La Settimana Santa

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

La Settimana Santa
 
Catechismo Maggiore di san Pio X – Della settimana santa
Pratica del Tempo di Passione e della Settimana Santa
Funzioni del Triduo Sacro
fonte – http://www.centrostudifederici.org/la-settimana-santa-3/
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Danimarca, guerra multietnica: 23 arresti. Media in silenzio

Siamo in Danimarca. E’ possibile che un gesto provocatorio scateni una guerra multietnica? A quanto pare sì. Un libro caduto a terra. un Corano, sacro per qualcuno, logicamente meno importante per altri. Gesto provocatorio quello di Rasmus Paludan, avvocato e attivista di un partito di destra, Stram Kurs, che lotta dalla sua fondazione contro l’immigrazione di massa. Gesto magari criticabile, sicuramente un po’ sopra le righe.
Ma di violenza non c’è traccia. Quella la scatenano i “danesi di importazione”, mettendo a ferro e fuoco la città, incendiando 70 automobili, distruggendo vetrine. Naturali gli scontri con la polizia, che ha dovuto reagire in vari modi, utilizzando i lacrimogeni e arrestando 23 persone.
 
Guarda caso il luogo di questo meraviglioso teatro di pace tra popoli è un quartiere multiculturale: Nørrebro, nella capitale Copenaghen, in cui un abitante su 6 non possiede il passaporto danese. Niente di paragonabile a Malmoe o ad altre comunità della Svezia o del Belgio, ma diciamo che si stanno facendo significativi passi avanti.
In ogni caso, Paludan voleva ripetere il gesto, ma è stato frenato dalla polizia che lo ha intimato ad evitare ulteriori provocazioni. Ovviamente, silenzio totale sui media italiani, che tacciono sulla vicenda. Sarà il caso di Notre Dame a concentrare tutte le attenzioni? Può darsi, ma siamo convinti che qualche naufragio al di fuori delle acque di competenza italiane sarebbe stato lanciato sul web con una certa decisione.Danimarca, guerra multietnica: 23 arresti. Media in silenzio
FONTE – https://oltrelalinea.news/2019/04/16/danimarca-guerra-multietnica-23-arresti-media-in-silenzio/

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I ricchi vogliono solo fuggire – da quello che hanno creato

Riprendo  qui una informazione  che devo al lettore “IVO”  e merita approfondimento
“Douglas Rushkoff, definito dal MIT “uno dei dieci più influenti intellettuali”, è stato “affittato” (alla modica cifra che lui descrive come “la metà del mio salario annuale da professore”) per celebrare una lezione riguardo “il futuro della tecnologia”.
Mentre si stava preparando ad andare sul podio dove già si immaginava di dover parlare ad una platea di banchieri d’affari (con quello che l’hanno pagato se ne aspettava una sala piena) che presumeva volessero un aggiornamento riguardo tecnologie, per i loro investimenti, alla fine si è ritrovato in una saletta verde con un pugno di persone (ricchissimi ed influenti banchieri mondiali) la cui unica preoccupazione sembrava essere “quando scoppierà (non se scoppierà, ma quando) la rivoluzione popolare che li obbligherà a nascondersi e fortificarsi, cosa potranno fare per uscirne immuni?”.
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fonte – https://www.maurizioblondet.it/i-ricchi-vogliono-solo-fuggire-da-quello-che-hanno-creato/

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Le chiese europee: Vandalizzate, defecate e incendiate "ogni giorno"


In Germania, quattro chiese sono state vandalizzate e/o incendiate solo a marzo. “In questo paese”, è in corso una guerra strisciante contro tutto ciò che simboleggia il Cristianesimo: attacchi ai danni delle croci poste in cima alle montagne, delle statue sacre per strada, delle chiese (…) e di recente anche dei cimiteri”. – PI-News, un sito di informazione tedesco.
In quasi tutti gli episodi di attacchi ai danni delle chiese, le autorità e i media nascondono l’identità dei vandali. In quei rari casi in cui l’identità musulmana (o “migrante”) degli iconoclasti è trapelata, questi profanatori vengono poi presentati come delle persone che soffrono di problemi di salute mentale.”Quasi nessuno scrive e parla dei crescenti attacchi contro i simboli cristiani. In Francia e in Germania c’è un eloquente silenzio riguardo allo scandalo delle profanazioni e sull’origine dei perpetratori. (…) Non una parola, nemmeno il minimo indizio che potrebbe in qualche modo indurre a sospettare dei migranti. (…) Continua a leggere

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IL SEGRETO DE LA SALETTE (5/95)

L’ATTUALITÀ DEL MESSAGGIO DELLA VERGINE MARIA

Attualità del messaggio della Santa Vergine
IL SEGRETO DE LA SALETTE
(5/95)
Il 19 settembre 1846, a Melania Calvat e a Massimo Giraud apparve la Madre di Dio
L’attualità del messaggio loro trasmesso lascia ancora stupiti. 


Da qualche tempo si sente parlare di statuette della Madonna lacrimanti sangue: l’opinione pubblica, cattolica e non, ne è rimasta turbata o stupefatta.
Indipendentemente da quelle che possono essere le convinzioni personali su queste manifestazioni, esse inducono a riflettere sul significato che sempre nella storia della cristianità siffatte realtà hanno rivestito.
Lasciando alle legittime autorità ecclesiastiche il giudizio definitivo sui recenti avvenimenti, osserviamo che, già nel secolo scorso, la Santa Vergine, in apparizioni riconosciute autentiche dalla Chiesa, ha affidato a veggenti messaggi e profezie poi puntualmente verificatesi.
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Notre Dame, OPEN prova a smentire la gioia social degli islamisti: ma è un flop

Chi legge il web conoscerà senz’altro quel fenomeno di David Puente. Il “debunkatore” ufficiale di Open, quello che sbufala anche situazioni insbufalabili, una firma che si posa come una pietra – o per meglio dire come un ape sovrappeso – su tutte le questioni più inutili della rete. Ebbene, a questo giro Puente se la prende con chi, come noi, ha riportato la notizia delle reazioni a dir poco agghiaccianti dei presenti di origine islamica all’incendio della cattedrale di Notre Dame. Ha la buona pace di non chiamarla “bufala”, perché i numeri sono talmente incontestabili da far rabbrividire i polsi (si parla di migliaia di reazioni divertite, espresse sia in commento che con faccina, ai video della cattedrale in fiamme), ma cerca comunque di dargli una giustificazione diversa da quella che tutti abbiamo immaginato, come vediamo nell’immagine sotto. Continua a leggere

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Brucia Notre-Dame, come l’intera civiltà occidentale

LA TRAGEDIA ALL’INIZIO DELLA SETTIMANA SANTA
«Con Notre-Dame brucia una parte di noi»: tanto ha affermato, secondo le agenzie di stampa, il Presidente francese Emmanuel Macron durante il devastante incendio che ha distrutto la cattedrale di Parigi, simbolo dello stile architettonico gotico.
Ciò che ha affermato Macron è senza dubbio vero e quindi, almeno in linea teorica, condivisibile, se solo non provenisse da un’esponente di spicco di quella classe politica e ideologica europea che quanto mai massimamente ha contribuito negli ultimi decenni ad incendiare non tanto e non solo i pilastri portanti della civiltà occidentale, ma il suo stesso spirito.
La tragedia storico-artistica che si è consuma tra i focolai di Notre-Dame, infatti, può servire da utile suggestione per riflettere sulla tragedia umana e culturale che sta logorando dall’interno, come le fiamme tra le travi di legno del transetto e della navata della celebre chiesa parigina, l’intera civiltà occidentale.
Sarebbe quanto mai opportuno chiedersi, quindi, perché piangere sulle pietre annerite che resteranno a Notre-Dame dopo qualche ora d’intenso e indomabile fuoco, se da tempo, con una violenza ben superiore a quella della più grande immaginabile pira, e senza alcun turbamento interiore o esteriore, l’int Continua a leggere

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Il legale e il bottale

di Marco Mlioni
Apprendo che il Rino Mastrotto group si sarebbe lamentato del contenuto di un mio servizio pubblicato su Vicenzatoday.it il 10 aprile. La lamentela, giunta per bocca dell’avvocato dell’azienda, tale Enrico De Negri, bolla per destituite di fondamento le indiscrezioni raccolte dal sottoscritto rispetto agli scenari futuri che si stagliano all’orizzonte del gruppo conciario trissinese. Le indiscrezioni riguardavano il ventilato cambio di proprietà e le possibili ripercussioni sul piano occupazionale. Quante volte infatti quando arrivano gli stranieri in Italia dopo poco o dopo tanto, soprattutto quando cambia la proprietà, ci sono ripercussioni sul fronte occupazionale?
La proprietà smentisce che abbia intenzione di ridimensionare il personale. Ma ben si guarda dal garantire che eventuali cambi degli assetti azionari garantiranno sempiternamente i livelli occupazionali: semplicemente perché non può farlo. E tra l’altro le indiscrezioni che parlano di un possibile cambio della guardia in seno alla proprietà sono giunte anche dai media specializzati. Che dice il signor De Negri di quanto riportato dal portale de Il Sole 24 ore? E che cosa ne dice il signor De Negri della bibbia dei sovranisti italiani (scenarieconomici.it) che in un articolo dello scorso anno firmato dall’analista indipendente Fabio Lugano, uno dei principali consulenti della associazione degli azionisti azzerati Noi che credevamo nella BpVi e in Veneto banca, proprio a proposito del futuro di Rino Mastrotto group scrive: «Ora probabilmente un private equity straniero prederà il controllo della Rino Mastrotto, con il rischio che se va bene il tutto venga razionalizzato con Pasubio, se va male venga invece delocalizzato altrove». Continua a leggere

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Notre Dame, gli islamisti esultano sul web

L’incendio di uno dei simboli della cristianità europea, Notre Dame, fa “godere” gli islamisti. Che sul web esultano impunemente e senza il minimo ritegno. Come conferma Il Messaggero, la notizia viene data da Site, dopo che aveva iniziato a rimbalzare da un social all’altro. È un copione che si ripete: quando l’Occidente soffre, come nel caso degli attentati terroristi di matrice islamista, arriva l’esultanza della parte più fondamentalista dell’Islam radicale.
Notre Dame, gli islamisti esultano sul web
Sono numerosi, secondo il Site, i profili collegati ad account di islamisti dai quali vengono condivise foto dei media che mostrano le fiamme e il fumo che si alza dalla cattedrale di Parigi, immagini accompagnate da commenti in cui si esprime gioia per la tragedia che ha colpito la capitale francese. Continua a leggere

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Paris: l’incendie à l’église saint-sulpice n’était pas accidentel – Le Parisien

CRISTIANESIMO SOTTO ATTACCO

Dimanche, place Saint-Sulpice (VIe). Un incendie a endommagé l’entrée de l’église, sans faire de blessé. LP/ Arnaud Journois

Le feu qui a pris dans l’édifice dimanche est parti d’un tas de vêtements stockés sur place.

Pour la police, plus de doute possible : les flammes qui ont endommagé l’entrée de l’église Saint-Sulpice (VIe) dimanche après-midi n’ont rien d’accidentel. « Le feu est parti d’un tas de vêtements et les vêtements ne s’enflamment pas tout seuls », indique une source policière.
L’origine du sinistre est, selon les premières conclusions du laboratoire central de la préfecture de police, « humaine » et « délibérée ». « Un individu avait embrasé et jeté quelques jours plus tôt un chiffon côté rue Palatine », rapporte le maire (LR) du VIe Jean-Pierre Lecoq.

Règlement de comptes ou attaque ?

S’agit-il d’un règlement de comptes entre sans-abris (les vêtements appartenaient à un SDF absent au moment du sinistre) ou d’une attaque délibérée contre l’édifice catholique, comme commençaient à l’insinuer les internautes dès dimanche sur les réseaux sociaux ?
Plusieurs églises ont été profanées ces dernières semaines. L’enquête reste aux mains du commissariat du VIe arrondissement et n’a pas été confiée à la police judiciaire.
Le diocèse de Paris, depuis dimanche, reste prudent et se refuse encore à tout commentaire. « L’église Saint-Sulpice a aujourd’hui été incendiée. Nous n’en connaissons pas à ce stade les motifs, et attendons les résultats de l’enquête en cours. Nous faisons pleinement confiance à la Préfecture de Police. Je remercie personnellement policiers et pompiers pour leur professionnalisme », a indiqué l’archevêque de Paris sur le compte Twitter du diocèse.

Des spectateurs ont donné l’alerte

Le bilan aurait pu être plus grave puisqu’un concert d’orgue avait lieu au moment même des faits. « Ce sont des spectateurs qui ont entendu les flammes qui crépitaient qui ont donné l’alerte », rapporte Karen Taïeb, adjointe à la maire de Paris chargée du patrimoine.
Il n’y a eu aucune victime mais des dégâts matériels, même si l’incendie n’a pas pris au sein même de l’édifice classé monument historique. « A l’intérieur, aucun dégât n’est visible. Mais la porte du XVIIIe siècle côté rue Palatine, un vitrail et un bas-relief ont été très endommagés par les flammes. Heureusement, la lourde porte en chêne a bien joué son rôle de coupe-feu », soupire Karen Taieb. La cage d’escalier a elle aussi disparu dans les flammes.
« C’est la ville de Paris qui payera tous les frais de réparation et de restauration », indique Karen Taïeb.

FONTE – http://m.leparisien.fr/paris-75/paris-l-incendie-a-l-eglise-saint-sulpice-n-etait-pas-accidentel-18-03-2019-8034678.php

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