandato-di-arresto-europeo-prospettiva-gulag/

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Verona secondo Santoro…

Fontana, il ministro venuto dal niente nella Verona della politica ultras
«Sono un suo amico da 23 anni. Se non fosse che lui riconosce papa Francesco e io no, potremmo dire che condividiamo tutto. Fontana è un amico che si sta sforzando di fare al meglio il ministro della famiglia. Se dovesse aver bisogno di una man sa di poter contare su di me e sulla mia associazione».
Non c’è da meravigliarsi per le affermazioni di Matteo Castagna, cattolico tradizionalista militante – per la serie dio, patria e famiglia – animatore del circolo “Christus Rex Traditio”, che sembra arrivato dal Medio Evo. Altre, che vengono pronunciate da un dirigente di Forza Nuova, Luca Castellini, ultrà della curva Hellas Verona, sono ancora più sconvolgenti: «Anche lui difende la famiglia naturale. È molto in sintonia con il pensiero forzanovista».
Verona la scandalosa, che si riposa dai fasti della tre giorni del Congresso mondiale della famiglia. Involontariamente, Castagna e Castellini ci propongono un inedito ritratto del ministro della famiglia e delle disabilità, Lorenzo Fontana.
Senza Verona, Fontana sarebbe un extraterrestre. Colpisce l’analisi politica di Castellini: «Verona è sempre stata una città di destra, anticomunista, identitaria, conservatrice, cattolica, borghese. Fino ad ora è stata una avanguardia scandalosa ora è in sintonia con il Paese, che ha sdoganato le nostre storiche battaglie per la tutela della identità nazionale, per la famiglia tradizionale, la cultura cattolica». Continua a leggere

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