Cent'anni di fascistudine


“A decorrere dal 1°gennaio, nessun uomo o partito politico potrà dichiararsi irresponsabile dei propri errori con la scusa che c’è stato il fascismo”. Ci vorrebbe una dichiarazione del genere, come quella scritta dal poeta e scrittore socialista Giacomo Noventa per ritenere definitivamente fuori corso il fascismo, a un secolo dalla sua nascita e a tre quarti di secolo dalla sua morte.
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Almirante

di Francy Rossini
 
Non è facile scrivere di Giorgio Almirante per chi lo ha conosciuto e frequentato, politicamente e umanamente, ovvero il sottoscritto (tra da posizioni vicine a quelle di Beppe Niccolai dal 1984 circa). La contestazione interna alla linea Almirante verte tutt’ora su un paio di principi fermi, che in teoria potrebbero avere una loro validità e che meritano qui di essere analizzati: ovvero  Almirante fu atlantista, dunque non poteva essere neofascista, quindi  Almirante non fu neofascista  poiché il fascismo era sociale, l’almirantismo fu invece la ruota di scorta della Dc.

Va anzitutto precisato che Almirante fu un politico, non fu un teorico della politica né un ideologo, e ancor prima che figlio del regime fascista o della Rsi, fu un figlio della guerra civile italiana e di Piazzale Loreto, fu figlio di una precisa epoca storica in cui “partigiani” con la bandiera britannica ebbero per un certo tempo campo libero per esercitare il proprio peggiore spirito di vendetta ed odio su altri italiani imponendo la logica dello sterminio. Se non si comprende questo, o non si vuole comprendere questo, non si può comprendere tutta la successiva tattica politica almirantiana.

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LA NEOCHIESA SI FA’ PARTITO

Come scrive Chiara Campo sul Giornale, dal 2011 al 2015 la giunta Pisapia ha diviso oltre 61 milioni di euro di fondi pubblici (comunali o dello Stato) destinati alla gestione dell’emergenza profughi solo tra cinque associazioni. La parte maggiore è andata a Farsi Prossimo, promossa dalla Caritas (24,5 milioni alla cooperativa e 11,7 al consorzio). Oltre 18,5 milioni alla fondazione Progetto Arca, circa 4,7 alla Casa della Carità di don Virginio Colmegna (il suo braccio destro Maria Grazia Guida è stata anche vicesindaco nei primi due anni di mandato), 631.876 euro all’associazione Sviluppo e Promozione. Una quota minore ai City Angels (64mila euro) e altri 916.235 euro del Servizio politiche immigrazione divisi tra Fondazione fratelli di San Francesco, Fondazione Don Gnocchi e ancora City Angels.

Sono fondi per l’accoglienza distribuiti quasi sempre senza bando pubblico ma con la formula della procedura negoziata, in pratica con assegnazione diretta”.
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fonte – https://www.maurizioblondet.it/la-bonta-della-neochiesa/

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TENTATO OMICIDIO POLITICO AL “SALVINI” TEDESCO

BASTONATO A SANGUE PER STRADA:
GRAVISSIMO IL PARLAMENTARE DI BREMA
DEL PARTITO AFD ANTI-IMMIGRAZIONE.
ESPLOSIONE NELLA SEDE IN SASSONIA

___di Fabio Giuseppe Carlo Carisio ___
Nell’Europa controllata da George Soros che finanzia le navi delle Ong a caccia di nuovi migranti sulle coste della Libia e controlla circa 226 eurodeputati di Bruxelles perlopiù di sinistra non si può essere di destra, conservatori, sovranisti e sostenere, in modo democratico, posizioni contrarie alle immigrazioni indiscriminate. La conferma giunge dalla brutale aggressione che ha ridotto in fin di vita l’esponente del parlamento tedesco Bundestag e presidente della sezione di Brema dell’Afd, Frank Magnitz. Continua a leggere

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Nelle Ong spuntano gli stipendi d'oro: diecimila euro per salvare i migranti

Chiamavano i migranti da soccorrere, “la roba”. E intascavano stipendi d’oro: da diecimila euro al mese. Le rivelazioni sulla nave Iuventa, appartenente a una Ong tedesca, fanno emergere un quadro impressionante sul business degli sbarchi. Come ha riportato il quotidiano La Stampa, dalle intercettazioni di due collaboratori di Save the Children, si evince come l’impegno di certe Ong sia tutt’altro che disinteressato. Uno chiede all’altro: «Quali erano secondo te le cose strane che hai visto?». E lui risponde:«”Innanzitutto il fatto che venissero pagati così tanto, il fatto che ci facessero fare queste c… di foto come …». L’amico chiede: «Perché loro, aspè perché loro erano pagati come stipendio dici?». Sorprendente la risposta: «Eh, si, cioè .. cioè uno che fa il volontario che si piglia 10.000 euro mi sembra …».

E un volontario rivela: “Quella Ong è fatta da banditi”

E in un’altra intercettazione: “Quegli altri, quelli là…”, continua in un’altra chiacchierata l’operatore riferendosi a un’altra organizzazione di volontari, “quelli erano banditi del mare non erano soccorritori del mare, eh? Quelli erano veramente banditi! Cioè veramente quella è stata proprio scandalosa… hanno fatto più morti loro che loro da soli coi gommoni”.
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Zuccaro non demorde: “Con gli immigrati fa i soldi la mafia. E nelle Ong non tutti sono filantropi”

Roma, 3 mag – “Il numero di persone che cercano di arrivare in Italia è evidentemente esploso letteralmente nel 2017 e la maggior parte di essi non ha diritto alla protezione internazionale. Non è quindi il caso che le ong svolgano questa attività di supplenza, ma la assumiate voi che avete la responsabilità politica”. Lo ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro, parlando in audizione alla commissione Difesa del Senato. “Molte vite in mare – ha poi aggiunto il procuratore- si perdono. Il volontariato deve supplire dove ci sono carenze negli Stati, ma in una situazione non emergenziale bensì strutturale, questa materia essere gestita dagli Stati”.
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I "vescovi" benedicono i sindaci anti-Salvini: "Non guida lui la Chiesa"

Sul decreto Sicurezza di Salvini, i prelati chiedono “obiezione di coscienza”. E sposano il ricorso dei governatori alla Consulta
Dopo gli appelli ad aprire i porti, ora i vescovi italiani si schierano al fianco di Orlando&Co. contro l’applicazione del dl Sicurezza. A prendere la parola è monsignor Perego, vescovo di Ferrara ed ex direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei.
“Ci sono due livelli, entrambi importanti – osserva il monsignore all’Adnkronos -. In Costituzione abbiamo l’art. 10 che tutela il diritto di asilo e in questo momento, di fronte ad un decreto sicurezza che non tutela il diritto di asilo e mette in difficoltà ulteriormente le realtà locali, è giusto ricorrere ai giudici della Consulta da parte dei sindaci e anche delle associazioni”.
Nei giorni scorsi anche Bagnasco era arrivato a chiedere un “giudizio di coscienza sul dl Sicurezza”. Ora Perego torna all’attacco: “Di fronte a gravi disagi – dice – è giusto il ricorso perché in coscienza non si può accettare quello che va contro diritto”. È dunque giusto “fare obiezione di coscienza di fronte ad un decreto che non tutela la vita delle persone”.
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