Suona la campana a morto per l’Unione europea

Segniamo pure la data di oggi tra quelle che hanno fatto la storia. La firma del trattato di Aquisgrana tra Francia e Germania apre un capitolo inedito. Nemiche giurate dai tempi di Carlo Magno, con l’apice della rivalità nelle due guerre mondiali, Francia e Germania rinsaldano la propria alleanza. Il nuovo trattato rafforza quello dell’Eliseo sottoscritto il 22 gennaio 1963 – esattamente 56 anni fa – dall’allora cancelliere Konrad Adenauer e dal presidente francese Charles De Gaulle. Inutile mettersi col bilancino a stabilire se l’accordo vada più a vantaggio di Macron o della Merkel. Il trattato resta storico per molti motivi.

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Lannutti, banche controllate da Savi di Sion. Scoppia il caso


Scoppia il caso su un tweet del senatore M5s Elio Lannutti. “Il Gruppo dei Savi di Sion” e Mayer Amschel Rothschild, l’abile fondatore della famosa dinastia che ancora oggi controlla il Sistema Bancario Internazionale,portò alla creazione di un manifesto: “I Protocolli dei Savi di Sion”, scive su twitter Lannutti, che posta anche il link di un sito antisemita.
Un “delirante” post antisemita. Così il sito dell’ebraismo italiano, “Moked”, definisce l’uscita sui social del senatore Cinque Stelle Elio Lannutti. Moked aggiunge che “il senatore del Movimento Cinquestelle Elio Lannutti ha pensato bene di attirare l’attenzione sulla sua ultima fatica letteraria con una squallida trovata promozionale”. Moked, il portale dell’ebraismo italiano, attacca quindi il senatore M5S Elio Lannutti, accusandolo di rilanciare tesi antisemite.
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fonte – http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/01/21/lannutti-banche-controllate-da-savi-di-sion.-scoppia-il-caso_3cb5b050-3c9f-4954-b7d3-f49cde03c147.html

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Luxuria in Rai, parla Pillon: «È propaganda. Vigilanza intervenga»


 
 
«Vladimir Luxuria sale in cattedra per spiegare ai bambini under 13 il transgenderismo». Basterebbe già questo incipit di CorriereTv a mettere in luce l’assurdità di quanto accaduto alla Rai e andato in onda ieri, 20 gennaio, in seconda serata. Ospite del programma Alla lavagna, su Rai Tre, ha parlato a una classe di bambini tra i 9 e i 12 anni, con dichiarazioni del seguente tenore: «Io quando sono nato ero un maschietto ma non ero contento di essere maschietto, sentivo dentro di me di essere una bambina». «Questa bambina che stava dentro di me», ha proseguito, «per me era come una principessa chiusa nel castello, io la dovevo liberare. Ma non veniva nessun principe a liberare questa principessa, la dovevo liberare io, così un giorno ho deciso di confessarmi a tutti, ai miei compagni di classe e sono diventata quello che sono». Continua a leggere

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Aborto: il risveglio delle coscienze di fronte alla cultura della morte

 

Spett. Le direttore, ieri 20 gennaio 2019, l’ansa riporta la notizia che a Parigi migliaia di persone hanno manifestato il loro dissenso contro l’incivile e crudele anti scientifica pratica dell’aborto, ovvero la contrarietà alla cultura della morte, contro la volontà di sposare la selvaggia idea che i cuccioli di uomo possono essere eliminati già dal grembo materno come fossero degli oggetti. In tal senso pare che vi sia un risveglio delle coscienze – per anni obnubilate dalla falsa propaganda che l’eliminazione di un bambino è un atto di civiltà -, tant’è che anche in trentino a tal proposito la neo assessore provinciali alle pari opportunità ha manifestato delle perplessità. Le forze che si scagliano contro coloro che non condividono la pratica dell’aborto è violentissima e non vi è angolo della terra dove le angeliche creature non siano esposte a politiche erodiane. In New Jersey, all’esterno di una clinica della Planned Parenthood, 4 frati dell’ordine religioso dei francescani del rinnovamento, con il fine di sensibilizzare sugli aspetti abortivi, limitandosi nell’omaggiare rose rosse alle donne incinte che si approssimavano a sottoporsi a pratica abortiva, sono stati arrestati.
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Per il “giorno del ricordo”, "Red Land – Rosso Istria" su Rai3

La pellicola sarà trasmessa in prima serata venerdì 8 febbraio. Una delle iniziative della Rai in memoria delle vittime delle Foibe.

 In vista del 10 febbraio 2019, “Giorno del ricordo” in memoria delle vittime delle Foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, la Rai metterà in palinsesto “un’ampia copertura informativa e una programmazione dedicata di film, documentari, ecc..”. In particolare, su Rai3 venerdì 8 febbraio in prima serata sarà trasmesso il film “Red Land – Rosso Istria”. Lo annunciano i vertici della Rai in risposta a un quesito all’amministratore delegato, Fabrizio Salini, dei deputati Federico Mollicone e Paola Frassinitti di Fratelli d’Italia. Film del 2018 presentato alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sceneggiato e prodotto da Maximiliano Hernando Bruno e coprodotto proprio da Rai Cinema. Una pellicola sulla tragedia delle foibe e in particolare sulla figura di Norma Cossetto, che all’età di 23 anni fu uccisa dai partigiani jugoslavi nel 1943. Una giovane studentessa istriana alla quale nel 2005 Carlo Azeglio Ciampi ha attribuito la Medaglia d’oro al Merito Civile, e che è stata una delle migliaia di vittime dei massacri delle Foibe, cui si aggiunsero circa 350mila italiani, esuli dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia.

fonte – https://www.lospecialista.tv/per-il-giorno-del-ricordo-red-land-rosso-istria-su-rai3/

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L' elite è a Davos ma il Globalismo è in grande crisi

Mentre le élite finanziarie e politiche del mondo si riuniscono a Davos, sulle Alpi svizzere, per il World Economic Forum, la loro visione globalista di legami commerciali e politici sempre più stretti è sotto attacco – e le prospettive economiche stanno parlano di recessione.
Come scrive Breitbart, il sistema politico britannico è nel caos mentre il paese negozia un disordinato divorzio dall’Unione Europea. Sotto la guida del presidente Donald Trump, gli Stati Uniti stanno imponendo sanzioni commerciali tanto agli amici quanto ai nemici, e il governo è paralizzato da una parziale chiusura forzata che costringe Trump e la delegazione statunitense a cancellare il viaggio a Davos. Il presidente francese Emmanuel Macron sta affondando nei sondaggi mentre si deve affrontare la protesta dei gilet gialli. I movimenti politici nazionalisti stanno guadagnando forza in tutta Europa. Continua a leggere

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I gilet gialli si candidano alle europee con i comunisti

I sondaggi danno al 13% un’ipotetica lista del movimento di protesta. Alcuni leader scendono in campo con l’estrema sinistra.
Hanno in comune la critica all’establishment politico, al capitalismo e al mondo della finanza. Ma anche lo spirito contestatore, fattore chiave per chi sogna la rivoluzione. Il Partito comunista francese (Pcf), formazione storica alla sinistra della “gauche” socialista, ha fatto sapere che alcuni esponenti dei gilet gialli si candideranno nelle liste della falce e martello alle prossime elezioni europee di fine maggio.
“Non possiamo affrontare le elezioni europee senza tenere conto di quello che è successo nelle ultime settimane”, ha dichiarato alla Reuters il segretario del Pcf Fabien Roussel. Il leader comunista assicura quindi che, oltre ai rappresentanti della società e dei sindacati, “ci saranno anche i gilet gialli”.  Continua a leggere
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Strage buonista

Centodiciassette immigrati, tante donne e bambini, morti annegati nel tentativo di raggiungere su gommoni le coste italiane sono una bruttissima notizia.

 Ma chi sostiene che questa tragedia è la conseguenza della politica dei «porti chiusi» adottata dal governo non solo si sbaglia di grosso, ma è pure in malafede. Non c’è alcuna relazione tra il numero dei morti in mare e le modalità di soccorso, anzi è certo e documentato che meno partenze uguale meno vittime. Ecco i dati, fonte Amnesty International degli ultimi cinque anni. Dal 2014 al 2016, triennio di porti aperti e ong libere di soccorrere in mare, i morti annegati sono stati rispettivamente 3.528, 3.771 e 5.096. Nel 2017 il primo giro di vite su partenze e arrivi, deciso da Minniti ha fatto scendere le vittime a 3.116 e con lo stop alla collaborazione con le ong imposto da Salvini a metà 2018 il numero dei morti è crollato a 972, il minimo da sempre. Continua a leggere
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