Salvini: flat tax, importante fare, e sarà il 15 %

Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei  alcuni giornalisti,  incluso a quelle di Sputnik Italia, che gli hanno chiesto, a margine della visita al Salone Internazionale del Mobile a Milano,  se la soglia massima per la flat tax sarà di 50 mila euro. “L’importante è fare, è giusto parlare, poi bisogna fare.
Parliamo di flat tax, è una maniera più semplice per pagare le tasse, semplificando la dichiarazione dei redditi, tagliando la burocrazia. E di pagarle di meno. Non siamo in grado di fare miracoli, già quest’anno pagheranno meno tasse, Partite IVA, artigiani, piccoli imprenditori, commercianti, liberi professionisti, l’obiettivo è di coinvolgere in questo percorso di vantaggio anche famiglie e lavoratori dipendenti.
— Come finirà la partita sulla Flat Tax, non ci sono altri che remano contro?
— L’importante è che vincano gli italiani, non c’è una partita tra Salvini e qualcun altro. L’importante è ridurre le tasse come si aspetta l’Italia.

— Il principio nostro è del 15%. Non subito per tutti, ma già da quest’anno Partite IVA, artigiani, piccoli imprenditori, commercianti, liberi professionisti, pagheranno il 15% e soprattutto avranno una vita più semplice a fare la dichiarazione dei redditi. Non è un obiettivo della Lega fare pagare meno tasse e semplificare la vita agli italiani: è un dovere ed un diritto per chi paga, e l’evasione si sconfigge se chiedi meno tasse, più tasse chiedi più hai l’incentivo ad evadere, meno tasse chiedi più è facile che la gente paghi. Noi puntiamo sulla crescita, in un momento in cui la crescita è ferma ovunque, noi scommettiamo sulla crescita.
 
— Qual è l’obiettivo della Lega per gli europei?
— Cambiare l’Europa. Non le do l’obiettivo di qualche numero. Vogliamo cambiare le regole dell’Europa mettendo al centro il lavoro,  la famiglia, la tutela dell’ambiente, la difesa dei confini, quindi l’uomo e la donna, non il consumatore, le banche, i burocrati, i barconi o la finanza come è stato in questi anni.

fonte – https://it.sputniknews.com/italia/201904107502744-salvini-flat-tax-importante-fare-e-sara-il-15-per-cento/

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Un ponte tra vecchi e giovani

QUINTA COLONNA
di Marcello Veneziani

Ma non si può correggere strada facendo il reddito di cittadinanza, renderlo socialmente più utile, eticamente più degno, economicamente più sostenibile, collegato a un’attività anziché a una passività? Non dico abolirlo, a questo punto, dico almeno correggerlo, riportandolo alla realtà. Cerco di spiegarmi.
Innanzitutto, cosa non va del reddito di cittadinanza? Che viene assegnato lasciando praticamente a casa il beneficiato o lasciando che questi possa lavorare in nero. Un reddito assegnato a prescindere dall’impegno, dai meriti e dalle capacità. Le prime avvisaglie del suo perverso funzionamento non mancano e restano avvolti nella mitologia parastatale i cosiddetti navigator o coach che dovrebbero vagliare le richieste e gli accessi al reddito di cittadinanze.
Non va che sia un reddito improduttivo, un gravoso onere a carico della collettività, e che sia affidato a un vago percorso di inserimento nel lavoro, in base al quale saranno via via presentate al beneficiario offerte di lavoro (scaturite da dove, generate da chi?). Tutto molto fumoso, anche se lastricato di buone intenzioni. Invece proviamo a fare un altro discorso, partendo dalla società in cui viviamo.
Dunque, viviamo in una società di vecchi, sempre più vecchi e soli, abbandonati al loro destino e alla tv. I giovani a loro volta abbandonano le città, soprattutto i paesi del sud, vanno via in cerca di fortuna. Si crea nelle nostre società un terribile razzismo anagrafico per cui i vecchi possono stare solo coi vecchi e i giovani stanno solo coi giovani, non c’è più comunicazione attiva tra le generazioni, si è aperto un baratro tra le età. Le famiglie si sfasciano tra i vecchi da assistere e i figli che “divorziano” dai loro genitori perché devono andare a cercarsi un lavoro lontano. Che ne sarà di tanti centri in cui i ragazzi vanno via, ridotti a cronicari o a luoghi di ricovero per migranti senza lavoro? È una grave emergenza ma non c’è nessun discorso politico e sociale che provi ad affrontare la questione. Continua a leggere

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L'ultima terrorista in cattedra Balzerani in tour da scrittrice

L’ex Br presenta il libro in una sala comunale a Milano I precedenti: pergamena a Curcio, il corso con Faranda.
C’è aria pesante. E i cattivi maestri tornano in cattedra o si prendono pulpiti immeritati. Così a Milano, in una sala pubblica di un quartiere difficile come Bruzzano, nell’ambito di un ciclo di incontri letterari viene chiamata a presentare il suo libro la ex brigatista Barbara Balzerani, che ha saldato – è vero – il suo debito con la giustizia, ma continua a pontificare in modo insopportabile, e doloroso per le vittime del terrorismo.
E a qualcuno non sta bene. «Un’ex brigatista rossa membro del commando che ha rapito Moro che presenta il suo libro in uno spazio comunale, senza contraddittorio – dice Deborah Giovanati, assessore alla Scuola del Municipio 9 – Questo è un ulteriore schiaffo nei confronti delle vittime dei terroristi rossi. Che cosa dirà ancora? Recentemente ha affermato che fare la vittima è un mestiere. Sono veramente indignata. Il sindaco deve rispondere del grave fatto accaduto nel mio territorio». Fra gli ultimi militanti br a essere arrestati, la «primula rossa» fu condannata a diversi ergastoli, anche per aver fatto parte del commando che prese in ostaggio Aldo Moro in via Fani, dove fu massacrata la scorta del leader dc. Ottenuta la libertà condizionata, non ha mai compiuto un percorso di dissociazione o «pentimento», anche se non rientra nel novero degli irriducibili. Nel 2018, quando ricorrevano i 40 anni dalla strage di via Fani, prima ha ironizzato cinicamente («Chi mi ospita oltre confine per i fasti del quarantennale?») poi con autentico disprezzo ha parlato delle «vittime», lamentando il loro «monopolio». «C’è una figura, la vittima – ha detto – che è diventata un mestiere». «Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci. Ma non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te».
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POLEMICA SUL CONVEGNO SULLA MASSONERIA ALL'UNITE, C'E' CHI INVOCA UN'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE E CHI NE CRITICA LOCATION E COSTI…

Segnalazione di Pietro Ferrari
POLEMICA SUL CONVEGNO SULLA MASSONERIA ALL’UNITE, C’E’ CHI INVOCA UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE E CHI NE CRITICA LOCATION E COSTI…
“Per la prima volta in assoluto un gran maestro viene chiamato a tenere una lectio sulla massoneria nell’università pubblica italiana. Un convegno che è celebrativo e non scientifico“. E’ rimbalzata sulle pagine del fattoquotidiano.it la presa di posizione di alcuni docenti dell’Università di Teramo che hanno poco gradito la decisione di organizzare un convegno sui “Trecento anni di storia della massoneria”- In un articolo di Eleonora Bianchini, infatti, riporta la polemica e la presa di posizione di una fonte interna che critica anche i costi “Costerà 2000 euro, sono tantissimi, sono soldi dell’università, in questo caso del dipartimento di scienze politiche – spiega appunto la fonte dell’Università di Teramo a ilfattoquotidiano.it -. E pensare che noi per fare convegni di spessore non abbiamo a disposizione più di 500 euro”. Secondo i cronisti del Fatto, “alcuni professori, che si dicono sconcertati dall’irritualità dell’evento, pensano in queste ore anche a sollecitare un’interrogazione parlamentare”. Il motivo? La presenza tra i relatori dei vertici della Gran Loggia d’Italia, il secondo ordine italiano per iscritti (circa 8 mila), dopo il Grande Oriente (Goi): Antonio Binni, avvocato civilista classe 1937 e Gran maestro, e Luciano Romoli, Gran maestro vicario della stessa loggia. A difesa dell’iniziativa, il Fatto ha sentito l’ex rettore Luciano D’Amico «Sinceramente non capisco tutto questo interesse intorno al convegno. Penso che la massoneria, e lo dico da non massone, faccia parte della storia. Anzi, penso sia un atto di maturità che se ne parli in università, che è un luogo di discussione e dibattito, senza censure. Come si parla di Olocausto o dei grandi temi della storia, si può parlare anche di questo»
fonte – https://certastampa.it/cronaca/31644-polemica-sul-convegno-sulla-massoneria-all-unite-c-e-chi-invoca-un-interrogazione-parlamentare-e-chi-ne-critica-location-e-costi.html?fbclid=IwAR3pM9B45FNkpYkmJswNTLm2a5SzM6EHdu5gtDeGQbqGTnU8-HgqmH4fKs0

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La fine dell'Occidente: come l'immigrazione di massa uccide culture e identità

È stata dura, per me, lasciare il Partito Repubblicano, ma volevo tentare di costruire un partito che rappresentasse le mie vedute e i miei valori, perché sentivo che il Partito Repubblicano li rappresentava sempre meno. Tuttavia, alla fine della campagna elettorale del 2000, capii che il mio progetto non avrebbe avuto successo. Mentre la campagna elettorale andava avanti pensavo “non andrò granché, ma almeno raccoglierò qualche voto”. Temevo che sulla mia tomba avrebbero scritto: “Qui giace Pat Buchanan. Ha fatto eleggere Al Gore”.
Così ho iniziato a pregare: “Signore, non lasciare che scrivano questa cosa sulla mia tomba”. E sapete cosa accadde? Una voce uscì dalle nuvole e mi disse: “Patrick, dal momento che hai condotto una vita relativamente buona, ti farò un favore, solo per questa volta. Ti aiuterò a sconfiggere Al Gore e ad eleggere George W. Bush… sai quegli ebrei di Palm Beach County che ami così tanto? Tutti i sondaggi dicono che voteranno per Al Gore, ma in realtà voteranno te, e di conseguenza George Bush verrà eletto presidente”. Poi aggiunse: “Ma Patrick, se provi ancora a fare una cosa del genere, non ti aiuterò più”. E così, nel 2000, la mia avventura politica si è conclusa.
A quel punto, ho deciso che era giunto il tempo di dire tutta la verità sulla condizione del nostro paese e della civiltà occidentale. La tesi di “La morte dell’occidente” è semplicemente questa: l’occidente sta morendo. Non c’è un solo paese occidentale, un solo paese europeo, eccetto l’Albania musulmana, dove il tasso di nascite sia sufficiente per tenere il paese in vita. Entro la metà di questo secolo, la popolazione europea declinerà al punto che sarà come se tutti gli abitanti di Belgio, Olanda, Svezia, Danimarca, Norvegia e Germania messi insieme sparissero completamente. La popolazione europea crollerà di 128 milioni di abitanti. Continua a leggere

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Salvini: l'Italia deve tornare a stampare moneta

Salvini: l’Italia deve tornare a stampare moneta

Secondo Matteo Salvini l’Italia deve tornare a fare l’Italia e iniziare a stampare moneta. Un Paese che non ha una sua Banca, non ha una sua moneta non è un Paese libero

PIAZZAPULITA 16/02/2017
VIDEO
fonte – http://www.la7.it/piazzapulita/video/salvini-litalia-deve-tornare-a-stampare-moneta-17-02-2017-204748

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Governo Draghi, via all'ultimo saccheggio

GOVERNO DRAGHI, VIA ALL'ULTIMO SACCHEGGIO

I lettori avranno almeno apprezzato la perfetta coordinazione e simultaneità: A) “Mattarella pensa di nominare Draghi senatore a vita” b)  Di Maio abbraccia l’europeismo, vuol far entrare il Grillismo nEl partito popolare europeo, sceglie di andare da Fazio per attaccare “i sovranisti” – La crescita delle forse sovraniste in Europa danneggerà l’Italia” – dopo averle bollate di negazioniste dell’Oloché (il …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2723&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L2dvdmVybm8tZHJhZ2hpLXZpYS1hbGx1bHRpbW8tc2FjY2hlZ2dpby8&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

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IL MOSTRUOSO SENZA LIMITI della sodomia

Nebraska, a 61 anni partorisce per il figlio gay. "Un dono di una madre"

Nebraska, a 61 anni partorisce per il figlio gay. “Un dono di una madre” Elliott Dougherty, Matthew Eledge sua madre Cecile, e la piccola Uma (reuters) Nello stato del Midwest, di cultura conservatrice, l’uomo e il coniuge avrebbero avuto problemi nell’adozione. Aveva anche perso il lavoro dopo il matrimonio

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/il-mostruoso-senza-limiti-della-sodomia/

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Curano per cambio di sesso bambini di tre anni

Scandalo a Londra. Dal Daily Mail:
Fine dell’esperimento  transgender sui bambini  “dicono i lavoratori  che  hanno dato l’allarme  dopo essersi licenziati dalla clinica, che trattano pazienti di appena tre anni

  • Cinque dipendenti i della clinica GID (Gender Identity Development Service) si sono dimessi
  • I medici hanno riferito che i bambini stanno ricevendo una  terapia per il cambio di genere  inutile
  • Un informatore rimase in servizio solo per impedire a più bambini di farsi curare
  • Il numero di giovani indirizzati al servizio è passato da 94 nel 2010 a 2.519 l’anno scorso
  • Cinque lavoratori denunciano  irregolarità presso l’unica  clinica transgender del Servizio Sanitario Nazionale in Gran Bretagna si sono dimessi perché impauriti dal fattto che  bambini di tre anni stanno subendo senza necessità  il trattamento di cambiamento di sesso.

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/curano-per-cambio-di-sesso-bambini-di-tre-anni/

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Teologia Politica n° 83. La tassazione non può compensare il deficit causato da un’amministrazione improvvisata

Studiando i principali punti programmatici dell’estinto Centro Politico Italiano, abbiamo notato che al § 11, citato la scorsa settimana, si legge: «L’imposizione da parte dell’Autorità statale di tributi fiscali è giustificata dalla rispondenza dei suoi servizi alle esigenze del bene comune e deve incidere in misura equamente progressiva sui redditi di capitale nei confronti di quelli di lavoro. Realizzate queste premesse deve ripristinarsi nella coscienza pubblica, anche nei confronti delle leggi fiscali, il concetto che queste, quando sono giuste e giustamente applicate, obbligano in coscienza». (cf. Nuova All., Quad. VIII, p. 29).
Proviamo ad approfondire, sebbene con sintesi. L’imposta è quel tributo (o quella tassa) che lo Stato preleva dalla ricchezza privata per coprire le proprie spese e per provvedere ai servizi pubblici (che non necessariamente devono essere tutti immediati). Due sono i soggetti coinvolti: la legittima Autorità ed il suddito, pertanto duplice ne è il suo aspetto morale. È di necessità naturale l’esistenza dello Stato che deve avere come suo fine il bene comune dei cittadini, quindi deve avere i mezzi, anche economici, per poterlo concretamente conseguire. Può accadere che lo Stato non riesca ad ottenere altrimenti (p. es. vendendo energia al confinante) questi mezzi, totalmente od in parte, cosicché capiamo che ha il diritto naturale, entro certi limiti, di esigere i tributi dai propri sudditi

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fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/teologia-politica/1367-teologia-politica-n-83-la-tassazione-non-puo-compensare-il-deficit-causato-da-un-amministrazione-improvvisata.html

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Luigi Bonaventura pentito ‘Ndrangheta: Vi svelo gli affari di mafia coi bitcoin

Luigi Bonaventura, ex boss di Crotone, è sicuramente uno dei pochi pentiti di ‘ndrangheta che ha reso possibile numerosi arresti collaborando con diverse procure (“sicuramente più di 500”, mi dice lui, confessando di non avere mai tenuto il conto totale). Collaboratore di giustizia da anni (“per amore di mia moglie e dei miei figli”, dice) ha deciso di raccontare a TPI come si muove la nuova ‘ndrangheta.
Mi chiamo Luigi Bonaventura. Sono figlio di Mamma ‘Ndrangheta e con questo voglio dire che nasco ‘ndranghetista per diritto di successione. Così come successe a mio padre, mio nonno, e forse anche al mio bisnonno.
Arrivo all’apice della famiglia in giovane età, nel 2001, quando avevo 30 anni, per volontà di mio zio Gianni Bonaventura, che era il reggente dell’epoca. In realtà non dovrei chiamarmi Bonaventura, dovrei chiamarmi Vrenna perché mio nonno era Luigi Vrenna ‘u Ziu: parliamo di uno dei più importanti boss di ‘Ndrangheta che all’epoca esisteva in Calabria, quando i boss più importanti si contavano sulle dita di una mano
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fonte – https://www.tpi.it/2019/04/09/luigi-bonaventura-pentito-ndrangheta/

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Il delitto rituale nella penna di mons. Benigni

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 31/19 del 9 aprile 2019, Santa Cleofa
 
Il delitto rituale nella penna di mons. Benigni
 
Segnaliamo con piacere la pubblicazione da parte di “Sursum Corda” dello studio di mons. Umberto Benigni sull’omicidio rituale giudaico, tratto dalla “Storia Sociale della Chiesa”, Volume IV, Tomo 1, Appendice III, Israele, pagg. 369-387.
Ricordiamo la ristampa dell’opera di mons. Benigni da parte del Centro Librario Sodalitium:
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I cristiani sono i più perseguitati al mondo. Ma non hanno amici (e l’Occidente si bea di umanitarismo)

“Il cristianesimo è la più grande fede in un mondo di religioni fiorenti” scrive John O’Sullivan. “A volte è difficile sentirlo, dal momento che l’immagine mentale che attanaglia la maggior parte degli occidentali, inclusi molti cristiani, è una fede morente in un universo laico disincantato in cui Dio non è tanto morto quanto pensionato. La realtà è molto diversa. Nel 2015 le quattro più grandi religioni (convenzionali) del mondo erano in ordine decrescente il cristianesimo (31,2% della popolazione mondiale), l’Islam (24,1%), l’Induismo (16%) e il Buddismo (7%). Guardando al futuro alle proiezioni della popolazione per il 2060, questa immagine cambia solo leggermente ma in modo significativo. L’Islam sorpassa il cristianesimo come la religione più grande del mondo. Più preoccupante delle cifre complessive è la distribuzione del declino del cristianesimo. Quasi tutta la crescita dei numeri cristiani si verifica nell’Africa sub-sahariana. E il declino si verifica nelle tradizionali zone centrali del cristianesimo, vale a dire l’Europa, il Medio Oriente e il Nord Africa e le Americhe. In Europa il declino è assoluto e relativo. I cristiani europei stanno diminuendo come percentuale di tutti gli europei in parte perché hanno un tasso di natalità inferiore rispetto ad altri, in parte perché molti semplicemente abbandonano la loro religione. Tra il 2015 e il 2020 il numero di cristiani in Europa diminuirà di 8,2 milioni. Oltre alla demografia, i cristiani di tutto il mondo si trovano di fronte a due pericoli aggiuntivi e crescenti: la persecuzione religiosa e la mancanza di potenti amici. Non sono, ovviamente, gli unici credenti che affrontano la persecuzione. L’omicidio di ebrei in Francia; il tentato genocidio degli yazidi in Iraq e in Siria; la repressione degli zoroastriani (tra gli altri) in Iran; il recente omicidio di massa di musulmani in Nuova Zelanda; questi e altri esempi mostrano che la persecuzione religiosa è dilagante, diffusa e in gran parte senza vergogna in tutto il mondo. Tuttavia, i cristiani in particolare vengono attaccati da tre direzioni. Innanzitutto, nei paesi a maggioranza musulmana in Medio Oriente, Nord Africa, Iran, Pakistan e Turchia, i cristiani (insieme agli ebrei) sono vittime di un’ondata crescente di fervore islamista e jihadista. Continua a leggere

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Salvini e i sovranisti in campo: vogliono prendersi l'Ue

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Tre gli esponenti che hanno accompagnato il ministro dell’Interno nella nascita di questo nuovo soggetto politico: il tedesco Jorg Meuthen (Afd), Olli Kotro (Finn Party) e Andres Vistisen (Dansk Folkeparti). Segno che l’Italia ha trovato intanto nell’asse dell’Europa centrale un primo grande alleato dopo aver incassato il sostegno di Rassemblement National e dei sovranisti austriaci. Per Salvini è questa la “nuova Europa” dove non c’è spazio per i “nostalgici” e nemmeno per i “burocrati e i buonisti”, colpevoli di “affossare il sogno europeo”. Perché l’idea è che l’Europa non debba essere distrutta, ma ridefinita.
Secondo Salvini “il pericolo per l’Europa non viene dal passato, ma dal terrorismo islamico”. Un problema già citato dal ministro dell’Interno alla riunione degli omologhi nel G7 di Parigi. Per Salvini è necessario “riscoprire le radici giudaico cristiane” tralasciate in questi anni e lancia un messaggio chiaro: “Con la Lega al governo e con questa famiglia in Europa, la Turchia non entrerà mai nell’Ue”.
Come riporta l’Ansa, il vicepremier ha affermato che “oggi a questo tavolo non ci sono nostalgici estremisti, gli unici nostalgici sono a Bruxelles”. Lo ha detto aprendo la conferenza internazionale ‘Verso l’Europa del Buonsenso!’ con Jörg Meuthen (Alternative für Deutschland – Efdd), Olli Kotro (The Finns Party – Ecr) e Anders Vistisen (Dansk Folkeparti – Ecr).
Il leader della Lega attacca ancora Di Maio. “Sono stanco del dibattito fascisti, comunisti, destra e sinistra, non ci interessa e non interessa a 500 milioni di cittadini europei. Noi guardiamo al futuro, il dibattito sul passato lo lasciamo agli storici” dice Salvini. L’obiettivo è diventare il primo gruppo europeo, il più numeroso. Abbiamo l’obiettivo di vincere e cambiare l’Europa”.
fonte – https://oltrelalinea.news/2019/04/09/salvini-e-i-sovranisti-in-campo-vogliono-prendersi-lue/

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