La nuova frontiera dell’emancipazione adulta e femminile ora è “confrontarsi” in video con dei bambini. Amelia Bonow, ad esempio, spiega sulla tv americana che interrompere la gravidanza fa parte del piano di Dio
Il 2 gennaio Amelia Bonow cinguettava beffarda: «Il video “Kids Meet Someone Who Had An Abortion” ha ora più di un milione di visualizzazioni. Un enorme grazie a tutto il gruppo degli anti-choice per averlo ampiamente condiviso e avere esposto decine di migliaia di donne conservatrici che hanno abortito all’idea fresca e seducente che non devono odiare se stesse». Nel video, parte di una serie chiamata Kids Meet, un format prodotto da HiHo kids e basato sul confronto tra ragazzini e adulti (tra gli altri, un sordo, un sopravvissuto all’olocausto, un ventriloquo, una persona di genere “non-conforme”), Bonow spiega a ragazzini tra i 10 e i 14 anni che abortire è un po’ come andare a un appuntamento dal dentista, «vai dal dottore e loro mettono questa piccola cannuccia dentro la tua cervice e dentro il tuo utero. E poi ti succhiano fuori la gravidanza. Mi sono sentita un po’ a disagio, ma poi è finita e mi sentivo davvero grata di non essere più incinta». A un ragazzino che azzarda che i bambini indesiderati possono sempre essere dati in adozione Bonow ribatte che non si può costringere le donne a «creare la vita», «mi sentirei come se fossi forzata, di aver perso ogni diritto. Dovrei essere io a decidere se il mio corpo crea la vita. Anche se dai un figlio in adozione, hai sempre un figlio là fuori, da qualche parte, sai?».
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