È mostruoso: vogliono cancellare il genere maschile e femminile

del Prof. Alessandro Meluzzi
Trovo che ci sia qualcosa di francamente mostruoso nella scelta di somministrare un inibitorio ormonale ad adolescenti. C’è la volontà di mantenere la cultura dell’indistinto, di negare il maschile e il femminile, di evitare che nascano uomini e donne fertili feconde capaci di incontrarsi in maniera costruttiva e generativa. Una mostruosa volontà di inibire, di annientare la vita del nostro Occidente e della nostra storia. Una volontà assoluta di bloccare la nostra civiltà per sterilizzandola.
Paradossalmente, mentre per un principio umanitario si nega che un pedofilo possa essere inibito nelle sue perversioni con un ormone, lo stesso ormone viene somministrato a un bambino di 12 dei 13 o a una bambina di 14 anni per evitare che diventi donna. Dietro l’idea che il genere non dipende dalla natura e dietro la volontà di bloccare lo sviluppo della crescita, c’è qualcosa di diabolico. Su questo ci sono pochi dubbi…

FONTE – https://www.nicolaporro.it/e-mostruoso-vogliono-cancellare-maschi-e-femmine/

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Papa Pio XII: Non moechaberis! – Il «matrimonio in film»

Dio, il nome di Dio e il culto di Dio costituiscono la «prima tavola»; il prossimo, i doveri e i diritti della vita umana appaiono nella «seconda tavola» [dei Comandamenti, ndR]‚ la quale con la prima forma il Decalogo, quasi a quel modo che l’amore di Dio e l’amore del prossimo si uniscono a fare un amore solo che da Dio si riversa sul prossimo. Più numerosi sono i precetti contenuti in questa «seconda tavola», che meriterebbero molte osservazioni; ma come potremmo Noi omettere di ricordare le parole «Non moechaberis» [Esodo, XX,14]? È dir troppo, se Ci rammarichiamo che contro tale comandamento proprio i Paesi, che si vantano più civili, presentano uno spettacolo di più profonda devastazione morale, e se aggiungiamo che le sue vestigia sono visibili fin nella eterna Città? Noi ben sappiamo – e ne parlammo ampiamente in altra occasione – quanto anche le riforme economiche e sociali convenga che efficacemente influiscano a salvare il matrimonio e la famiglia; ma tale salvezza, in fin dei conti, rimane un dovere e un ufficio religioso, il cui processo curativo ha da prendere le mosse dalla radice. L’intera concezione del campo della vita, che rientra nel sesto comandamento, è infettata da ciò che si potrebbe chiamare «il matrimonio in film»‚ il quale altro non è se non una irriverente e impudica mostra delle contaminazioni del matrimonio e delle infedeltà coniugali, che trascina a vedere le nozze svincolate da ogni legame morale, soltanto come scena e fonte di piacere sensuale, e non come opera di Dio, come santo istituto, ufficio naturale e felicità pura, in cui l’elemento spirituale sempre sovrasta e domina, come scuola e in pari tempo trionfo di un amore fedele fino alla tomba, fino alla porta dell’eternità. Far rivivere tale visione cristiana del matrimonio fra i fedeli non è forse un dovere della cura delle anime? È Continua a leggere
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Sul fascismo o sono ignoranti oppure in malafede

Il nuovo mantra della sinistra in questi giorni è che l’Italia non ha veramente fatto i conti con il fascismo. L’hanno scritto giornali, Repubblica, l’hanno detto trasmissioni televisive come Otto e mezzo e politici. Ma io mi chiedo: come si fa a sostenere questa tesi? Se c’è un Paese in cui non si parla d’altro che di fascismo è proprio l’Italia. Sul tema, abbiamo avuto letture e riletture da parte degli storici di sinistra (che sul tema hanno avuto per anni una specie di esclusiva) e di quelli di destra.
Sul primo fascismo abbiamo degli studi fondamentali di Emilio Gentile, che ci spiegano come all’inizio fosse un movimento ancora senza un’ideologia ben definita; per gli anni successivi abbiamo gli studi altrettanto fondamentali di Renzo De Felice e quelli di Francesco Perfetti, Giuseppe Parlato e tantissimi altri storici che hanno sviscerato il tema sotto ogni punto di vista.
Dunque, sostenere che non abbiamo fatto i conti con il fascismo vuol dire essere in malafede o ignoranti: non c’è una terza soluzione. La destra, peraltro, ha fatto i conti anche con il peggio del fascismo: le leggi razziali e l’ideologia razzista. Al punto che la nuova destra ispirata da Alain Benoist e altri intellettuali non solo ha rinnegato il razzismo, ma ha assunto persino posizioni terzo mondiste e multiculturaliste.
Ma tutto questo è completamente sconosciuto agli intellettuali di sinistra, che vengono insigniti di questo titolo anche quando mostrano un’ignoranza clamorosa di quello che è stato detto, studiato e pubblicato negli ultimi settant’anni.
VIDEO
fonte – https://www.nicolaporro.it/sul-fascismo-o-sono-ignoranti-oppure-in-malafede/

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Papa Pio XII: Roma centro e madre della civiltà cristiana

Per la città di Roma la santificazione delle feste prende anche e possiede una sua nota e un suo aspetto speciale. Roma è il centro della Chiesa cattolica; città santa, per la copia dei suoi monumenti cristiani e dei suoi ricordi storici, per le sue Basiliche, per le sue funzioni sacre e solenni, a cui in tempo di pace da ogni parte affluiscono i fedeli, che nel loro concetto e nel loro cuore la venerano come ispiratrice, animatrice e glorificatrice di santità. Quale penosa delusione sarebbe per tutti coloro, nella cui patria il precetto domenicale viene pienamente rispettato, osservato e mantenuto, se qui in Roma non trovassero altro che una delle tante grandi città, le quali con la loro profanazione delle feste sono corresponsabili nel disfacimento dell’ordine mondiale cristiano?
[Dal Discorso di Sua Santità Pio XII ai parroci ed ai quaresimalisti di Roma, martedì 23 febbraio 1944; cf. Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, V, Quinto anno di Pontificato, 2 marzo 1943 – 1° marzo 1944, pp. 185-207. Tipografia Poliglotta Vaticana. Documento ricco di infallibili sentenze ed attualissimo].
fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti/2138-papa-pio-xii-roma-centro-e-madre-della-civilta-cristiana.html
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I medici italiani non vogliono favorire l'eutanasia

Nessuna intenzione di assumere atteggiamenti che inducano all’interruzione volontaria delle cure per i malati terminali.
Non ci sarà nessuno spot a favore dell’eutanasia. E’ una posizione netta quella assunta dai medici italiani, riuniti nella Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). Con una dichiarazione congiunta, gli specialisti di tutto il paese hanno infatti dichiarato di non essere intenzionati a favorire o indurre l’eutanasia per i pazienti terminali, né adesso, né dopo l’eventuale approvazione di una legge a riguardo, da parte del Parlamento.
“Il Codice di deontologia medica impedisce di effettuare e/o favorire atti finalizzati a provocare la morte del paziente. Nel contempo impone al medico di rispettare la dignità del paziente evitando ogni forma di accanimento terapeutico. Ove il legislatore ritenga di modificare l’art. 580 del Codice penale, e quindi di non ritenere più sussistente la punibilità del medico che agevoli ‘in qualsiasi modo l’esecuzione’ del suicidio, restano valide e applicabili le regole previste dal Codice deontologico”.
L’entrata in vigore di nuove norme legislative – secondo quanto dichiarato sempre dalla Fnomceo – necessiterà di un confronto costante e di un vaglio attentissimo, non implicando automatici cambiamenti della disciplina deontologica.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/i-medici-italiani-non-vogliono-favorire-leutanasia/

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La Camera approva: il governo riconosce il Genocidio degli Armeni. Ira di Ankara – Secolo d'Italia

L’aula della Camera ha approvato con 382 voti a favore, 43 astensioni e nessun contrario, la mozione bipartisan che impegna il governo a “riconoscere ufficialmente il genocidio armeno e a darne risonanza internazionale”, sulla quale il governo, rappresentato dal vice ministro degli Esteri, Emanuela Del Re, si è rimesso al voto dell’aula. La mozione è stata sottoscritta, tra gli altri da esponenti della Lega, M5S, Fdi, Pd, Leu, Misto-Usei ma non da Forza Italia. Soddisfazione di Fratelli d’Italia: “Approvata la mozione sul riconoscimento del genocidio del popolo armeno da parte della Turchia. Una vittoria di un parlamento che ha resistito alle pressioni turche che ha convocato il nostro ambasciatore ad Ankara e ha inviato l’ambasciatore turco in Parlamento per condizionare il voto. Oggi abbiamo non solo fatto atto di verità storica a lungo negata, ma abbiamo dimostrato alla Turchia che non siamo sottomessi. Se qualcuno pensava di trovare in Parlamento gli eunuchi del Topkapi si sbagliava di grosso”. Lo dichiara Andrea Delmastro, deputato Fratelli d’Italia e capogruppo Fdi in commissione Esteri. E nuove critiche all’Italia arrivano dalla Turchia. Due giorni fa il ministero degli Esteri turco ha convocato l’ambasciatore italiano ad Ankara, Massimo Gaiani, e oggi sulla questione è tornato Omer Celik, ex ministro per gli Affari europei e portavoce dell’Akp, il partito del presidente Recep Tayyip Erdogan. Secondo Celik, scrive l’agenzia ufficiale Anadolu, “l’Italia si fa ingannare dalla diaspora armena che in nessun modo vuole relazioni normali tra la Turchia e l’Armenia”.
FONTE  – https://www.secoloditalia.it/2019/04/la-camera-approva-il-governo-riconosce-il-genocidio-degli-armeni-ira-di-ankara/

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Prodi: "Invidio la piccola Greta Thunberg, Ue necessaria"

Romano Prodi elogia la baby ambientalista Greta Thunberg e rimarca la necessità dell’esistenza dell’Unione Europea. Come riporta Libero, a margine di un convegno tenutosi al Cnel di Roma, Prodi ha dichiarato: «Ha tante battaglie da fare nella sua vita. C’è un po’ un senso di invida» ha spiegato a margine del convegno.
Thunberg «ha risvegliato improvvisamente un’attenzione che nessun altro strumento mediatico avrebbe mai svegliato», spiega Prodi. «Certamente non può essere lei a decidere ma, secondo me, ha dato un bel contributo. Adesso bisogna tradurlo in finanziamenti, tecnologie».
L’ex Presidente della Commissione Ue e fondatore dell’Ulivo attacca i sovranisti: «È chiaro che nessuno vuole abolire le nazioni, ma se uno dice l’Europa delle nazioni vuol dire che non c’è l’Europa. Invece, io credo che non dovremo mai essere come gli Stati Uniti d’America», perché quelli europei «sono Paesi con tradizioni diverse, lingue diverse, con una loro storia». L’unione, afferma il professore, è «sempre più necessaria perché due colossi», Usa e Cina, «continuano a crescere».
Di recente, in un’intervista a L’Espresso Mortadella aveva proposto Angela Merkel come prossima guida della Commissione europea. Secondo Prodi, «potrebbe essere lei la nostra Thomas Becket da uomo di potere alla corte del sovrano a vescovo convertito. Era considerata la custode degli interessi nazionali della Germania e la nemica dell’Europa, oggi ne può incarnare lo spirito».
(di Roberto Vivaldelli)

fonte -https://oltrelalinea.news/2019/04/10/prodi-invidio-la-piccola-greta-thunberg-ue-necessaria/

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25 aprile, lo strappo di Salvini: "Non sfilo coi fazzoletti rossi"

Il ministro dell’Interno non andrà alle celebrazioni per la Liberazione: “Vado dai poliziotti a Corleone”. Ira dell’Anpi
Il 25 aprile Matteo Salvini non ci sarà. La sua assenza farà discutere, inutile illudersi.
Mancano più di 20 giorni alla Festa della Liberazione e già s’infiammano le polemiche politiche. Nessuno prima d’ora si era mai esposto così tanto: il giorno sacro per i partigiani il ministro dell’Interno non sarà a “sfilare qua o là” per celebrare la Resistenza. Andrà invece a Corleone, tra “le forze dell’ordine” che combattono ogni giorno la mafia.
Lo strappo è crudo. Forse inatteso. Salvini a quanto pare non andrà all’Altare della Patria, forse non accompagnerà il Capo dello Stato all’apertura delle celebrazioni e chissà se non parteciperà neppure ad una delle tante iniziative organizzate (dall’Anpi e non solo) in tutta la penisola. “La lotta a camorra, ‘ndrangheta e mafia è la nostra ragione di vita – ha detto il ministro leghista a margine della festa della polizia – Vado a Corleone a sostenere le forze dell’ordine nel cuore della Sicilia”. Alla faccia dei partigiani.
Non sarà solo la sua assenza a pesare. A colpire il segno sono anche e soprattutto le parole. Salvini non intende “sfilare qua e là” con “fazzoletti rossi, fazzoletti verdi, neri, gialli e bianchi”. Insomma: non vuole associare la sua immagine a quella di chi colora i cortei partigiani nelle cittadine italiane. Uno strappo col passato importante. Legittimo, per carità. Ma è pur sempre una rottura. Continua a leggere

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A difendere le Ong resta solo la sinistra italiana: «Aiutano i trafficanti», lo dicono pure in Francia

Ormai a difendere le Ong c’è rimasta praticamente solo la sinistra italiana. Anche il partito di Macron, infatti, ammette che di fatto aiutano i trafficanti di migranti. Una constatazione che nei giorni scorsi era già stata fatta dal socialista ministro dell’Interno, Christophe Castaner, che aveva usato toni durissimi, parlando di «vera collusione».

«I trafficanti non aspettano altro»

Ora a dire che i «trafficanti approfittano» dell’intervento delle Ong è stata la capolista de La République en Marche ed ex ministro degli Affari europei, Nathalie Loiseau, che pur volendo salvare la buona fede delle Organizzazioni non governative, deve ammettere che il loro intervento si tramuta in un sostegno alla tratta criminale di uomini. «Sono sicura che le Ong siano sincere, ma i trafficanti ne approfittano», ha detto Loiseau, intervenendo su CNews

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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/04/a-difendere-le-ong-resta-solo-la-sinistra-italiana-aiutano-i-trafficanti-lo-dicono-pure-in-francia/

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Operazione spia per estradare Assange – caporedattore Wikileaks

Il caporedattore di Wikileaks Kristinn Hrafnsson ha ipotizzato che nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra fosse stata orchestrata un’operazione spia su vasta scala per estradare Julian Assange.
Il caporedattore di Wikileaks Kristinn Hrafnsson ha ipotizzato durante una conferenza stampa che nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra fosse stata orchestrata un’operazione spia su vasta scala per estradare Julian Assange.
Secondo quanto sostiene l’ex console dell’Ecuador a Londra Fidel Narvaez le telecamere utilizzate nell’ambasciata nel corso dell’ultimo anno registrano anche l’audio, quindi ogni incontro di Assange con medici o legali è stato registrato.
Ecuador non protegge più Julian“, ha sostenuto l’ex console alla conferenza stampa aggiungendo che il governo ecuadoregno sta facendo tutto per porre fine al suo asilo

fonte – https://it.sputniknews.com/mondo/201904107503336-operazione-spia-per-estradare-assange—caporedattore-wikileaks/

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Unplanned: il film contro l'aborto che tutti dovrebbero vedere

Arriverà al cinema un film che vale la pena di vedere: si chiama Unplanned e parla di una donna che cambia idea sull’aborto.
Un film decisamente contro corrente, che spiega quanto la vita sia sacra: si chiama Unplanned [non pianificato, ndr] e dovrebbe arrivare in Italia nei prossimi mesi.
Unplanned racconta la storia di una donna abortista che si ritrova a diventare un’eroina pro-life. La cosa più bella è che è basato sulla storia vera di una ex manager della Planned Parenthood, la trentottenne Abby Johnson.
La Planned Parenthood è un’organizzazione abortista che le aveva perfino affidato la direzione di una clinica. Nel 2009 Abby rinunciò al suo lavoro dopo aver visto con i propri occhi la cruda realtà dell’aborto, praticato ai danni di un bambino di 13 settimane.
Abby assistette a un aborto monitorato con gli ultrasuoni, che permette di vedere che succede dentro l’Utero. Abby, che di aborti ne aveva subiti due, vide per la prima volta il feto perfettamente formato che tentava di sfuggire all’aborto: si contraeva, si contorceva.
Una visione molto diversa da quella che le era stata data durante l’addestramento e che le raccontava che “il tessuto fetale non sente niente quando è rimosso”. Da quel giorno la donna si è convertita insieme al marito: ora ha otto figli e si batte contro l’aborto.
Guarda il trailer di Unplanned:

fonte – https://vocecontrocorrente.it/unplanned-il-film-contro-laborto-che-tutti-dovrebbero-vedere/

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Panorama, inchiesta sull'utero in affitto: un business da migliaia di euro

Panorama racconta il sistema che si cela dietro l’utero in affitto: un business che non ha niente a che fare con la vita e con l’amore.
Dietro l’utero in affitto ci saranno sempre soldi e denaro. Niente amore, niente vita. Questo nonostante l’attuale tendenza progressista tenda a dipingere questa pratica come “legale” e “necessaria”.
A riaccendere il dibattito su questa pratica sono stati gli organizzatori del Congresso delle Famiglie di Verona. Uomini e donne che hanno ribadito la necessità di parlare e conoscere quello che gira attorno all’utero in affitto.
Uomini e donne che hanno riacceso i riflettori su una questione finita nel dimenticatoio e data per scontata. Le madri surrogato non sono protagoniste di un’economia del dono: sono né più né meno che incubatrici.
A dirlo è un’inchiesta di Panorama, che è scesa nel dettaglio. Stando a quanto riportato dal settimanale, basta prendere parte alle discussioni che avvengono sui gruppi social per capire che le donne che si prestano sono mosse dai soldi.
L’inchiesta è un vero e proprio viaggio all’interno delle piattaforme che si occupano di sintetizzare la domanda e l’offerta tra coppie, cliniche e madri surrogato. Il minimo è di 1200 euro al mese.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/panorama-inchiesta-sullutero-in-affitto-un-business-da-migliaia-di-euro/

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Papa Pio XII: Insegnamenti sul settimo dei Comandamenti

(…) I tempi di scosse e di perturbamenti economici (…) esigono doppiamente l’esatta osservanza del settimo e del quinto comandamento concernenti i beni e la vita del prossimo, perché altrimenti troppo grande diviene il pericolo che lealtà e fedeltà di agire e di trattare vicendevolmente svaniscano a tal segno da rendere poco meno che impossibile e insopportabile il vivere civile. [È necessario contrastare] la disonestà nel maneggio degli affari, il temerario e perverso sfruttamento delle difficoltà presenti, e particolarmente l’imposizione di prezzi esorbitanti e l’illecito accaparramento delle cose necessarie alla vita (…): violazioni di giustizia che gridano verso Dio. Ognuno vede e comprende quanto sia necessario di prevenire simili tentazioni e vigilare se stessi, non solo con la coscienziosa probità nei rapporti di mio e tuo, ma altresì con imperturbato e vivo senso e generosa mano per tutto ciò a cui inclina e sospinge la carità cristiana e che la giustizia sociale domanda. Dalle opere di misericordia: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi e i carcerati, – oh, come tutti questi dolori e affanni dalla vicina realtà risuonano nell’ora presente alle nostre orecchie! – non dipendono forse, secondo la solenne assicurazione di Cristo, nell’estremo giudizio la benedizione o la maledizione, il gaudio o il dolore per tutta l’eternità?
[Dal Discorso di Sua Santità Pio XII ai parroci ed ai quaresimalisti di Roma, martedì 23 febbraio 1944; cf. Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, V, Quinto anno di Pontificato, 2 marzo 1943 – 1° marzo 1944, pp. 185-207. Tipografia Poliglotta Vaticana. Documento ricco di infallibili sentenze ed attualissimo].

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti/2140-papa-pio-xii-insegnamenti-sul-settimo-dei-comandamenti.html

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BLONDET, A CHE GIOCO GIOCHIAMO? di Piemme

Segnalazione di Giacomo Bergamaschi

[ 10 aprile 2019 ] Il filosofo Augusto Del Noce diceva di se stesso “non sono né reazionario, né conservatore, bensì tradizionalista”.
Accettando questa tassonomia come classificare Maurizio Blondet? Forse egli è un miscuglio delle tre categorie.

Ma non è di questo che voglio parlare quanto piuttosto segnalare un suo recentissimo articolo, Governo Draghi, via all’ultimo saccheggio.

Egli prende spunto dalle indiscrezioni secondo cui Mattarella si prepara ad insignire Mario Draghi del titolo di senatore per quindi candidarlo, visto che in autunno Draghi lascerà la Bce, a Presidente del consiglio di un governo Monti-bis.

E’ plausibile che l’élite eurocratica abbia in mente questa operazione? Sì lo è. Con Blondet siamo anche d’accordo che essa non solo va denunciata ma respinta con ogni mezzo. Dove sta quindi il problema? Sta che, prendendo spunto da alcune recentissime dichiarazioni

fatte da Di Maio alla trasmissione di Fazio (tese a tranquillizzare l’oligarchia ed a presentare il M5s come forza politica europeista affidabile), dopo averne dette di tutti i colori contro il Movimento 5 stalle, Blondet ne deduce, testuale:

«Con estrema rapidità, quasi ad un segnale convenuto, tutti gli attori si riposizionano per il nuovo quadro che porterà Mario Draghi al governo con l’appoggio dei 5 Stalle, oltreché del PD, le escort berlusconiane, e forse persino della Lega».

In parole povere Blondet, non solo da per scontato che avremo un governo Draghi senza passare da elezioni anticipate, ma che questo governo sarà appoggiato, oltre che da Pd e berluscones, dai Cinque stelle… e forse persino dalla Lega. Continua a leggere
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Università Teramo, il convegno che celebra 300 anni di massoneria lo paga l'ateneo. I relatori? I gran maestri

“Trecento anni di storia della Massoneria. La Gran Loggia d’Italia” è l’evento che si terrà nella sala delle lauree dell’ateneo il 16 aprile e per il quale l’università ha stanziato 2mila euro. I prof in subbuglio: “Non è un dibattito scientifico. E pensare che noi per fare convegni di spessore non abbiamo a disposizione più di 500 euro. Sconcertati dall’irritualità dell’evento”. L’ex rettore: “Sono solo rimborsi-spese”. E’ il posto migliore per parlarne”
Per la prima volta in assoluto un gran maestro viene chiamato a tenere una lectio sulla massoneria nell’università pubblica italiana. Un convegno che è celebrativo e non scientifico“. All’università di Teramo i docenti sono in subbuglio per la decisione, già deliberata da Senato accademico e cda, di organizzare il 16 aprile il convegno Trecento anni di storia della Massoneria. La Gran Loggia d’Italia. Inizio 9.30, intervento di chiusura tre ore dopo. Spiccano tra i relatori i vertici della Gran Loggia d’Italia, il secondo ordine italiano per iscritti (circa 8 mila), dopo il Grande Oriente (Goi): Antonio Binni, avvocato civilista classe 1937 e Gran maestro, e Luciano Romoli, Gran maestro vicario della stessa loggia. A proporre la giornata al Senato accademico è stato il rettore dell’Università di Teramo, l’agronomo Dino Mastrocola, che oltre a essere presidente dello stesso Senato lo è anche del cda che delibera spese e stanziamenti. Quindi anche il costo dell’evento: 2mila euro. “È tantissimo, sono soldi dell’università, in questo caso del dipartimento di scienze politiche – spiega una fonte dell’Università di Teramo a ilfattoquotidiano.it -. E pensare che noi per fare convegni di spessore non abbiamo a disposizione più di 500 euro”. L’evento, ha deciso il rettore, avrà luogo nella sala delle lauree, la più importante di tutto l’ateneo “anche sul piano simbolico. Dove si laureano i nostri ragazzi vedremo parlare i massoni”.

Alcuni professori, che si dicono “sconcertati dall’irritualità dell’evento”, pensano in queste ore anche a sollecitare un’interrogazione parlamentare. “In passato eventi di questi tipo, cioè di eventi sulla massoneria fatti da massoni legati all’università, hanno trovato una forte opposizione. Qui, al momento non sta succedendo”. A Genova, ad esempio, nel 2015 erano stati promessi crediti universitari a chi avesse preso parte a una tavola rotonda sulla massoneria, e a Sassari la commemorazione nel 2017  per ricordare il gran maestro sardo Armandino Corona. In quel caso l’ospite d’onore era stato il gran maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi. A chiudere il convegno, anche dopo l’intervento dell’ex deputato di Forza Italia Demetrio Pietro Errigo, c’è Luciano D’Amico, ex rettore dell’ateneo attualmente imputato per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e peculato. Nel primo caso D’Amico è accusato di avere incassato 57mila euro non dovuti tra agosto 2014 e febbraio 2017, visto che essendo presidente del cda dell’Arpa Spa e poi della società regionale dei trasporti Tua Spa, avrebbe smesso di svolgere l’attività di docente a tempo pieno, conditio sine qua non per essere rettore. Il peculato si riferisce invece a dieci tablet di proprietà dell’ateneo consegnati al personale tecnico di supporto al duo comico Ficarra e Picone durante l’evento di orientamento “Welcome matricole” del 2013.

fonte – https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/10/universita-teramo-il-convegno-che-celebra-300-anni-di-massoneria-lo-paga-lateneo-i-relatori-i-gran-maestri/5097015/

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Feltri: "Meglio il saluto romano, è più igienico della stretta di mano"

Roma, 9 apr – Vittorio Feltri senza filtri, come sempre. Questa volta nessun duello tv, a far stracciare le vesti alle anime belle di sinistra è un editoriale apparso su Libero di oggi, dove il direttore difende il saluto romano. “Se il saluto incriminato è romano, risalente cioè all’impero di Giulio Cesare e successori, che ci importa se poi fu adottato dai fascisti? Sempre romano rimane, pertanto perché dovrebbe essere vietato?“. Feltri fa riferimento all’episodio degli studenti di un liceo di Cuneo, colpevoli di aver salutato romanamente e condannati per questo alla “rieducazione” con l’obbligo di studiare la resistenza e le “storie dei migranti”.

Studenti obbligati a “frequentare gli stranieri”

“Alcuni scolari, rei di aver fascisticamente salutato per gioco, non soltanto sono stati redarguiti ma perfino condannati a subire corsi di riabilitazione democratica: devono studiare in cosa consistesse la Resistenza e, non bastasse, saranno obbligati a frequentare gli immigrati. Già, gli stranieri trasformati in strumenti di punizione per studenti giudicati scapestrati e ignoranti”.
Feltri ironizza sull’atteggiamento della sinistra. “Questa storia infinita e noiosa del saluto romano condannabile quale reato mi sembra assurda e farebbe ridere se non fosse stata trasformata dalla sinistra in un tormentone indigesto. Non c’è verso di farlo capire agli antifascisti, impegnati a combattere i fascisti immaginari e convinti che i simboli fasulli siano prodromi di un ritorno del duce” .

Feltri come Trilussa

Il direttore di Libero arriva persino a preferire il saluto romano alla stretta di mano per motivi di igiene. “Non riesco a capire con quale logica esso debba venire bandito, mentre la stretta di mano, poco igienica, continui non solo ad essere in auge e addirittura raccomandata. Io ogni giorno vado al ristorante. La prima cosa che faccio è recarmi in bagno onde lavarmi gli arti superiori. Mi siedo al tavolo e ogni pirla che entra nel salone, conoscendomi, si avvicina e mi porge il palmo. Non posso negare il mio. Però mi incavolo. Non mi va di raggiungere il lavabo trenta volte al dì e mi tengo per disperazione la mano contaminata dagli avventori. Amen. Non sarebbe meglio agire come gli antichi della capitale che alzavano garbatamente l’avambraccio in segno di omaggio e finiva il tormento con buona pace di tutti?”. Continua a leggere

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