L'arma della propaganda di guerra

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 30/19 del 4 aprile 2019, Sant’Isidoro di Siviglia
 
L’arma della propaganda di guerra
 
“Il meccanismo fondamentale della propaganda è binario, inalterato da secoli: parlare tanto oppure tacere sempre”.
Riflessioni sulla battaglia di Baghouz
Si combatte aspramente, e senza esclusione di colpi, la battaglia contro l’ultima roccaforte dell’Isis. E pure qui si ripete la maledizione di tutte le ultime guerre: muoiono soprattutto civili. Anche quando “arrivano i nostri”.
Il meccanismo fondamentale della propaganda è binario, inalterato da secoli: parlare tanto oppure tacere sempre. Parlare tanto dei “peccati” altrui e tacere sui propri. Un meccanismo rozzo ma efficace, soprattutto da quando esiste l’informazione di massa di (in ordine di pervasività) giornali, televisione e Rete.
Lo vediamo bene anche ora che si parla di Baghouz, l’oscura città siriana lungo l’Eufrate, a pochi chilometri dalla frontiera con l’Iraq, assurta a improvvisa fama perché trasformata dai jihadisti dello Stato islamico nell’ultimo baluardo della loro resistenza. Contro Baghouz muovono le Forze Democratiche Siriane (Syrian Democratic Forces, Sdf), alleanza di reparti curdi e arabi sostenuti politicamente e militarmente dagli Usa.
Da quando, nel 2014, la milizia jihadista ha fatto la propria comparsa in Siria e in Iraq fondando il Califfato (ma l’Isis operava già da prima), è passato più tempo di quanto ne sia occorso, ai tempi, per annientare Hitler e la formidabile macchina da guerra del nazismo. E Hitler non aveva contro una coalizione di 70 Paesi come invece aveva, almeno in teoria, l’Isis. È quindi più che tempo di farla finita con questi terroristi che hanno deciso di morire piuttosto che arrendersi. Anche perché la fine ormai vicina non li ha resi migliori: man mano che le forze dell’Isis si ritirano, quelli dell’Sdf scoprono fosse comuni piene di cadaveri di civili trucidati. Una, pare, con decine e decine di corpi di donne yazide assassinate dopo essere state usate come schiave.

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Effetto Salvini, tagli all'assistenza dei migranti: a Treviso le coop se ne vanno

Ieri vertice in prefettura in visita del nuovo bando con le regole del decreto Salvini. Decine di migranti a rischio “strada”

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fonte – https://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2019/04/03/news/effetto-salvini-tagli-all-assistenza-dei-migranti-a-treviso-le-coop-se-ne-vanno-1.30158121
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'Bella ciao' cantata ai bambini, bufera in un asilo di Bologna

Le maestre l’hanno inserita in una compilation da fare ascoltare ai piccoli dopo il pranzo. Insorge Forza Italia.
Bella ciao” arriva anche negli asili nido. Succede a Bologna, dove alcune maestre hanno realizzato una compilation ad hoc da fare ascoltare ai bambini dopo la pausa pranzo. Tante le canzoni presenti nella playlist e fra queste anche la storica canzone simbolo della resistenza partigiana. La notizia è iniziata a circolare sui quotidiani nazionali e ha portato all‘insurrezione delle opposizioni di centrodestra in consiglio comunale.
A parlare di “inopportuna iniziativa dai connotati politici” è stato Francesco Sassone, consigliere comunale di Forza Italia. Dichiarazioni che però sono state definite prive di senso e di sostanza dall’amministrazione comunale.
Ma non si tratta di certo di un unicum. Già durante lo scorso Natale, sempre a Bologna, un coro parrocchiale era finito sui giornali per aver intonato “Bella ciao”, come preghiera religiosa, in Chiesa.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/bella-ciao-cantata-ai-bambini-bufera-in-un-asilo-di-bologna/

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D'Urso e Pupo demoliscono la famiglia in prima serata: ecco il 'poliamore'

Il cantante sostiene la necessità di dover vivere con due donne contemporaneamente.
Barbara D’Urso ancora contro la famiglia naturale. Continua la strategia della conduttrice Mediaset, che ormai da un mese dedica la sue prime serate a tematiche “calde”, sempre pronta a creare tensioni e attrarre spettatori. Dopo aver parlato di utero in affitto, maternità surrogata e adozioni gay, questa volta l’argomento centrale della prima serata è stato il cosiddetto “poliamore”. Protagonista della puntata è stato Pupo, che ha raccontato a presentatrice, ospiti e pubblico i dettagli del vivere contemporaneamente con due donne. Il cantante infatti si divide ormai da anni tra due relazioni amorose vissute in contemporanea. Una con la moglie Anna e l’altra con la fidanzata e manager Patricia.
Neanche a dirlo, lo sgomento in studio è stato tanto, specie per la disinvoltura con cui l’ex conduttore di “Affari tuoi”ha descritto la sua elaborata situazione sentimentale. “Le amo entrambe alla stessa maniera. La famiglia di cui parlano in tanti non esiste. Tutti hanno tradito, tutti hanno l’amante. Io ho solo reso ufficiale una cosa diffusissima. Loro si accettano reciprocamente”.
Pur distaccandosi dalla scelta di Pupo, la stessa D’Urso ha invitato i suoi ospiti a non puntare il dito contro il “poliamore”: “E’ pur sempre amore, e dove c’è amore c’è famiglia“. Un disco rotto ripetuto a oltranza dalla conduttrice già nelle scorse puntate.
 
fonte – https://vocecontrocorrente.it/durso-e-pupo-demoliscono-la-famiglia-in-prima-serata-ecco-il-poliamore/

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Libia, 'ong non entrino in nostre acque'

(ANSA) – ROMA, 2 APR – Avviso di Marina e Guardia costiera libica alle ong: “non entrate nelle nostre acque territoriali e non intervenite vicino alle nostre coste”. Lo riporta il sito Libya Explorer.  Le autorità libiche citano il dirottamento del mercantile dello scorso 27 marzo
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fonte – http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/04/02/libia-ong-non-entrino-in-nostre-acque_4f9e27d3-b625-4ee4-b644-1aaeb30cc188.html?fbclid=IwAR3gwa7k_LknwwsoQ56wu9nEVGXdZGhrOzY-i4DxlPro2Nj7ycVd8P6OQf8

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Papa Pio XII sull’uso immorale del matrimonio e sulla contraccezione

• Spesso il bambino non è desiderato; peggio, è temuto; come potrebbe in tale condizione esistere ancora la prontezza al dovere? Qui il vostro apostolato [il Papa sta parlando direttamente alle ostetriche] deve esercitarsi in una maniera effettiva ed efficace: innanzi tutto, negativamente, rifiutando ogni cooperazione immorale; quindi anche positivamente, rivolgendo le vostre cure delicate a dissipare i preconcetti, le varie apprensioni o i pretesti pusillanimi, ad allontanare, per quanto vi è possibile, gli ostacoli anche esteriori, che possono rendere penosa l’accettazione della maternità. Se non si ricorre ai vostri consigli e al vostro aiuto che per facilitare la procreazione della nuova vita, per proteggerla e incamminarla verso il suo pieno sviluppo, voi potete senz’altro prestare la vostra cooperazione; ma in quanti altri casi si fa invece ricorso a voi per impedire la procreazione e la conservazione di questa vita, senza alcun riguardo ai precetti dell’ordine morale? Continua a leggere

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Mani tagliate ai ladri e lapidazione per omosessuali e adulteri, le nuovi leggi in Brunei

Per ordine del sultano del Brunei, uno degli uomini più ricchi del mondo, da quest’anno nel piccolo paese del Sud-est asiatico entra in vigore il nuovo codice penale che introduce reati e pene ispirati ai precetti più stringenti della sharia, la legge islamica, come la condanna a morte per lapidazione per omosessuali e l’amputazione per i ladri.
Amputazione di mani e piedi per il reato di furto, carcere e per chi non prega e addirittura pena di morte tramite lapidazione per adulteri e omosessuali. Non stiamo parlando di antiche leggi risalenti al medioevo ma della nuova riforma legislativa in vigore nel 2019 in Brunei. Per volere del sultano Hassanal Bolkiah, uno degli uomini più ricchi del mondo e al potere ininterrottamente dal 1967, dalla prossima settimana infatti tutti i cittadini del piccolo regno sud-est asiatico saranno soggetti al nuovo codice penale basato sulla sharia, l’antica legge islamica. Il governo locale in realtà aveva annunciato da tempo la svolta integralista introducendo a piccoli passi nuove norme, nuovi reati e pene sempre più severe come il divieto di bere alcol e l’obbligo di andare in moschea per la preghiera del venerdì, ma ora la trasformazione appare completa. Continua a leggere

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Effetto Trump: negli Usa sempre meno immigrati musulmani

La notizia del calo degli arrivi di stranieri musulmani è stata subito accolta con entusiasmo dai vertici repubblicani, mentre è stata biasimata da quelli democratici
Il dipartimento di Stato Usa, in collaborazione con il think-tank Migration Policy Institute, ha infatti pubblicato ultimamente un dossier che evidenzia gli effetti prodotti dalle politiche restrittive varate finora da Trump circa gli ingressi nel Paese di stranieri islamici. Per effetto della linea dura promossa dalla Casa Bianca ai danni dei flussi migratori di maomettani, gli Stati Uniti avrebbero di recente conseguito un livello minimo di arrivi di soggetti musulmani.

Dal primo ottobre 2018 fino al 31 marzo 2019, spiega il documento in questione, sarebbero entrati in territorio americano 12,151 immigrati, di cui solo il 13% costituito da aderenti all’islam. Tale percentuale è, a detta degli autori del dossier, la più bassa mai raggiunta a partire dal 1980. Secondo i ricercatori del dipartimento di Stato e del think-tank, gli arrivi di musulmani in America avrebbero invece raggiunto il loro picco durante le presidenze di George W. Bush e di Obama. Quando al governo vi erano tali due soggetti, i maomettani avrebbero infatti costantemente costituito più del 30% degli stranieri ammessi in territorio federale. Continua a leggere

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Rito abbreviato addio, Molteni: «Risultato storico. Chi uccide sconta l'ergastolo senza sconti»

«Un risultato storico». Niente più rito abbreviato e sconti di pena per i reati puniti con l’ergastolo. Finalmente. Il sottosegretario al ministero dell’Interno Nicola Molteni, che già dalla scorsa legislatura si batte per questo principio, definisce così l‘ok in Senato – con 168 voti favorevoli (Lega, FdI, M5S, Leu) 48 contrari (Pd, FI) e 43 astenuti – alla riforma del Codice penale che prevede l’esclusione dal ‘rito abbreviato’ di chi abbia commesso reati molto gravi punibili con la detenzione a vita.
Nicola Molteni, si tratta di un provvedimento lungamente atteso: certe sentenze  gridano vendetta. Cosa cambia ora?

«Niente più sconti e “premi”. Si tratta di un battaglia di civiltà e di giustizia che risponde al principio della certezza della pena. Era inaudito che per reati gravissimi per i quali il codice prevede la detenzione a vita, dei criminali incalliti potessero sostanzialmente saltare il processo e avere un “premio”, ossia lo  “sconto” di un terzo della pena».
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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/04/rito-abbreviato-addio-molteni-risultato-storico-chi-uccide-sconta-lergastolo-senza-sconti/

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La Spagna tra Franco, i rossi e José Antonio

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Con l’aprile di ottant’anni fa finiva in Spagna la sanguinosa guerra civile. Il Caudillo Francisco Franco andava al potere. La Spagna conservatrice, cattolica, militare e nazionalista debellava la Spagna repubblicana, comunista, laica e antifascista. Il franchismo è stato il bersaglio ideale per concentrare in una sola immagine il Nemico Assoluto della modernità e della sinistra: golpista, militarista, fascista, clericale, servo degli americani. Un riassunto ideale del Nemico e la rappresentazione militare di Dio, Patria e Famiglia. In Italia poi, col paradigma franchista si prendevano due piccioni con una fava: il fascismo e la Dc, rispetto ai quali Franco era ritenuto l’anello di congiunzione, la dimostrazione vivente del clerico-fascismo, sintesi reazionaria tra militare, clericale e dittatore. Il clerico-fascista è il cugino opposto del catto-comunista. Lo confermava il sostegno che la Chiesa, poi l’Opus dei, gli agrari dettero al franchismo.

In realtà, la vittoria di Franco segnò una duplice sconfitta: una maggiore del comunismo e del laicismo repubblicano che era suo alleato; e una minore, ma non meno significativa del fascismo. Qui entra in gioco la figura chiave del “fascismo” spagnolo: il marchese José Antonio Primo de Rivera, fondatore della Movimento falangista. Una lettura di comodo racconta che la Falange diventò una colonna del regime di Franco che instaurò in Spagna il culto di José Antonio. In realtà le cose andarono diversamente. La Falange voleva realizzare una rivoluzione ulteriore, che partendo dal socialismo e dal sindacalismo si volgesse in chiave nazionale e spirituale. Contro il ripristino dell’ordine sognato da conservatori e militari, José Antonio nel manifesto della Falange sognava un ordine nuovo: “Nessuno ci supera nella rabbia e nel disgusto verso l’ordine conservatore, affamatore di masse enormi e tollerante verso le dorate oziosità di pochi”. E aggiungeva: “Dopo gli scontri, ogni collaborazione con gli elementi dell’ordine è espressamente proibita”. Continua a leggere
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Aiuto, la ’ndrangheta ha scoperto i bitcoin (e non c’è una legge per evitare il riciclaggio)

Bitcoin LinkiestaSegnalazione di Mario Spezia
Luigi Bonaventura, ex boss crotonese, ora collaboratore di giustizia: “La ’ndrangheta non è più coppola e lupara. I nuovi mafiosi sono tutti laureati e al passo con gli sviluppi tecnologici. Non si diventa boss solo perché si è killer, ma se si è capaci di pensare e fare soldi senza avere problemi”

E non è l’unica startup di exchange di criptovalute a rischio. Perché in questa trama da film di spionaggio, non esiste un agente 007: al momento non c’è un regolamento italiano o europeo che possa fermare il possibile riciclaggio delle cosche mafiose tramite i bitcoin. «Non possiamo escludere che qualcuno legato ad associazioni mafiose abbia acquistato dei nostri utility token (un voucher per utilizzare in futuro i servizi della startup)», spiega un portavoce di Eidoo, «ma sarebbe stato rischioso e stupido farlo con Eidoo perché esistono siti stranieri più facili, veloci e impersonali per raggiungere quello scopo». Continua a leggere

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La clinica perde gli embrioni: il business dell'utero in affitto fa l'ennesimo danno

Gli embrioni sono stati probabilmente riutilizzati. La scoperta per via di una fattura mandata dodici anni dopo una fecondazione in vitro.
Nel 2004 Marisa Cloutier-Bristol e suo marito si erano recati in una clinica specializzata in fertilità per assicurarsi una gravidanza e creare una famiglia. Avevano avuto qualche problema e la struttura le aveva garantito la produzione di almeno un embrione. Di fatto regalò la vita a ben quattro embrioni.
Il problema è che i “dottori” le dissero che nessuno di loro era utilizzabile. La donna e il marito tornarono a casa, afflitti per non aver potuto avere il loro bambino. E se già la pratica può essere discutibile, ciò che è accaduto dopo rasenta i limiti dell’assurdo.
Intanto la coppia, dopo molti sforzi,  è riuscita ad avere un figlio. Ma entrambi ne avrebbero voluti molti di più. All’improvviso, però, il marito della donna è morto. La donna si è risposata. E dopo qualche mese, la clinica, all’improvviso, l’ha contattata, dicendo che c’era un suo embrione conservato in “congelatore”.
La donna è rimasta interdetta: le era stato detto che i suoi embrioni non erano utilizzabili. E invece, dopo quindici anni, ha scoperto che uno era ancora lì. Solo che lei non avrebbe più potuto “usarlo”: non solo la donna ha passato i 40 anni, ma essendo defunto il marito non è possibile impiantarlo nel suo grembo perché “mancherebbe il consenso”.
«È come piangere un bambino morto. Mi sento completamente e totalmente derubata», ha detto la donna, che ha intentato causa alla clinica per capire cosa sia successo anche agli altri embrioni. Dato che la clinica si presta alle maternità surrogate, il sospetto è che gli embrioni della donna siano stati usati clandestinamente a questo scopo.
È l’ennesimo danno del business dell’utero in affitto: gli embrioni di una famiglia naturale, tradizionale, sono finiti non si sa dove dietro lauto compenso. E adesso ciò che resta è solo un profondo dolore.
fonte – La clinica perde gli embrioni: il business dell’utero in affitto fa l’ennesimo danno

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"Lori Lightfoot sindaca Chicago, storico!". Ma non è vero

“Per la prima volta una donna, per la prima volta una nera, per la prima volta una lesbica eletta sindaco di Chicago. Un voto che passa agli annali”, dice Enrico Mentana. “Chicago fa la storia” dice Repubblica. Si parla di Lori Lightfoot, neosindaco della città americana.

Ora, chiunque segua un minimo approfonditamente la politica sa bene che una delle strategie cardine dei partiti per far eleggere candidati “sicuri” sia quella di presentarli nelle circoscrizioni tradizionalmente vicine al proprio simbolo. In Italia ad esempio, sappiamo bene che per le cosiddette regioni “rosse” una candidatura nelle file del PCI prima e dei PDS, DS e PD poi significava avere possibilità pressoché certe di vittoria.
Non dovrebbe essere necessiaro nemmeno farlo presente, ma evidentemente in certi casi diviene impossibile passare oltre.
Chicago, guarda un po’, è un feudo del Partito Democratico dal 1931. L’ultimo repubblicano eletto è infatti William Hale Thompson, il cui mandato è iniziato il 3 novembre 1927 e terminato lo stesso giorno del 1931. Da Anton Cermak in poi, entrato in carica come rappresentante dei “blu” il 7 marzo 1931, la città del vento ha avuto come primi cittadini solo democratici.
Mentre Open, Repubblica e Huffington Post celebrano la vittoria della “prima sindaca nera e lesbica” (il che ci può anche stare dal loro punto di vista, sia chiaro), si fermino a riflettere sul fatto che la sua elezione è stata decisa anzitutto dal partito, che ha candidato la donna in un municipio praticamente già assegnato, prima di stappare lo champagne e di trasformare in rivoluzione ogni rutto. Grazie.
(di Stelio Fergola)

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/04/03/lori-lightfoot-sindaca-chicago-storico-ma-non-e-vero/

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L'ISLAM POLITICO E LA DIMENSIONE SPIRITUALE DELLA GEOPOLITICA

Segnalazione di Giacomo Bergamaschi

Taluni interessanti e intelligenti commenti al mio recente articolo, per i quali ringrazio sin da ora gli autori, mi danno modo di approfondire meglio alcuni aspetti che, per forza di cose, ho dovuto tralasciare in quel contesto. La principale critica al pezzo non riguarda, a ben vedere, la ormai prossima centralità di una nuova missione universale mediterranea, né l’ormai prossimo nuovo ordine globale antiliberale social-confuciano a guida han, ma il ruolo che gioca e giocherebbe l’Islam politico in tale ambito.
A tal punto è necessaria una brevissima introduzione storico-culturale. La storiografia più avanzata, come una certa filosofia “idealistica” germanica ed italiana, vede nel modello di pensiero basato sulla strategia di guerra un autentico grado “metafisico-culturale”, superiore sia a quello scientifico sia a quello economico. A tal proposito, la stessa prospettiva di Samuel Huntington mi sembra assai chiara.

fonte – https://sollevazione.blogspot.com/2019/04/lislam-politico-e-la-dimensione.html

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