Quando la sinistra chiuse i porti (e Repubblica batteva le mani)

Giuseppe De Lorenzo
Oggi la sinistra attacca Salvini. Ma nel 1997 mise in campo un blocco navale ben più rigido di quello odierno. E Repubblica plaudeva alla linea dura contro gli “immigrati non in regola”
Il tempo non cura solo le ferite, annebbia pure la memoria. Lo sanno, o dovrebbero saperlo, dalle parti della sinistra italiana (sia essa politica o dei media). Oggi Veltroni, Pd, Repubblica e compagnia bella criticano aspramente la chiusura dei porti italiani attuata da Salvini (e Toninelli).

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117 morti al largo di Tripoli: in nome del libero mercato, quello delle ONG

di Filippo Bovo
Fonte: Opinione pubblica
I 117 morti causati dal naufragio nel Golfo di Sirte di ieri non ci sarebbero stati, se non ci fosse stato l’incentivo dato dalle navi ONG che aspettano le bagnarole dei migranti in acque internazionali, per poi “stoccarli” nei porti europei, italiani in primis. E’ una legge di mercato, tremendamente drammatica, di cui i beneficiari del cosiddetto “business dell’accoglienza” sono perfettamente consapevoli. Ma ben si guardano dal condannarla, preferendo molto più semplicemente cercare capri espiatori altrove, a cui affibbiare l’etichetta di “razzisti”.
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Discredito

Discreditodi Andrea Zhok
Fonte: Appello al Popolo
Alle volte, di fronte allo sconcerto di amici europeisti per la ‘rozzezza istituzionale’ dei ‘populisti’ (non solo in Italia), mi chiedo cosa si aspettassero. Per anni e anni siamo andati avanti in Europa con una (sedicente) ‘avanguardia tecnocratica’, sottratta ad ogni dibattito pubblico e ad ogni controllo democratico, che ha utilizzato i propri agganci tra le élite cosmopolite per pubblicizzare nei singoli paesi il Grande Progetto Europeo come un progetto di ricchezza e fratellanza comune. ”Fidatevi”. Poi, alla prima difficoltà seria, si è vista una corsa di ciascuno al salvataggio dei propri patrimoni (ad esempio il salvataggio delle banche francesi e tedesche a spese della Grecia), uno scatenarsi di regole asimmetriche valutate arbitrariamente (aiuti di stato, surplus commerciali, procedure di infrazione, ecc.), una rincorsa alla colpevolizzazione del vicino nella più completa ignoranza delle realtà altrui, un’esplosione di ricatti, condizionalità, minacce, e il tutto abbinato ad un impoverimento di ampli strati della popolazione. In sintesi: Continua a leggere

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Salvini, è un processo politico, il Parlamento deve dare una risposta politica

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero, 25/01/2019


Non accade mai, ma se ti chiami Matteo Salvini può succedere. Ogni volta che la Procura della Repubblica (la magistratura inquirente) chiede l’archiviazione nei confronti dell’indagato, quasi sempre il Tribunale (la magistratura giudicante) dispone l’archiviazione. È raro che un Tribunale faccia di testa sua. Ma se di mezzo c’è Salvini, che tra le altre cose ha svuotato la mangiatoia ai molti che lucrano sull’immigrazione, allora la magistratura si sente in “dovere” di processarlo. Vediamo cosa può succedere adesso.
Il Tribunale dei Ministri, competente per i reati ministeriali (cioè commessi dai membri del governo nell’esercizio delle loro funzioni), giudica solo nella fase delle indagini preliminari (quelle attuali). Dopo di che, una volta che si è deciso di fare il processo, gli atti dal Tribunale dei Ministri passano alla presidenza della camera di appartenenza del ministro indagato, nel caso di Salvini il Senato. A quel punto la Giunta per le autorizzazioni a procedere, presa una decisione, dovrà poi trasmetterla all’aula per il voto finale, che dovrà arrivare entro il termine di due mesi. Se l’aula del Senato respinge la richiesta a maggioranza assoluta, il processo non avrà luogo. In caso contrario il ministro sarà processato non più dal Tribunale dei Ministri bensì da quello ordinario, co- me se si trattasse di un comune delinquente. Continua a leggere

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Diciotti, i giudici: "Salvini sia processato". Il ministro: "Non ho paura" – IL POPOLO È CON LUI

Nonostante la richiesta di archiviazione dei pm, il tribunale dei ministri è pronto a mandare a processo il vicepremier. Lui: “Non ho paura, sono pronto all’ergastolo”
Il caso Diciotti sembrava chiuso dopo che la procura della Repubblica di Catania aveva chiesto l’archiviazione e soprattutto dopo che a Palermo il tribunale dei ministri aveva scagionato Matteo Salvini.

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trafficanti uccidono i migranti. Ma la sinistra incolpa Salvini

Nubifragio al largo della Libia: morti e dispersi. Per la sinistra è colpa del pugno duro di Salvini e della politica dei porti chiusi. È scontro.
La sinistra è subito partita all’attacco. Da Laura Boldrini ad Leoluca Orlando, tutti in fila a puntare il dito.

Non appena è arrivata la notizia dell’ennesimo naufragio al largo della Libia, si sono fiondati ad accusare Matteo Salvini chiedendogli di riaprire i porti italiani alle navi delle Ong e a rispondere per gli immigrati morti nel Mar Mediterraneo. “Finché i porti europei rimarranno aperti – ha ribattuto il vicepremier leghista – finché qualcuno continuerà ad aiutare i trafficanti, purtroppo gli scafisti continueranno a fare affari e a uccidere”.

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Follie Usa, la fake degli indiani buoni e dei bianchi cattivi


Questa immagine ha fatto il giro del mondo. Un ragazzo e un uomo più  anziano sono uno di fronte all’altro. L’uomo ha i lineamenti di un nativo americano e suona un tamburello etnico. Il ragazzo sorride (beffardo). È bianco. Peggio. Indossa il berretto rosso MAGA, Make America Great Again, il motto di Trump.
Cosa sta succedendo?

Il verdetto dei media, mainstream e social, è inequivocabile. È un suprematista bianco che si diverte ad umiliare l’ennesimo POC (Persona di colore/membro di una minoranza etnica). “I baby Trump prendono in giro il leader dei nativi”, scrivono i giornali e la notizia viene rilanciata in tutto il pianeta, Italia compresa (il titolo è del Corriere.it).
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Luxuria, parla lo psichiatra Cantelmi: «Restituire alla famiglia ciò che è della famiglia»

La “lezione di transgenderismo” tenuta da Vladimir Luxuria in seconda serata su Raitre, continua a suscitare dibattito e reazioni. Secondo lo psichiatra Tonino Cantelmi una puntata come quella di Alla lavagna, trasmessa domenica scorsa, non sarebbe dovuta andare in onda, né in prima, né in seconda serata. Temi così delicati, come l’omosessualità o la transessualità – ha dichiarato Cantelmi a Pro Vita andrebbero affrontati solo in famiglia e, comunque, qualunque format televisivo destinato ai minori, andrebbe attentamente vagliato da rappresentanti di genitori, insegnanti e altre figure educative.

Quanto può incidere su orecchie innocenti un tipo di “didattica” come quella offerta nel programma cui ha partecipato Luxuria?

«Non ho visto la puntata in questione, tuttavia ritengo che ci sia stato un cortocircuito: credo che certe tematiche a età così sensibili andrebbero affrontate in famiglia e che la responsabilità principale dell’educazione su questi temi sia dei genitori. I genitori conoscono la sensibilità dei loro figli e sanno come parlare, come accoglierli, come sostenerli. Dunque, non credo che in una età così delicata sia giusto indirizzare loro un intervento così dirompente». Continua a leggere

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New York: legale aborto fino al nono mese

New York, 24 gen – Martedì sera il governatore di New York Andrew Cuomo ha firmato una legge che rende legale l’aborto fino a un giorno prima della data del parto. Non è un film dell’orrore, sta succedendo davvero. Il decreto, chiamato The Reproductive Health Act, è passato con 38 voti a favore e 28 contrari. Cuomo ha dichiarato: “Oggi compiamo un passo da gigante nella battaglia per il diritto di ogni donna di compiere autonomamente le proprie scelte in materia di salute personale: compreso l’avere liberamente accesso alle pratiche di aborto”. In questa selva di diritti conquistati, quindi, gli unici ad esserne privi sono proprio i bambini, cioè coloro che andrebbero maggiormente tutelati. La salute di questi ultimi evidentemente non conta, perché di fatto la legge consente l’uccisione di un feto di nove mesi, completamente sviluppato e senziente, tramite iniezione di potassio nel cuore, e l’”estrazione” tramite parto indotto.

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