IL LIMBO DEI NON BATTEZZATI

Il Limbo dei bambini non battezzati, ovvero di coloro i quali sono morti senza il battesimo e prima di avere l’uso di ragione, o di tutti i non nati. Stiamo parlando di chi non ha ricevuto il battesimo né lo ha potuto (incolpevolmente) desiderare. Di questo argomento ho dissertato davvero tanto in passato, dunque quest’oggi si tratta solo di riepilogare. Già avevo scritto:
La pena per il peccato originale è la mancanza della visione di Dio (1. Denz. 184 219; 2. Denz. 780); non c’è alcun luogo intermedio nel senso pelagiano fra il regno di Dio e la dannazione (3. Denz. 184; 4. Denz. 224; 5. Denz. 2626); viene condannata la proposizione: [le anime dei bambini che sono nati da genitori cristiani e che muoiono senza battesimo giungono ad un paradiso terrestre, le anime dei bambini invece che sono nati da genitori non cristiani e che muoiono senza battesimo giungono nel luogo dove sono le anime dei genitori] (6. Denz. 1008). Continua a leggere

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Don Bosco e la setta valdese

 Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 9/19 del 31 gennaio 2019, San Giovanni Bosco
 
Don Bosco e la setta valdese
“Memorie biografiche di Don Giovanni Bosco”, Vol IV, ed. 1904 – Capo XXX. Apostasie – Predica sulla Verginità di Maria SS. – Zelo e carità di D. Bosco per gli ingannati dagli eretici – Dispute coi partigiani de’ Valdesi e co’ loro ministri – Un perfido sermone; l’aquila e la volpe – Costruzioni de’ Valdesi intorno al loro tempio.
 
I VALDESI continuavano colla parola e colla stampa a spargere i loro errori nel popolo, regalando 80 lire a chi si faceva ascrivere alla loro setta. Alcuni dei giovani degli Oratorii festivi, che avevano dati gravi dispiaceri a D. Bosco, e in certe questioni avevano parteggiato contro di lui, si erano lasciati tirare all’apostasia, accettando quella vile moneta. Ne venne quindi per conseguenza che il loro astio cercava di sfogarsi contro gli antichi loro compagni, dai quali la coscienza avvertivali che da qui innanzi sarebbero tenuti in concetto di rinnegati. Una sera Tomatis rincasava verso le 9 ore. Passando vicino alla chiesa della Consolata, scendeva verso l’Oratorio, quando si accorge che due individui lo inseguono. Impaurito affretta il passo, ed essi pure. Si mette alla corsa e può entrare nel cortile e chiudere la porta in tempo, perchè se avesse ritardato un istante lo avrebbero raggiunto. Egli si recò subito a narrare il fatto [347] a D. Bosco, il quale dispose per alcune precauzioni che tutelassero la sicurezza della comunità.

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Quelli che odiano la guerra, ma esaltano la rivoluzione


Il ricordo – non le celebrazioni che non ci sono state – della vittoria italiana nella Grande Guerra è stato l’occasione per riaprire le cataratte della retorica buonista nazionale. «Mai più inutili stragi!», «Mai più guerre!». «La guerra è sempre la soluzione peggiore!». Se si pensa a un conflitto armato tra   superpotenze dotate di terribili arsenali atomici, non si può che essere d’accordo. Oggi la guerra può rappresentare la fine della vita sulla terra o, comunque, ridurre il pianeta in uno stato simile a quello descritto da Robert Altman nel film ‘Quintet’ del 1979. Tale evidenza, tuttavia, è tale per il presente ma si capisce assai meno per il passato.

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Il Grillo tornante


Flop a parte, non so se rivedere Beppe Grillo nelle vesti di comico in tv sia davvero uno spot in favore del Movimento 5Stelle o sia per loro controproducente. Lo spettacolo mandato in onda l’altra sera su Raidue, C’è Grillo, suscita in effetti sentimenti assai contrastanti: c’è chi rivendendolo lo rimpiange nelle vesti di comico e animatore, ritrovando la sua verve di libero imprecatore. C’è chi invece non vede soluzione di continuità e ritiene che il Grillo profeta politico sia la continuazione del Beppe comico con altri mezzi, ma con gli stessi scopi: dire la verità, incazzandosi. Divertire & Sovvertire. E c’è chi, all’opposto, vedendolo nelle vesti di guitto, conferma che non si possono affidare le redini del paese a un movimento che si ispira a un cabarettista. Finché si scherza va bene… Insomma, credo che dopo aver visto il Grillo tornante in Rai, ognuno rafforzi i suoi giudizi e i suoi pregiudizi. Continua a leggere

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Processiamo le Ong, non Salvini

Matteo SalviniIl caso Sea Watch dimostra come alle organizzazioni umanitarie non interessi salvare vite umane, ma usare i disgraziati recuperati in mare per costringere Italia ed Europa ad aprire le porte ai migranti irregolari.
Ci risiamo. Dopo la richiesta di mandare a processo il ministro degli Interni Matteo Salvini per il caso Diciotti s’attende la richiesta di qualche magistrato pronto a inquisirlo anche per il caso dei 47 migranti bloccati a bordo della Sea Watch davanti a Siracusa. Nulla di strano per un’Italia dove il senso dello Stato di alcuni magistrati va in senso contrario rispetto al buon senso e al sentire della maggioranza della popolazione. Per capire come la giustizia rischi di trasformarsi, una volta di più, in arma politica al servizio di magistrati convinti di poter cambiare i governi a colpi di incriminazioni bastano i paradossi del caso Sea Watch.

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La Siria rifiuta i rapporti con il regime francese che ha sostenuto il terrorismo”


La Siria denuncia una nuova ingerenza del governo francese nei suoi affari interni e la considera parte attiva della su continua politica di sobillazione fallita contro il paese arabo.
“La Siria non è affatto interessata a stabilire relazioni con un paese che ha contribuito all’aggressione terroristica contro il nostro paese e le cui mani sono macchiate dal sangue di innocenti siriani”, ha dichiarato lunedì una nota del ministero degli esteri siriano, in riferimento alle recenti dichiarazioni rilasciate dal presidente francese Emmnauel Macron, in Egitto, sul processo politico nel paese arabo.
Secondo l’ agenzia di stampa ufficiale siriana SANA , la nota afferma che il “regime francese” ha offerto ogni tipo di sostegno ai terroristi , e il suo ministro degli esteri, Jean-Yves Le Drian, è arrivato a descrivere come “rivoluzionari” gli estremisti tagliagole del gruppo di Frente. Al-Nusra (noto anche come Fath Al-Sham), oltre a interrompere tutte le iniziative politiche per raggiungere una soluzione alla crisi nel paese arabo. Continua a leggere

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Il tramonto di Berlusconi

Non è solo una questione di età: il fatto è che ormai Silvio Berlusconi è un uomo imprigionato in quella corte che gli impedisce qualsiasi contatto con il mondo esterno, se non filtrato da quella medesima corte che gli presenta una visione distorta della realtà. Quella corte che in questi giorni lo ha messo persino di fronte al fatto compito di una Stefania Prestigiacomo, da sempre punto di riferimento di Berlusconi in Sicilia, che si imbarca su un gommone per andare a fare la passerella sulla Sea Watch con altri parlamentari “sinistrati”.
Berlusconi ha un nocciolo duro di elettori che continuano a credere in lui per quello che in passato ha rappresentato, ma credono solo in lui, e si aspettano che sia lui a dettare la linea. Continua a leggere

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"Viaggio, vitto e alloggio per votare Della Vedova": è polemica su +Europa

Scoppia la polemica dopo le dichiarazioni di alcuni “trasfertisti” del voto per la segreteria di partito: “Non ho mai la possibilità di fare questi viaggi, con pullman e albergo pagati, mi sono divertito. Spero che la prossima volta mi diano anche i soldi”, commenta il signor Giovanni

Stanno iniziando a fare sempre più rumore le indiscrezioni che arrivano dal “dietro le quinte” delle elezioni del nuovo segretario della coalizione “+Europa”. E’ “Tpi” a riportare le dichiarazioni di alcuni partecipanti al congresso, che si è svolto a Milano nelle giornate del 25, 26 e 27 gennaio. Parole che non possono non lasciare a bocca aperta chiunque abbia udito il loro contenuto.
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Il Senato neghi autorizzazione a procedere

“Dopo aver riflettuto a lungo, ritengo che l’autorizzazione a procedere debba essere negata”. La versione di Matteo Salvini sul caso Diciotti è affidata ad una lettera al Corriere della Sera. Salvini parla di numeri, dei traguardi del governo. Parla della diminuzione degli sbarchi, dei morti in mare, dei rimpatri e del calo degli “immigrati in accoglienza”. Tutti numeri che certificano il suo lavoro da Ministro dell’interno. La premessa è obbligatoria in quanto la difesa di Salvini segue proprio questo filo. Si appella “all’articolo 9 comma terzo, della legge costituzionale n 1/1989” quando chiede che il Senato neghi l’autorizzazione dei magistrati a procedere, in quanto il ministro ha agito per “la tutela di un interesse dello Stato costituzionale”. La contestazione dei magistrati siciliani è quella di “sequestro di persona aggravato”. Nulla di personale.

Non c’entra la mia persona. Innanzitutto il contrasto all’immigrazione clandestina corrisponde a un preminente interesse pubblico, posto a fondamento di precise disposizioni(…) In secondo luogo ci sono precise considerazioni politiche.

La giustificazione è che il governo stesso abbia agito per verificare come poter ripartire gli “immigrati a bordo della nave Diciotti”, quindi in norma con l’articolo 79 del Trattato sul funzionamento dell’Unione e in linea con quanto concluso dal Consiglio europeo del 28 giugno 2018. La difesa è incentrata dunque sui doveri da ministro dell’Interno, lavoro figlio delle promesse fatte in campagna elettorale. Il succo è chiaro. Il Senato neghi l’autorizzazione ai magistrati, anche perché Salvini non si pente di nulla.

“Non rinnego nulla e non fuggo dalle mie responsabilità di ministro. Sono convinto di aver agito sempre nell’interesse superiore del Paese e nel pieno rispetto del mio mandato. Rifarei tutto. E non mollo”.

fonte – https://www.huffingtonpost.it/2019/01/29/il-senato-neghi-lautorizzazione-a-procedere_a_23655630/?ref=fbph&ncid=fcbklnkithpmg00000001

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Voltaire e il cortocircuito dell’illuminismo oscurantista

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Comunicato n. 8/19 del 29 gennaio 2019, San Francesco di Sales
 
Voltaire e il cortocircuito dell’illuminismo oscurantista 
Il Voltaire che non ti aspetti: razzista e antisemita, di Giorgio Enrico Cavallo
Premesso che non è saggio guardare alla storia con i paradigmi del presente, è comunque interessante osservare che Voltaire, il grande apostolo dei tempi moderni, non fu esattamente quel sant’uomo che si può immaginare. Di più. Nella nostra epoca, il “peccato mortale” condannato da tutti è il razzismo. Ebbene, il padre del pensiero moderno non soltanto era “razzista”, ma era anche un azionista delle navi negriere attraverso la Compagnia delle Indie (1). Nel Trattato di metafisica, Voltaire aveva scritto che i negri sono inferiori perché a metà strada tra gli europei e le scimmie (2). Nel Saggio sui costumi e sullo spirito delle nazioni si legge: «È solo permesso a un cieco di dubitare che i bianchi, negri, albini, ottentotti, lapponi, cinesi, americani, sono razze completamente diverse» (3). E ancora, accostando gli africani a delle bestie: «La stessa provvidenza che ha prodotto l’elefante, rinoceronte e negri, ha creato un altro mondo alci, condor […]» (4). E ancora: «I bianchi, i negri, i rossi, i lapponi, i samoidi e gli albini non provengono certamente dallo stesso terreno» (5). Ce l’aveva anche con gli ebrei. Nel suo Dizionario filosofico (1764) li accusò in modo del tutto gratuito di antropofagia. Si legge alla voce “Antropofagi”: «E invero, perché mai gli ebrei non sarebbero stati antropofagi? Sarebbe stata la sola cosa che mancasse al popolo di Dio per essere il più abominevole popolo del mondo» (6). Continua a leggere
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Aperta inchiesta sulla Sea Watch

Risultato immagine per sea watchRoma, 28 gen – La nave Ong Sea Watch, in acque territoriali italiane con a bordo 47 immigrati irregolari, oltre ad aver scatenato l’ennesimo scontro politico tra il governo gialloverde – fermo sulla linea dura dei porti chiusi – e l’opposizione immigrazionista, è sotto inchiesta.
La Procura di Siracusa per il momento non ha indagati né ipotesi di reato, ma sta raccogliendo giorno per giorno le informazioni della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza, che si occupa della vigilanza marittima.
L’ultima informativa delle Fiamme gialle, prevista per oggi, riguarderà la situazione a bordo, le rotte seguite dall’imbarcazione e la possibilità che il comandante della nave battente bandiera olandese abbia disatteso l’ordine del Centro di coordinamento marittimo olandese, virando verso l’Italia invece di puntare verso le coste della Tunisia, più vicine, quando stava per arrivare la tempesta.
Il prossimo passo degli inquirenti potrebbe essere un’ispezione a bordo – come era già successo con la Diciotti – se venisse denunciato il rischio di emergenza sanitaria. I pm, per procedere, dovrebbero ipotizzare un reato: probabilmente l’omissione di soccorso. In caso di emergenza conclamata – rischi di epidemie e contagi, migranti bisognosi di cure urgenti e in pericolo di vita – o di violazioni da parte della Ong, potrebbe scattare il sequestro dell’imbarcazione. E pertanto verrebbe disposto lo sbarco. Ma al momento le condizioni a bordo non sono di emergenza. Continua a leggere

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L'ultima indecenza dell'Anpi: «Le Foibe sono un'invenzione dei fascisti»

 «È sconcertante e allarmante vedere come un’associazione che si vanta di tramandare la storia e la memoria neghi pubblicamente, attraverso i social, una tragedia immane come quella delle Foibe in nome di un’ideologia seguita ormai da pochi nostalgici bolscevichi» Così Luciano Sandonà, Consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, risponde tramite una nota ”alle polemiche sollevate da un post su Facebook pubblicato dalla sezione Anpi di Rovigo, in cui l’associazione dei partigiani rodigina ha parlato delle Foibe come “un’invenzione” dei fascisti utilizzata per far sparire i partigiani jugoslavi.

«Basovizza è una fandonia»

“L’Anpi di Rovigo ha citato la Foiba di Basovizza, parlandone come di una ‘vergognosa fandonia’ – continua Sandonà – non solo quindi ha negato una tragedia ancora oggi troppo poco conosciuta e condannata, ma ha calpestato in m«odo vergognoso la memoria delle vittime innocenti barbaramente trucidate negli inghiottitoi carsici e di tutti quei cittadini di origine italiana del Venezia Giulia, Istria e Dalmazia costretti a lasciare le loro case per evitare l’atroce persecuzione delle truppe del maresciallo Josip Broz Tito“. “Un dramma, quello degli infoibati, vergognosamente ‘dimenticato’ per motivi politici dalle nostre istituzioni per troppi decenni, fino alla doverosa creazione del Giorno del Ricordo. Preoccupa vedere come il negazionismo sia ancora così forte – conclude il Consigliere di Zaia Presidente – e che, pur di proteggere un’ideologia politica, non ci si faccia scrupolo di passare sopra le 11mila persone che hanno trovato la morte in quelle foibe da loro definite ”invenzione storica””.

fonte – http://www.secoloditalia.it/2019/01/lultima-indecenza-dellanpi-le-foibe-sono-uninvenzione-dei-fascisti/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

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