Bergoglio: il 15 febbraio l' "IMMIGRAMESSA"

CITTÀ DEL VATICANO  (ACI Stampa).- Sarà una messa celebrata da Papa Francesco ad aprire l’incontro “Comunità accoglienti: liberi dalla paura”, che si tiene nella struttura Fraterna Domus di Sacrofano dal 15 al 17 dicembre.
Alessandro Gisotti, direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, ha dichiarato che “per sottolineare la sua costante attenzione all’accoglienza dei migranti, il Santo Padre Francesco presiederà venerdì 15 febbraio, alle ore 16.00, presso la Fraterna Domus di Sacrofano (Roma), la Celebrazione Eucaristica che apre l’Incontro delle realtà di accoglienza “’Liberi dalla paura..”
L’incontro è organizzato da Fondazione Migrantes, Caritas Italiana e Centro e Astalli.
FONTE – http://www.imolaoggi.it/2019/02/13/bergoglio-il-15-febbraio-messa-di-misericordia-per-i-migranti/

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Legame tra anarchici e migranti ​”Bravi, avete dato fuoco al Cie”

Fornivano tutto: istruzioni in arabo, accendini e fiammiferi. Uno scenario inquietnate quello scoperto dalla Procura di Torino dopo l’arresto di sei anarchici. Il gruppo finito in manette avrebbe guidato i migranti dei centri d’accoglienza nei loro piani di rivolta con fuoco e fiamme all’interno delle strutture. Tutto nasce, come riporta il Corriere, da quei sit in davanti ai Cie per mostrare solidarità ai migranti. E proprio lì avveniva lo scambio di dritte e di informazioni per dare il via ai roghi nei Cie. Le istruzioni venivano date anche con palline di carta che contenevano messaggi e contatti utili per mettere in atto il piano di rivolta. E da qui scatta l’accusa chiara dopo le indagini della Digos: associazione sovversiva “idonea a influire sulle politiche in materia di immigrazione” con attenati diversi portati avanti con plichi esplosivi e con sei ordigni. Inoltre i sei arrestati sono accusato di avre organizzato e pianificato episodi di danneggiamento.
Le indagini della Digos hanno poi messo in evidenza che almeno tre rivolte all’interno dei Cie sarebbero state “istigate e alimentate” dagli anarchici che avevano il loro “quartier generale” in Corso Giulio Cesare a Torino. In questo quadro emergono anche le parole di alcuni indagati che agli immigrati avrebbero detto: “In Italia prima c’erano dodici Cie e adesso ce ne sono solo quattro aperti, perché tutti gli altri li hanno distrutti da dentro”.

E ancora: “Grazie alle persone che hanno dato fuoco, che si sono ribellati, dentro le stanze sono poche e quindi c’è poco posto, e quindi non fanno entrare tante persone, questa è la cosa importante”. Poi alcuni indagati rassicuravano i migranti che avevano paura di apiccare il fuoco: “Avete paura, non ho capito di cosa… Tanto siete reclusi, non ti può peggiorare la situazione, peggio di così non c’è niente”. Infine i “complimenti” dopo il rogo: “Bravi, avete fatto bene”. Insomma da Torino emerge un quadro inquietante: è nato l’asse anarchici-immigrati.
www.ilgiornale.it
FONTE – http://www.imolaoggi.it/2019/02/13/legame-tra-anarchici-e-migranti-%e2%80%8bbravi-avete-dato-fuoco-al-cie/
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“Dio è buono con tutti, anche con i cattivi.” – Il "Dio" buonista e piacione di Bergoglio non è quello del Vangelo

 
Il Papa all’udienza generale prosegue le catechesi sul “Padre Nostro”: quando si prega non c’è individualismo o falsità, «con Dio è impossibile fingere». Un saluto ai giornalisti dell’agenzia Askanews che vivono un momento di crisi: «Lottate per il lavoro»
Santi o peccatori, «siamo tutti fratelli amati dallo stesso Padre». Un Padre che «fa sorgere il suo sole sopra i buoni e sopra i cattivi» e che «è sempre buono con tutti, al contrario di noi che riusciamo ad essere buoni soltanto con qualcuno, qualcuno che mi piace». Papa Francesco prosegue il ciclo di catechesi sulla preghiera del Padre Nostro durante l’udienza generale in Aula Paolo VI, e si sofferma in particolare su un aspetto difficile – anche per chi ha fede – da comprendere secondo logiche umane: l’amore di Dio verso l’uomo, verso ogni tipo di uomo. Un amore che non è «solo sentimentale, ma compassionevole e concreto». E che si rivolge a tutti, anche a coloro che non cercano Dio o che si possono classificare come «cattivi». Continua a leggere

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Quando a parlare di castità è Justin Bieber su Vogue

 

«La castità prematrimoniale mi ha salvato, è una delle migliori decisioni che abbia mai preso». Una frase che, a leggerla, oggi alimenterà i risolini di molti, i quali penseranno che a pronunciarla non possa che essere stato il classico sposino timido e dal look demodé, tutto casa e chiesa, desideroso di condividere la propria testimonianza comicamente fuori dal tempo. Per forza. Peccato che le cose stiano in modo assai diverso e l’autore di quest’entusiasta apologia dell’astinenza sia nientemeno che la popstar Justin Bieber.
Ora, classe 1994, bello, ricco sfondato (con un patrimonio di 200 milioni di dollari, è l’under 25 più ricco del mondo) e famoso (centinaia di milioni di follower sui social), il ragazzo non è esattamente il prototipo del ragazzotto da parrocchia. Anzi, appare probabilmente quanto di più lontano ci possa essere da un simile stereotipo. Eppure, nell’intervista rilasciata a febbraio 2019 alla rivista Vogue America con la moglie, la modella Hailey Baldwin, Bieber ha spiazzato tutti raccontando la sua scelta di vivere castamente come «un modo per sentirmi più vicino a Dio». Continua a leggere

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Francesca Totolo scoperchia il vaso di Pandora sull'immigrazione

Francesca Totolo, hai sollevato un polverone con la vicenda del salvataggio di Josefa; settimana prossima uscirà il tuo primo libro Inferno s.p.a. (Altaforte Edizioni), un’analisi approfondita delle realtà che gravitano attorno al mondo dell’immigrazione via mare. E’ giunto forse il momento cui si riuscirà a scoperchiare il vaso di Pandora?
«Il vaso di Pandora è già stato scoperchiato nel 2017, quando il video di Luca Donadei, che mostrava le rotte delle organizzazioni non governative nel Mediterraneo, ha documentato quello che fino a quel momento era solo ipotizzato: le navi delle Ong imbarcavano i migranti a due passi dalle coste della Libia, e non nel Canale di Sicilia come riportato dalla stampa italiana. Da quel momento, grazie ad un lavoro certosino di ricerca, sono riuscita a evidenziare tutte le zone d’ombra delle organizzazioni, dai trasbordi che certamente non potevano essere definiti salvataggi, passando per la stretta collaborazione con la Milizia di Zawiya, i cui membri sono poi stati arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, fino all’opacità dei dati finanziari delle Ong. Continua a leggere

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Mississippi, effetto pro life: la legge vieta l’aborto dopo il primo battito fetale

Sembra proprio una risposta alla legge terrificante approvata nello Stato di New York che rende possibile l’aborto fino all’ultimo giorno di gravidanza. La decisione è del candidato repubblicano Robert Foster, membro della camera bassa dello Stato del Mississippi, che ha dichiarato di voler introdurre una misura che renda vietato l’aborto, non appena il battito del cuore di un feto è individuabile, ovvero tra le sei e le otto settimane di gravidanza, unica eccezione è il caso in cui la mamma sia in pericolo di vita.
Ovviamente le dichiarazioni di Foster hanno suscitato grande scalpore soprattutto tra i vertici di Planned Parenthood, ci riferiamo a Aimee Lewis, responsabile della raccolta fondi per la Parenthood Greater Memphis Region Planned (Ppgmr) che ha parlato di legislazione “estrema” che vieterebbe l’aborto sempre, in quanto «la maggior parte delle donne non sa nemmeno di essere incinta a sei settimane» e dunque, secondo Lewis, non sarebbero mai veramente libere di scegliere. Ma la risposta di Foster non è tardata ad arrivare, il candidato ha infatti sottolineato che caso mai, questo garantirebbe alle giovani donne che aspettano un bambino, di non essere sottoposte sin dall’inizio a continue pressioni per abortire. Spesso, infatti, l’aborto rientra nei programmi politici sotto l’espressione “salute riproduttiva”, come se la gravidanza fosse una malattia e l’unica a dover essere eventualmente “tutelata” (da cosa, poi?) debba essere la madre. Al contrario, ha affermato Foster, la sua intenzione è semplicemente quella di rendere il Mississippi, il posto più sicuro, in America, per un bambino non nato.
Una legge simile è stata firmata anche da Kim Reynolds, governatore dello Stato dell’Iowa. Si tratta di un provvedimento che impedisce, appunto, di praticare l’aborto solo dopo aver potuto auscultare il battito cardiaco del feto, eccezion fatta per gravidanze frutto di stupri o di incesto. Il governatore, che ha dovuto affrontare le chiassose proteste dei manifestanti raccolti davanti al suo edificio, mentre procedeva alla firma, ha mostrato una certa serenità di fronte alle difficoltà che gli si prospettano: «Sono consapevole e prevedo che ci saranno ricorsi in tribunale e che le Corti potrebbero anche sospendere la legge fin quando non raggiunga la Corte suprema».
Tutto ciò è la dimostrazione che la lotta all’aborto negli Stati Uniti non conosce tregua, merito in gran parte delle associazioni pro life americane, che grazie alla loro tenacia, a volte, ottengono inaspettati successi.
Manuela Antonacci
fonte – https://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/mississippi-effetto-pro-life-la-legge-vieta-laborto-dopo-il-primo-battito-fetale/

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I 1.425 ponti senza proprietà: come è andata a finire

È stato convocato per questa mattina un tavolo tecnico fra Anas e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che dovrebbe fare il punto della situazione sulla vicenda «ponti anonimi», sollevata da un’inchiesta di Dataroom che ha scoperto come in Italia esistano centinaio di ponti dei quali non si sa nulla: di chi siano, chi li gestisca, chi ne faccia la manutenzione. L’incontro dovrebbe gettare le basi per risolvere due questioni fondamentali: il quadro normativo e quello finanziario.

Il vuoto legislativo

Esiste un vuoto legislativo da colmare, che al momento non consente ad Anas di intervenire su strutture delle quali è incerta la proprietà, nonostante sovrappassino le strade statali che gestisce (oltre 20 mila chilometri…

leggi tutto

fonte – https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/i-1425-ponti-senza-proprieta-come-andata-finire/6eb69d2a-2eea-11e9-9800-d9788a74058f-va.shtml

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I migranti? Un affare di ‘ndrangheta. Ecco dove

Scritto e segnalato da Antonio Amorosi
I migranti? Un affare di ‘ndrangheta. Confraternite, un prete, un broker e…
Cassazione nega scarcerazione a broker del clan Arena. Dietro la gestione del centro migranti tra i più grandi d’Europa c’è la ‘ndrangheta. Il processo continua
I migranti, la ‘ndrangheta, uno dei centri di accoglienza più grandi d’Europa, un sacerdote e un insospettabile broker ex vicepresidente nazionale della Confraternita delle Misericordie, che ci fanno insieme? Lo spiega una sentenza del 6 febbraio scorso con la quale la Suprema Corte di Cassazione respinge un ricorso di Leonardo Sacco, ex vicepresidente nazionale delle Misericordie..
Continua su Affaritaliani

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Video della conferenza: “Cristianesimo, Ebraismo, Islam”

Segnalazione del Centro Studi Federici
Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
 
Video della conferenza: “Cristianesimo, Ebraismo, Islam” 
 
Modena, 26/01/2019, conferenza di don Francesco Ricossa: “Cristianesimo, Ebraismo, Islam” (organizzata da “Virtute e Canoscenza”): https://youtu.be/UwvpL2hPVh0
 
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Francia, chiese profanate: statue distrutte e croci disegnate con gli escrementi

 

Almeno quattro chiese sono state profanate in una settimana: ostie consacrate gettate a terra, crocifissi e statue della madonna distrutte e incendiate. «Violenza preoccupante, il trend è in aumento»
 Dijon, Houilles, Lavaur, Nîmes: in una sola settimana almeno quattro chiese sono state profanate in Francia. Il trend è in aumento, tanto che domenica padre Grosjean, sacerdote molto seguito nel paese, ha denunciato pubblicamente l’ondata di attacchi: «Questa violenza è grave e prende di mira i luoghi di culto, oasi di pace per tutti, ferendo i cristiani nella loro fede», ha dichiarato come riportato dal Figaro.

«STATUE POLVERIZZATE»

Ieri la chiesa della parrocchia di Notre Dame, a Dijon, è stata profanata da ignoti, che hanno aperto il tabernacolo e sparpagliato le ostie consacrate per terra. I fedeli hanno visto per primi la profanazione, entrando in chiesa per la messa delle 8 del mattino. «È con molta tristezza che sacerdoti e fedeli hanno scoperto quanto avvenuto stamattina», ha dichiarato ieri in un comunicato la diocesi di Dijon, annunciando una messa di riparazione. Continua a leggere

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