Gard : le cimetière d’un village profané en plein week-end de pâques

Continua l’opera di denuncia pubblica del nostro Circolo CHRISTUS REX delle profanazioni dei luoghi sacri e delle persecuzioni dei cristiani nel mondo. Chi avesse segnalazioni certe, inoltri le notizie o i link a christusrex@libero.it

Une soixantaine de croix du cimetière de ce petit village ont été cassées ou renversées dans la nuit de dimanche à lundi.

Bien triste week-end de Pâques pour les 670 habitants du petit village de Saint-Julien-de-Cassagnas, situé au nord d’Alès (Gard). Ce lundi matin, les habitants ont découvert que leur cimetière avait été profané dans la nuit de dimanche à lundi rapporte Le Midi Libre.

Selon le quotidien régional, une soixantaine de croix ont été cassées ou renversées. D’autres croix ont été déplacées sur les pierres tombales ou disposées d’une étrange façon.

Le ou les individus auteurs de ces actes de vandalisme sont activement recherchés par les gendarmes de la brigade de recherche d’Alès. Pour tenter de recueillir le maximum d’indices, les techniciens en identification criminelle étaient présents ce lundi matin sur les lieux de la profanation.

fonte – http://m.leparisien.fr/faits-divers/gard-le-cimetiere-d-un-village-profane-en-plein-week-end-de-paques-22-04-2019-8058066.php

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Ohio: aborto sarà reato già dopo il primo battito di cuore fetale

Se negli Stati a guida democratica (New York, Vermont), la buriana abortista sembra avanzare senza ostacoli, tutt’altro vento sta soffiando nei territori a guida repubblicana. L’esempio recente più emblematico è quello dell’Ohio, dove il governatore Mike DeWine ha annunciato la sua firma ad una storica restrizione: dopo il primo battito cardiaco fetale accertato, l’aborto non sarà più possibile. Il provvedimento è stato votato mercoledì scorso dalla Camera dei Deputati statale con 56 voti favorevoli e 39 contrari, dopo che, lo stesso giorno, il Senato si era espresso con 18 voti favorevoli e 13 contrari.

 In questo modo l’Ohio si allinea ad altri cinque Stati americani che hanno approvato analoghe restrizioni, sebbene in due casi siano state rigettate dalle Corti statali. Attraverso la tecnologia degli ultrasuoni transvaginali, nel feto il battito cardiaco può essere rilevato già intorno alla quinta o sesta settimana di gestazione: un momento in cui, molte donne ancora non si accorgono della loro gravidanza. Il progetto di legge pro life dell’Ohio, inoltre, non prevede eccezioni né per lo stupro né per l’incesto. Anche per queste ragioni, i democratici e gli abortisti hanno annunciato ricorso. A loro avviso, l’impianto della nuova legge statale contrasta apertamente con i principi della sentenza Roe vs Wade.
«Ho il timore che molti dei nostri ragazzi possano andare via, rischiamo di perdere molti giovani che non vogliono vivere in un’atmosfera oppressiva», ha dichiarato enfaticamente la deputata democratica Michele Lepore-Hagan. Di tutt’altro avviso, la parlamentare repubblicana Candice Keller, che ha definito la proposta di legge come «la più compassionevole che abbiamo mai approvato».
La deputata repubblicana ha poi aggiunto: «Se davvero vogliamo dare potere alle donne dell’Ohio e di questo Paese, dovremmo iniziare a dire la verità sull’industria dell’aborto e sugli enormi profitti che se ne traggono sulla pelle delle donne». Va anche detto, a onor del vero, che durante la precedente legislatura, sempre in Ohio, una normativa simile era già passata due volte ma, in entrambe le occasioni, l’allora governatore John Kasich, anch’egli repubblicano, in controtendenza con la sua maggioranza parlamentare, aveva posto il veto, onde prevenire un eventuale giudizio di incostituzionalità.
Luca Marcolivio

fonte – https://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/ohio-aborto-sara-reato-gia-dopo-il-primo-battito-di-cuore-fetale/

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Il sultano del Brunei risponde alla Ue e difende la lapidazione dei gay

Bruxelles, 23 apr – Aveva fatto molto scalpore la notizia dell’introduzione della pena di morte per omosessuali e adulteri nel sultanato del Brunei. La nuova legge è entrata in vigore lo scorso 3 aprile e non aveva mancato di scatenare le reazioni di associazioni umanitarie e Lgbt, nonché l’indignazione di molti Stati occidentali. L’Unione europea aveva per esempio esortato Haji Hassanal Bolkiah, sultano del Brunei, ad abolire immediatamente la pena capitale per lapidazione prevista dal nuovo codice penale, basato sui dettami della sharia.

La risposta del sultano

Ora però il sultano ha risposto al Parlamento europeo. E non è esattamente la risposta che si aspettava Bruxelles. In una lettera lunga quattro pagine – come riporta il Guardian – il sovrano del Brunei ha infatti spiegato che la normativa è stata introdotta per «salvaguardare la sacralità della discendenza familiare e del matrimonio». Il sultano ha però voluto tranquillizzare gli eurodeputati, evidenziando che le condanne saranno comunque poche, poiché sono necessari «almeno due uomini di alta statura morale e fede come testimoni». Pertanto sarà esclusa «ogni forma di prova circostanziale». Il sultano ha difeso la sua posizione invocando «tolleranza, rispetto e comprensione» da parte della Ue nei confronti del Brunei, che sta semplicemente tentando di preservare i suoi valori tradizionali.

Come funziona?

Secondo il nuovo codice penale, per gay e adulteri è prevista la condanna a morte, da infliggere tramite lapidazione e frustate. La massima pena per le lesbiche, al contrario, consiste in 40 bastonate oppure in 10 anni di prigione. Il codice ha inasprito altresì le condanne per i casi di furto: per i condannati senza precedenti è prevista l’amputazione della mano destra, mentre per i recidivi scatta l’amputazione anche di un piede.
Vittoria Fiore
fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/sultano-brunei-ue-lapidazione-gay-114611/

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Canali maschili e femminili alla Rai: il Guardian attacca e li definisce 'sessisti'

Come se non ci fossero cose più importanti a cui pensare, il Guardian attacca la Rai per la sua idea di fare canali dedicati a uomini e donne.
Una polemica basata su un’abitudine mondiale, quella di suddividere i canali per temi e generi. Questo è ciò su cui sta marciando il Guardian, dando voce a diversi radical chic che urlano allo scandalo.
Per il Guardian il fatto che anche la Rai intenda creare un canale dedicato agli uomini e uno dedicato alle donne è sessista e irrispettoso. Irrispettoso per chi? Per coloro che non sono inquadrati nel genere, per le femministe e via dicendo.
Poco importa se i canali tematici sono diffusi in tutto il mondo. Poco importa se emittenti pubbliche e private hanno personalizzato interi palinsesti.
,In questo articolo del quotidiano britannico il Guardian dice la riorganizzazione dei canali della tv pubblica italiana avrebbe destato estremo scalpore. Addirittura “furia” in Italia.
Sempre nello stesso articolo, il Guardian dice che una fonte alla Rai ha detto che il piano era di riposizionare i programmi per indirizzare meglio il pubblico maschile e femminile, ma la potenziale mossa è stata vanificata dai parlamentari dell’opposizione e dai gruppi di donne.
E proprio di questo si tratta: la furia di cui parla il Guardian sarebbe relativa all’intervento di Salvatore Margiotta, un senatore del partito democratico di centro-sinistra che siede nel comitato di supervisione parlamentare dell’emittente.
Il Guardian ha preso come esempio il parere della sinistra più radical chic, con dichiarazioni del calibro di mentre cerchiamo di superare la discriminazione di genere, nel 2019, avere un canale pubblico dedicato a un pubblico femminile e un altro a un pubblico maschile è pazzesco. Sembra essere in linea con la sottocultura di questo governo.
Forse occorrerebbe ricordare che canali maschili e femminili sono presenti in ogni parte del mondo. Persino i maggiori colossi dell’intrattenimento hanno delle sezioni “Lui” e “Lei”, con programmi grossomodo preferiti dagli uomini e/o dalle donne.
Per altro, lo scopo delle proposte Rai era quello di arricchire le offerte di film. Si tratta pertanto di una polemica che lascia il tempo che trova. A dispetto di quanto il Guardian voglia darle spazio.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/canali-maschili-e-femminili-alla-rai-il-guardian-attacca-e-li-definisce-sessisti/

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"Io antifascista chiedo di fare il corteo per Ramelli"

«Io sono radicalmente ed eternamente antifascista. Ma mi spiegate perché bisogna vietare un corteo in ricordo di Sergio Ramelli, ragazzino del Msi trucidato a sprangate nel 1975? L’uccisione di Sergio è stato uno degli atti più barbari della politica di quegli anni».

Ex direttore del quotidiano «Il dubbio» e da sempre brillante coscienza critica della sinistra, Piero Sansonetti ha twittato così ieri nel suo profilo. «Ci sono i nemici, cui non deve neppure essere corrisposto l’odio, perché non meritano alcuna attenzione. Poi ci sono gli avversari, con cui serve confrontarsi…», gli ha risposto su Facebook l’ex deputato Massimo Corsaro, altrettanto brillante coscienza critica della destra. L’antipasto del solito, inevitabile dibattito (e purtroppo scontro) su tempi e modalità delle manifestazioni per ricordare l’assassinio di Ramelli per mano di Avanguardia operaia, ma anche il consigliere provinciale del Msi Enrico Pedenovi ucciso il 29 aprile del 1976 da un commando dei terroristi di sinistra di Prima Linea e l’eroe di guerra Carlo Borsani trucidato dai partigiani a guerra finita il 29 aprile del ’45. Per ora di fronte alla richiesta di un corteo silenzioso chiesto dal comitato di cui fanno parte due partiti come Casa Pound e Forza Nuova che si presentano alle prossime elezioni europee e all’appello di 60 politici di diversi schieramenti (tra cui i vice presidenti di Camera e Senato), la questura ha negato il permesso. Elezioni sì, corteo no. A favore del quale, però, si schiera anche un uomo convintamente di sinistra come Piero Sansonetti.
fonte – http://www.ilgiornale.it/news/milano/io-antifascista-chiedo-fare-corteo-ramelli-1683213.html?mobile_detect=false

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Testimoni di Geova S.p.A., un fiume di soldi dietro la fede: conti segreti e fondi speculativi

Può un “ente religioso, di istruzione, assistenza e beneficenza” investire in un fondo che ha sede in un paradiso fiscale? O essere il beneficiario delle azioni di società che vendono armi? Per rispondere a queste domande, Fanpage.it ha realizzato un’inchiesta sulle finanze della Società Torre di Guardia, l’istituzione dei testimoni di Geova per promuovere la loro opera religiosa in 240 Paesi al mondo.
Cosa hanno in comune la Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, l’istituzione dei testimoni di Geova per promuovere la loro opera mondiale, e la JP Morgan, la più grande banca del mondo? Può un “ente religioso, di istruzione, assistenza e beneficenza” investire in un fondo che ha sede in un paradiso fiscale? Chi ha il compito di istruire spiritualmente, può essere il beneficiario delle azioni di società che vendono armi? Per rispondere a queste domande, Fanpage.it ha realizzato un’inchiesta sulle finanze della Società Torre di Guardia (in inglese, Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania), l’ente no profit istituito nel 1884 negli Stati Uniti e presieduto da un Corpo direttivo di 8 membri, lo “schiavo fedele e saggio”. La Società Torre di Guardia ha tra i suoi obiettivi l’attività editoriale con la pubblicazione di Bibbie (circa 220 milioni di copie) e altri testi religiosi, l’istruzione, l’assistenza e beneficenza. La sede principale si trova a Warwick, nello Stato di New York, dove le varie congregazioni dei testimoni di Geova inviano i rapporti sull’opera di predicazione svolta da oltre otto milioni e mezzo di fedeli, presenti in 240 Paesi. Accanto a queste finalità religiose e caritatevoli, però, esiste un altro aspetto meno conosciuto: dai documenti contabili, infatti, emerge che la Torre di Guardia ha realizzato investimenti finanziari in JP Morgan; beneficiato di azioni di società che vendono armi; senza contare le entrate da un fondo in un paradiso fiscale o gli enormi profitti con la vendita di immobili a New York. Tutte queste attività, perfettamente legali, sono in gran parte sconosciute ai fedeli.
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fonte – https://www.fanpage.it/testimoni-di-geova-s-p-a-un-fiume-di-soldi-dietro-la-fede-conti-segreti-e-fondi-speculativi/

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Sri Lanka: bombe uccidono 300 Cristiani, ora nuovo allarme in aeroporto

Ennesimo caso di ‘terrorismo religioso’.
Trecento morti e più di cinquecento feriti. E’ un bilancio drammatico quello della Pasqua nello Sri Lanka. Ieri il paese è stato teatro di una terribile strage, dove ad essere colpiti sono stati ancora una volta i cristiani. In una Chiesa, durante le celebrazioni pasquali, sono esplose otto bombe, causando morte e distruzione.
Da allora è stato allarme in tutto il paese, perché secondo le prime ricostruzioni offerte dal governo locale, si sarebbe trattato di un atto di terrorismo religioso. Già nelle scorse ore ben tredici persone sono state fermate come sospettati. Coinvolti nell’esplosione anche trentacinque stranieri, ma dalla Farnesina confermano che non ci sarebbe nessun italiano.
Intanto, nelle ultime ore il paese del sud est asiatico sembra essere piombato nuovamente nel caos. Un altro ordigno sarebbe stato individuato nel principale aeroporto di tutto lo Sri Lanka, a Bandaranaike.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/sri-lanka-bombe-uccidono-300-cristiani-ora-nuovo-allarme-in-aeroporto/

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Strage di cristiani in Sri Lanka, per i dem sono “adoratori di Pasqua”

“Adoratori di Pasqua”. Come se il termine “cristiani” fosse una parolaccia. Così vengono definite le oltre 290 vittime della strage compiuta in Sri Lanka, perpetrata tramite esplosioni in diversi luoghi di culto. A questo sono arrivati i dem americani, da Hillary Clinton a Barack Obama, per non dimenticare l’ex membro del gabinetto di governo Jùlian Castro.
Strage di cristiani in Sri Lanka, per i dem sono "adoratori di Pasqua"
Strage di cristiani in Sri Lanka, per i dem sono "adoratori di Pasqua"
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La pasqua vegana secondo greta

Ovviamente, noi abbiamo mangiato un fantastico agnello e poi una fiorentina di rara bontà. Perché Dio ci ha messo a disposizione certi animali per nutrirci della loro carne. Alcuni, anche per usanza religiosa.

QUINTA COLONNA
di Marcello Veneziani
Come si traduce Greta in versione pasquale? Pranzo vegano, come ha detto lei stessa. Il gretismo dalle piazze si è spostato sulle tavole pasquali e alimenta la guerra civile dell’Agnello. Da una parte i cultori carnivori della tradizione secondo i quali non c’è Pasqua senza agnello, capretto o affini da mangiare; dall’altra i seguaci della setta planetaria di Gretology, nel nome vegano dell’animalismo e dei diritti degli agnelli. Esenzione totale degli agnelli dai banchetti pasquali, immunità sacramentale del capretto. Che un agnello debba morire di vecchiaia o di malattia e non di banchetto pasquale, è una delle conquiste dovute all’umanizzazione degli animali e alla parallela animalizzazione dell’umanità. Posso capire che qualcuno scelga la via vegetariana; li rispetto, comunque sono fatti loro. Li capisco meno quando vogliono stravolgere tradizioni e processare religioni, generare sensi di colpa collettivi, propagare fanatismi che spezzano il ciclo naturale e la catena alimentare. Personalmente propendo per una soluzione di compromesso: consumate l’agnello pasquale ma di pasta reale. Così l’agnello in carne e ossa è salvo, e il rito dell’agnello pasquale pure. Anche se reputo frustrante per l’agnello non essere più al centro delle attenzioni pasquali, perdere la sua giornata di gloria, anche se finiva in tegame, e tornare a una banale marginalità. A meno che si senta una specie di rifugiato politico, seppur strumentalizzato dal politically correct. Col fastidio aggiuntivo di avere nei convertiti vegani dei concorrenti erbivori.
Ma al di là di Pasqua resta irrisolto un mistero, che è poi un’ingiustizia. Perché se vai al bar trovi il cornetto vegano, se vai al supermercato trovi la linea per i vegani, se vai ai ristoranti trovi cibi per vegani, e invece se sei diabetico non trovi un beato fico? Perché una scelta dietetica, una credenza, a volte una moda, trovano ampio spazio nei nostri negozi e invece una malattia, uno stato di necessità, che riguarda milioni di persone, non trova spazio nella nostra società? Non accampate le ragioni di mercato perché varrebbero anche per il target più vasto dei diabetici. È una scelta ideologica, è un prolungamento dell’ideologia global di Gretology. È il dieteticamente corretto, è il bergoglismo alimentare, è l’animalismo come religione dell’umanità. Continua a leggere
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